Una promessa scolpita nel dolore, un obiettivo sportivo che diventa un tributo alla memoria di un amico fraterno. Il biatleta norvegese Johan-Olav Botn, attuale leader della classifica generale di Coppa del Mondo, ha deciso di trasformare la più grande tragedia della sua vita in una fonte di incrollabile motivazione. Continuerà a gareggiare, a spingere sugli sci e a cercare la perfezione al poligono per onorare Sivert Guttorm Bakken, compagno di squadra e amico, tragicamente scomparso a soli 27 anni il 23 dicembre scorso durante un ritiro pre-olimpico a Passo Lavazè, in Trentino.

Se perdessi la motivazione, sentirei di aver tradito Sivert. Abbiamo lavorato duramente insieme per arrivare fin qui. So esattamente cosa si aspetterebbe da me: che io continui ad allenarmi per diventare il migliore possibile. Oggi l’obiettivo è più chiaro che mai“, ha dichiarato Botn in una commovente intervista all’emittente norvegese Tv2. Parole che rivelano la profondità di un legame spezzato troppo presto e la volontà di onorarlo nel solo modo che uno sportivo conosce: lottando nell’arena.

Il dramma di Passo Lavazè: “L’ho trovato esanime, è stato uno shock totale”

È stato proprio Botn a fare la terribile scoperta in quella fredda mattina di dicembre in Val di Fiemme, un luogo simbolo degli sport invernali trasformatosi in teatro di una tragedia. “Quella mattina io e Sivert avevamo appuntamento alle 9:00 per andare a sciare. Sono passato da lui per recuperare le chiavi dell’auto e l’attrezzatura e l’ho trovato esanime nella stanza“, ha raccontato, ripercorrendo quei drammatici istanti. “Era immobile, con il volto cereo. Ho capito subito che era morto. In quegli istanti entri in uno stato di shock in cui non provi nulla, agisci solo nel tentativo disperato di prestare soccorso“.

Un’immagine indelebile, un trauma che ha richiesto l’aiuto di un supporto psicologico. “Ho impresse nella mente immagini con cui, ne sono consapevole, dovrò convivere per il resto della vita. Credo sia fondamentale trovare un modo per gestire questi ricordi”, ha ammesso con coraggio il campione norvegese.

Chi era Sivert Guttorm Bakken: un talento interrotto

Sivert Guttorm Bakken, nato a Lillehammer il 18 luglio 1998, era considerato uno dei talenti più brillanti del biathlon mondiale. La sua carriera, seppur breve, è stata segnata da successi importanti, come la vittoria della Coppa del Mondo di specialità nella mass start nella stagione 2021-2022. Un percorso che aveva subito un brusco stop a causa di una pericardite che lo aveva tenuto lontano dalle gare per quasi due anni. Ma Sivert, con una determinazione che i compagni definiscono “fonte di ispirazione”, era tornato. Era tornato a competere ai massimi livelli, occupando la 13esima posizione nella classifica generale di Coppa del Mondo prima della sua scomparsa, e sognava le Olimpiadi di Milano-Cortina 2026.

L’inchiesta e il nodo della maschera ipossica

La Procura di Trento ha aperto un fascicolo, al momento senza indagati, per fare piena luce sulle cause del decesso. L’autopsia è stata eseguita e i risultati completi sono attesi per marzo. Al centro dell’attenzione c’è una maschera ipossica, o Elevation Training Mask, che l’atleta indossava al momento del ritrovamento e che è stata sequestrata dalla magistratura. Questi dispositivi, che simulano l’allenamento in alta quota riducendo l’apporto di ossigeno, sono utilizzati da molti atleti di endurance per migliorare le proprie prestazioni. Il loro uso è un tema dibattuto: in Norvegia, ad esempio, sono state recentemente sconsigliate in via temporanea proprio in seguito a questa tragedia.

Interpellato sulla questione, Botn ha precisato: “L’uso è consentito da molti anni e molti atleti vi ricorrono regolarmente. Rispettiamo scrupolosamente tutte le normative delle agenzie antidoping e della legge norvegese“. Ha poi aggiunto di non averne mai fatto uso personalmente. La famiglia di Bakken, attraverso il suo legale, ha fatto sapere che al momento non ci sono elementi per ipotizzare illeciti, ma l’inchiesta dovrà accertare se possa esserci una correlazione tra l’utilizzo del dispositivo e il fatale malore.

Il mondo del biathlon in lutto

La notizia della morte di Bakken ha sconvolto l’intera famiglia del biathlon. L’International Biathlon Union (IBU), attraverso le parole del suo presidente Olle Dahlin, si è detta “profondamente scioccata e rattristata”. Messaggi di cordoglio sono arrivati da atleti e federazioni di tutto il mondo, a testimonianza di quanto Sivert fosse stimato non solo per le sue doti atletiche ma anche per la sua resilienza. Ora, il testimone della sua passione e della sua determinazione passa idealmente nelle mani del suo amico Johan-Olav Botn, che scierà e sparerà anche per lui, con un obiettivo più chiaro che mai.

Di nike

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