Cortina d’Ampezzo – Lassù, dove l’aria si fa rarefatta e il confine tra uomo e cielo sembra svanire, l’arte diventa un’esperienza fisica, un dialogo intimo con i propri limiti e con l’infinito. A 2.732 metri di altitudine, incastonata tra le vette dolomitiche, ha ufficialmente aperto i battenti “Cortina di Stelle”, la personale dell’artista contemporaneo Fulvio Morella. Ospitata negli spazi unici del Lagazuoi Expo Dolomiti, uno dei centri espositivi più alti d’Europa, la mostra non è solo un evento artistico, ma un potente messaggio di inclusione e resilienza, tappa fondamentale e conclusiva del progetto “I limiti non esistono”.

L’esposizione, curata con maestria da Sabino Maria Frassà, si inserisce a pieno titolo nel prestigioso programma dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026, il palinsesto di eventi multidisciplinari che accompagnerà l’Italia verso i Giochi Invernali, promuovendo i valori olimpici e paralimpici attraverso il linguaggio universale della cultura. Visitabile fino al 5 aprile, la mostra rappresenta un ponte ideale tra il mondo dell’arte e quello dello sport, in particolare quello paralimpico, celebrando la capacità umana di superare ogni barriera.

Un Viaggio Multisensoriale Oltre il Visibile

Fulvio Morella, artista di fama internazionale presente in collezioni prestigiose come il Victoria and Albert Museum di Londra, trasforma la percezione artistica convenzionale. Al centro della sua ricerca vi è il linguaggio Braille, che da strumento di lettura per non vedenti si eleva a codice estetico universale, un invito a “vedere” con le mani e con il cuore. Le 36 opere esposte, intrecciate a preziosi cimeli storici provenienti dal Museo dello Sport e dell’Olimpismo di San Marino, come la torcia di Roma 1960 e quella di Torino 2006, guidano il visitatore in un percorso immersivo e multisensoriale.

La mostra si articola in tre cicli fondamentali del lavoro di Morella:

  • Blind Wood: quadri-scultura tattili in legno e metallo che invitano a scoprire la materia attraverso il tocco, ribaltando il tradizionale divieto del “non toccare” museale. Queste opere ripropongono mappe di monumenti iconici visti dall’alto, come il tempio di Delfi, l’Arena di Verona e il Pantheon di Roma.
  • Braille Stellato: un ciclo in cui i punti del Braille si trasfigurano in costellazioni luminose. Il visitatore è chiamato a “leggere il cielo” con le dita, decifrando massime ispiratrici di San Francesco, Jung e Saint-Exupéry, in un’esperienza che unisce conoscenza e poesia.
  • Braillight: presentato per la prima volta come ciclo completo, qui la luce diventa materia e forma. Sculture in acciaio e pregiato legno d’amaranto utilizzano il Braille come sorgente luminosa, una luce che non abbaglia ma orienta, proprio come la voce di una guida per un atleta ipovedente.

Lo Sport come Metafora della Vita

Il progetto “I limiti non esistono” non poteva trovare una conclusione più significativa. Dopo le tappe in Val di Fiemme, presso il Museo d’Arte Contemporanea di Cavalese, e a Milano, a Palazzo Lombardia, l’approdo a Cortina, nel cuore delle Dolomiti, assume un valore simbolico. La funivia che sale verso il Lagazuoi è essa stessa metafora di un’ascesa, di una sfida alla gravità e ai propri limiti, un’esperienza che accomuna alpinisti e atleti.

La mostra è impreziosita dalla testimonianza di atleti paralimpici di primissimo piano, figure che incarnano la tenacia e la forza dello spirito sportivo. Tra questi spicca Renè de Silvestro, campione di sci alpino sitting e designato, insieme a Chiara Mazzel, come portabandiera dell’Italia Paralimpica a Milano Cortina 2026. La sua presenza, insieme a quella di altre icone come Moreno Pesce e Francesca Porcellato, sottolinea il legame indissolubile tra l’ispirazione artistica di Morella e le storie di chi, ogni giorno, trasforma un limite in un’opportunità. Un dialogo reso possibile anche grazie alla collaborazione con la FISIP (Federazione Italiana Sport Invernali Paralimpici).

Un’Olimpiade che Unisce Cultura e Valori

“Cortina di Stelle” è la dimostrazione tangibile di come l’Olimpiade Culturale non sia un semplice contorno ai Giochi, ma uno dei suoi pilastri fondamentali, capace di amplificare il messaggio di universalità e fratellanza dello sport. Come ha spiegato il curatore Sabino Maria Frassà, in questo luogo unico “l’arte smette di essere immagine da contemplare e diventa lingua comune”, un’esperienza condivisa dove l’infinito che cerchiamo fuori coincide con quello che abbiamo dentro.

L’invito, dunque, è a salire in quota, a lasciarsi trasportare dalla funivia del Lagazuoi non solo verso un panorama mozzafiato, ma verso una nuova percezione. Una percezione dove le barriere si dissolvono e dove l’arte, proprio come lo sport, ci insegna che i veri limiti, spesso, sono solo quelli che non osiamo superare. La mostra è visitabile gratuitamente tutti i giorni, seguendo gli orari di apertura della funivia (9:00-16:40).

Di nike

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