VIENNA – Le note festose dei valzer e delle polke hanno salutato l’arrivo del nuovo anno dalla magnifica Sala d’Oro del Musikverein, ma il Concerto di Capodanno 2026 dei Wiener Philharmoniker sarà ricordato non solo per la sua impeccabile esecuzione, ma anche per il potente messaggio di freschezza, dialogo e apertura culturale che ha saputo trasmettere al mondo. Protagonista assoluto di questa edizione, trasmessa in oltre 150 Paesi, è stato il maestro canadese Yannick Nézet-Séguin, al suo attesissimo debutto sul podio di uno degli eventi musicali più seguiti a livello globale.
UN DEBUTTO NEL SEGNO DELLA GIOIA E DELLA NOVITÀ
Energia contagiosa, sorriso genuino e una gestualità vulcanica ma precisa: così Yannick Nézet-Séguin, attuale direttore musicale del Metropolitan Opera di New York e della Philadelphia Orchestra, ha conquistato l’orchestra e il pubblico. La sua direzione, descritta come piena di brio e spontaneità, ha infuso nuova linfa vitale in un repertorio profondamente radicato nella tradizione. Nézet-Séguin ha dimostrato una profonda comprensione della musica viennese, senza provenire dalla monarchia danubiana, ma affidandosi a empatia e talento musicale. Il suo approccio non è stato quello di “nobilitare” la musica da ballo, ma di abbracciarne la gioia festiva, divertendosi visibilmente insieme ai musicisti, come nei momenti in cui la partitura richiedeva all’orchestra di cantare o utilizzare percussioni inusuali.
Il programma di quest’anno si è distinto per un’audace apertura, allontanandosi dal quasi monopolio della famiglia Strauss. Accanto ai capolavori di Johann Strauss padre e figlio, e di Josef ed Eduard Strauss, hanno trovato spazio compositori come Joseph Lanner, Carl Michael Ziehrer e persino il danese Hans Christian Lumbye, con brani che evocavano atmosfere esotiche, dal Malapou-Galoppe di Lanner all’Egyptischer Marsch di Strauss figlio. Ben sei brani, in un programma che contava le opere di undici musicisti diversi (un nuovo record), sono stati eseguiti per la prima volta in assoluto al Concerto di Capodanno, segno tangibile di un repertorio in continua espansione e della volontà di rinnovarsi pur nella rigidità della tradizione.
UN PALCOSCENICO PER L’INCLUSIVITÀ: WEINLICH E PRICE
Il segnale più forte di questa edizione è stato senza dubbio l’inserimento di due compositrici nel programma. Seguendo il percorso iniziato da Riccardo Muti nell’edizione precedente, Nézet-Séguin ha raddoppiato la presenza femminile, scegliendo due figure di grande valore simbolico:
- Josephine Weinlich (1848-1887): Pianista, violinista e direttrice d’orchestra, fondò a Vienna il primo orchestra femminile europea. La sua polka-mazurka “Sirenen-Lieder” (Canti delle Sirene) ha risuonato per la prima volta nella Sala d’Oro, un omaggio a una pioniera della musica viennese.
- Florence Price (1887-1953): Compositrice afroamericana, la sua inclusione con il “Rainbow Waltz” è stata una scelta personale e significativa di Nézet-Séguin. Price rappresenta un simbolo di riscatto artistico contro le discriminazioni razziali e di genere, e la sua musica, un connubio di romanticismo europeo e influenze afroamericane, ha finalmente trovato il prestigioso palcoscenico viennese.
Questa scelta non è stata una mera concessione al “politicamente corretto”, ma un’operazione culturale di alto profilo, che arricchisce il canone del concerto e invita a una riflessione sulla storia della musica, spesso scritta da una prospettiva quasi esclusivamente maschile ed eurocentrica.
UN FINALE SIMBOLICO E L’ANNUNCIO PER IL 2027
Il concerto si è concluso, come da tradizione, con gli immancabili bis: il valzer “Sul bel Danubio blu” di Johann Strauss figlio e la “Marcia di Radetzky” di Johann Strauss padre. Ma anche qui, Nézet-Séguin ha lasciato il suo segno: durante la marcia, è sceso dal podio per dirigere l’orchestra e il pubblico direttamente dalla platea, un gesto simbolico per sottolineare che la musica è “dal pubblico e per il pubblico”. Un momento di grande partecipazione che ha suggellato il clima di festa e unione.
Mentre ancora echeggiavano le note finali, è arrivato l’annuncio ufficiale per il futuro: il Concerto di Capodanno del 1° gennaio 2027 sarà diretto dal maestro russo Tugan Sokhiev. Direttore di grande esperienza e amico di lunga data dell’orchestra, Sokhiev ha già diretto i Wiener Philharmoniker in occasioni importanti, come il Concerto di una Notte d’Estate e il concerto per il 200° anniversario della nascita di Johann Strauss II. La sua nomina, pur essendo una sorpresa per il grande pubblico, era attesa negli ambienti musicali e promette un’edizione stilisticamente diversa, data la profonda differenza artistica tra lui e l’esuberante Nézet-Séguin.
In un mondo attraversato da tensioni, il Concerto di Capodanno di Vienna ha ribadito il suo ruolo di ambasciatore musicale di pace, speranza e amicizia. L’edizione 2026, sotto la guida illuminata di Yannick Nézet-Séguin, ha dimostrato che la tradizione può e deve evolversi, abbracciando nuove voci e nuove prospettive senza perdere la propria anima, ma, al contrario, arricchendola di nuovi, vibranti colori.
