La gioia e l’euforia per l’arrivo del nuovo anno sono state tragicamente interrotte a Milano e provincia da due gravi incidenti legati all’uso imprudente dei cosiddetti “botti” di Capodanno. Due uomini, un giovane di 19 anni e un cinquantenne, sono rimasti gravemente feriti in episodi distinti, riportando lesioni che segneranno per sempre le loro vite e che riaccendono con prepotenza il dibattito sulla pericolosità dei festeggiamenti pirotecnici.

Un diciannovenne rischia l’amputazione della mano

Il più grave degli incidenti ha coinvolto un ragazzo italiano nato nel 2004. Secondo le prime ricostruzioni, il giovane stava maneggiando un petardo quando questo gli è esploso tra le mani. L’impatto è stato devastante, causando una semi-amputazione della mano sinistra. Immediatamente soccorso, è stato trasportato in codice rosso all’ospedale di Rho, dove i sanitari hanno avviato le cure d’urgenza. La prognosi, al momento, rimane riservata ma è già stata indicata come superiore ai 40 giorni. Questo tragico evento getta un’ombra pesante sui festeggiamenti, evidenziando come un momento di presunta festa possa trasformarsi in un dramma dalle conseguenze permanenti.

Cinquantenne ferito a un occhio a Monza

Quasi contemporaneamente, un altro grave episodio si è verificato a Monza. Un uomo italiano di circa 50 anni è stato colpito da un petardo, riportando serie ferite a un occhio. Anche per lui si è reso necessario il ricovero d’urgenza, in questo caso presso l’ospedale San Gerardo di Monza. Come per il giovane diciannovenne, la prognosi è superiore ai 40 giorni. Questo secondo incidente conferma la diffusione e la trasversalità di un fenomeno che non conosce limiti di età o di contesto geografico, colpendo indiscriminatamente e con violenza.

Il bilancio di una notte di eccessi: un problema nazionale

I due feriti gravi di Milano si inseriscono in un bilancio nazionale che, seppur in calo rispetto ad alcuni anni fa, continua a registrare un numero inaccettabile di incidenti legati ai botti di fine anno. Nonostante le numerose ordinanze comunali che vietano l’utilizzo di petardi e fuochi d’artificio in aree pubbliche e le continue campagne di sensibilizzazione promosse da istituzioni e associazioni, la tradizione dei “botti” illegali o utilizzati in maniera impropria persiste. Le forze dell’ordine, ogni anno, intensificano i controlli e procedono a sequestri ingenti di materiale pirotecnico non a norma, ma la capillarità del mercato nero rende la prevenzione estremamente complessa.

Gli esperti sottolineano come la pericolosità di questi ordigni sia spesso sottovalutata. Non si tratta di semplici giocattoli, ma di veri e propri esplosivi che, se maneggiati senza le dovute precauzioni o se di fabbricazione illegale, possono causare:

  • Ustioni gravi
  • Lesioni oculari permanenti fino alla cecità
  • Amputazioni di arti
  • Traumi acustici
  • Incendi a danno di abitazioni e veicoli

Oltre ai danni alle persone, non va dimenticato l’impatto sugli animali domestici e sulla fauna selvatica, terrorizzati dalle esplosioni, e l’inquinamento atmosferico e acustico generato da questa pratica.

La necessità di una maggiore consapevolezza e rigore

La cronaca di questa notte di San Silvestro deve servire da monito. La cultura della sicurezza e del rispetto delle regole deve prevalere sulla ricerca di un divertimento effimero e pericoloso. È fondamentale un impegno congiunto da parte delle istituzioni, per rafforzare i controlli e le sanzioni, e della società civile, per promuovere una nuova consapevolezza sui rischi. Festeggiare l’arrivo di un nuovo anno dovrebbe essere un momento di gioia condivisa, non l’anticamera di una tragedia personale e familiare. La speranza è che notizie come queste possano finalmente scuotere le coscienze e portare a un cambiamento culturale definitivo, per un Capodanno che sia davvero una festa per tutti, senza vittime né feriti.

Di veritas

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