TORINO – “Ciò che fai i primi giorni dell’anno, poi lo ripeti per tutto l’anno”. È con questo proverbio, preso in prestito dalle sue parti, che Luciano Spalletti, allenatore della Juventus, inaugura il 2026. Una dichiarazione d’intenti chiara e potente, lanciata alla vigilia della prima sfida del nuovo anno che vedrà i bianconeri opposti al Lecce di Eusebio Di Francesco allo Stadium. Un monito a non abbassare la guardia, a considerare ogni allenamento e ogni partita come un tassello fondamentale per costruire un futuro vincente.
La filosofia del “premio quotidiano”
Nella consueta conferenza stampa pre-partita, Spalletti ha ribadito un concetto a lui caro: la cultura del lavoro e della conquista giornaliera. “Ogni giorno c’è in palio un premio, bisogna impegnarsi sempre per conquistarselo, è la somma dei premi che fa il risultato”, ha affermato il tecnico toscano. Un approccio che mira a tenere alta la concentrazione del gruppo, specialmente dopo la pausa per le festività. “Abbiamo lavorato bene nonostante il disturbo delle feste, i calciatori erano determinati a sviluppare bene le cose che devono fare”, ha assicurato, mostrando fiducia nella professionalità e nella fame dei suoi uomini.
L’obiettivo è chiaro: dare continuità. Continuità di attenzione, di prestazioni e di risultati, come dimostrato nelle ultime uscite del 2025. Ma non solo. Spalletti chiede ai suoi “qualcosa di nuovo”, uno sforzo ulteriore per superare i propri limiti e trovare soluzioni inedite in campo. “Sono loro i protagonisti, quelli che devono andare a scavare e scoprire relazioni nuove, fuori da quello che è il preordinato, il ruolo”, ha aggiunto, spronando i giocatori a una maggiore creatività e intraprendenza.
L’ostacolo Lecce e l’amico Di Francesco
Il primo avversario del 2026 non è da sottovalutare. Il Lecce, guidato da Eusebio Di Francesco, è una squadra che Spalletti conosce e rispetta profondamente. “Con Di Francesco siamo amici di lunga data, è un allenatore modernissimo che fa un calcio propositivo e sarà una partita difficile”, ha dichiarato l’allenatore bianconero. Un attestato di stima che evidenzia le insidie del match: “Sarà una partita aperta, perché loro pressano e hanno giocato buonissime partite in questo campionato. Ci sarà bisogno di tutta la nostra forza”.
I precedenti a Torino parlano a favore della Juventus, con i salentini che non vincono in casa dei bianconeri dall’aprile del 2004. Tuttavia, la storia recente del Lecce, pur con un rendimento altalenante, mostra una squadra capace di uscire momentaneamente dalla zona calda della classifica. La Juventus, reduce da una serie positiva, non può permettersi cali di tensione.
Gestione delle forze e situazione infortunati
Gennaio si preannuncia un mese intenso, con ben sette partite in venticinque giorni tra campionato e coppe. Una maratona che richiederà una gestione oculata delle energie e l’apporto di tutta la rosa. “Ci sarà bisogno di tutti”, ha avvertito Spalletti, sottolineando come anche chi parte dalla panchina possa essere decisivo. “Quelli che sono subentrati fino a questo momento hanno fatto vedere che poi la panchina non è solo un luogo d’attesa”.
Dal punto di vista dell’infermeria, arrivano notizie contrastanti. Se da un lato si registra il recupero di Conceicao, che torna a disposizione per la sfida, dall’altro preoccupano le condizioni di Arkadiusz Milik, fermato da un “problemino” che lo mette in forte dubbio per la convocazione. Resteranno ai box anche i lungodegenti Rugani e Gatti, mentre Cabal si accomoderà in panchina. Una situazione che richiederà scelte attente e che potrebbe aprire le porte a nuove soluzioni tattiche.
Mercato e futuro: le idee chiare di Spalletti
Con la finestra di mercato invernale appena aperta, le domande sul futuro della rosa sono inevitabili. Spalletti, però, ha spento sul nascere ogni speculazione: “Sono contento dei calciatori che ho, per il momento non ho bisogno di niente”. Una chiusura netta che testimonia la piena fiducia nel gruppo a sua disposizione e la volontà di concentrarsi esclusivamente sul lavoro di campo. L’obiettivo è regalare un 2026 ricco di soddisfazioni ai tifosi, un’urgenza sentita da tutto l’ambiente bianconero.
