Un San Silvestro all’insegna del grande freddo ha avvolto il Veneto, con la colonnina di mercurio che nella notte tra il 31 dicembre e il primo gennaio è crollata in quasi tutto il territorio regionale. Un’ondata di gelo intensa, come confermato dai dati raccolti dall’Agenzia Regionale per la Prevenzione e Protezione Ambientale del Veneto (Arpav), ha fatto registrare valori ampiamente negativi, regalando un Capodanno decisamente invernale.

Il Record della “Finlandia d’Italia”

Come da tradizione per le ondate di freddo più intense, il primato delle temperature più basse spetta alla Piana di Marcesina, situata a 1310 metri sull’Altopiano di Asiago, in provincia di Vicenza. Questa depressione carsica, non a caso soprannominata la “Finlandia d’Italia”, ha visto il termometro precipitare fino a -21,3 gradi Celsius. Un valore estremo che conferma la peculiarità microclimatica di quest’area, capace di raggiungere temperature siberiane in condizioni di cielo sereno e assenza di vento.

L’ondata di gelo, spinta da correnti di aria artica continentale, ha interessato in maniera significativa tutto l’arco alpino e prealpino veneto. Subito dopo la Piana di Marcesina, tra le località più fredde troviamo la Marmolada, che a 3256 metri di quota ha segnato -19,8 gradi, e Passo Cimabanche (1530 metri), sopra Cortina d’Ampezzo, con -19,1 gradi.

Il Gelo nelle Città e nelle Valli

Il freddo non ha risparmiato né le valli né i centri urbani della pianura. Tra i capoluoghi di provincia, Belluno si è confermata la città più fredda con una minima di -7,4 gradi. A seguire, Vicenza ha registrato -3,8°C, Treviso -3,5°C e Padova -2°C. Temperature prossime allo zero, ma comunque rigide, anche a Verona e Rovigo. L’unica eccezione nel panorama regionale è stata Venezia che, grazie all’effetto mitigante della laguna, ha mantenuto una temperatura minima positiva, seppur di poco, a +1,8 gradi.

Scendendo nel dettaglio delle altre località, i dati Arpav evidenziano il freddo intenso nelle valli dolomitiche. A Santo Stefano di Cadore (Belluno) la temperatura è scesa fino a -14 gradi. Valori di tutto rispetto anche ad Asiago (Vicenza) e a Pescul di Selva di Cadore (Belluno) con -12,4 gradi. La rinomata località di Cortina d’Ampezzo ha invece fatto segnare una minima di -9 gradi.

Analisi del Fenomeno e Prospettive Future

Questa ondata di freddo rappresenta l’irruzione più intensa della stagione invernale 2025/2026 finora. L’afflusso di aria gelida di origine artica, caratterizzata da freddo secco e pungente, è stato favorito da cieli sereni e assenza di vento, condizioni che massimizzano la dispersione del calore dal suolo durante la notte (il cosiddetto irraggiamento notturno). Gli esperti meteo avevano previsto questo drastico calo termico, che ha portato le temperature ben al di sotto delle medie stagionali. Le previsioni indicano che il clima rigido persisterà per alcuni giorni, almeno fino all’inizio della settimana successiva, mantenendo un’atmosfera pienamente invernale su tutto il Veneto.

Di veritas

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