ROMA – Un finale d’anno dal sapore rigidamente invernale. L’Italia si appresta a salutare il 2025 e a dare il benvenuto al 2026 sotto l’influenza di una massa d’aria gelida di origine artico-continentale, proveniente dalle steppe russe. Questo fenomeno meteorologico, descritto dagli esperti come un’irruzione “russa”, determinerà un drastico e repentino calo delle temperature su tutto il territorio nazionale, trasformando il tradizionale brindisi di mezzanotte in un’esperienza decisamente “ghiacciata” per molti. Nonostante un 2025 che si classifica tra gli anni più caldi mai registrati a livello globale, le ultime ore ci lasceranno un ricordo pungente, con gelate diffuse e un freddo anomalo anche per il Centro-Sud.
Un crollo termico significativo
L’alta pressione che ha dominato lo scenario meteorologico italiano nelle scorse settimane, garantendo stabilità e temperature miti, ha ormai le ore contate. A partire dalla serata del 30 dicembre, e in modo più marcato il 31, le correnti cambieranno radicalmente, aprendo la porta a questo nucleo di aria molto fredda, secca e pungente. Gli esperti prevedono un crollo termico verticale, che in alcune zone, soprattutto in montagna e lungo il versante adriatico, potrebbe raggiungere i 13-15°C in poche ore. Si passerà da valori superiori alla media stagionale di 6-7°C a punte di 7-8°C al di sotto della stessa, un’escursione termica notevole che segnerà il passaggio al nuovo anno.
Il freddo sarà il protagonista assoluto, avvolgendo l’intera penisola. A risentirne maggiormente saranno le ore notturne e del primo mattino, con il rischio concreto di gelate estese non solo al Nord, ma anche nelle valli interne del Centro e, in misura minore, al Sud. Il vento, inoltre, accentuerà la sensazione di freddo, un fenomeno noto come windchill, specialmente sui versanti adriatici e al Meridione.
Le città più fredde a mezzanotte
La geografia del gelo per la notte di San Silvestro disegna una mappa precisa delle temperature attese allo scoccare della mezzanotte. Ecco una panoramica dei valori previsti per i principali capoluoghi italiani:
- Potenza si conferma la città più fredda, con una temperatura prevista di -5°C.
- A seguire, un gruppo di città a -4°C: Bolzano, Trento, Campobasso e L’Aquila.
- Sul terzo gradino del podio del freddo troviamo Aosta con -3°C.
Anche le grandi città di pianura non saranno risparmiate dal freddo intenso. Perugia si attesterà sui -2°C, mentre Bologna e Firenze registreranno circa -1°C, preannunciando un Capodanno rigido per chi festeggerà all’aperto. Valori intorno allo zero sono attesi per Milano, Torino e Venezia. Sorprendentemente, anche Catanzaro oscillerà attorno a 0°C, un dato insolito per il capoluogo calabrese in questo periodo dell’anno. Temperature rigide anche per le grandi metropoli del Centro-Sud: Ancona, Roma e Napoli brinderanno con circa 1°C. Condizioni meno severe, ma comunque fredde, si avranno lungo le coste e sulle isole, con Trieste a 3°C, Bari a 4°C, Genova a 5°C, e infine Cagliari e Palermo con 10°C, seppur con cieli nuvolosi.
Previsioni nel dettaglio: tempo asciutto ma ventoso
Dal punto di vista delle precipitazioni, l’irruzione fredda non porterà maltempo diffuso. Il tempo si manterrà in prevalenza stabile e asciutto su gran parte del Paese.
Nel dettaglio:
- Mercoledì 31 Dicembre: La giornata sarà prevalentemente soleggiata al Nord e al Centro, con possibili nebbie o nubi basse al mattino in Pianura Padana. Al Sud, invece, il tempo sarà più ventoso, con qualche piovasco possibile su Sicilia, Sardegna e sulla bassa Calabria.
- Giovedì 1 Gennaio: Il nuovo anno inizierà con tempo ancora soleggiato al Nord, ma con nubi in aumento nel corso della giornata. Al Centro si assisterà a un peggioramento sulle regioni tirreniche con qualche piovasco. Al Sud, piogge sparse potrebbero interessare la bassa Sicilia verso sera.
- Venerdì 2 Gennaio: L’instabilità si concentrerà sulla Liguria al Nord, sulle regioni tirreniche al Centro e sulla Campania al Sud, con piogge sparse.
Questa ondata di freddo, definita dagli esperti “mordi e fuggi”, non sembra destinata a durare a lungo. Già dal pomeriggio del primo gennaio è attesa una rotazione dei venti dai quadranti meridionali, che porterà un graduale aumento delle temperature e nuove fasi di maltempo, specialmente al Centro-Sud, nei giorni successivi.
