Con una mossa che promette di ridisegnare gli equilibri politici del continente, il presidente dell’Argentina, Javier Milei, ha dichiarato l’intenzione di formare un blocco di nazioni latinoamericane unite dalle “idee di libertà”. L’obiettivo, dichiarato senza mezzi termini in un’intervista alla CNN, è quello di creare un fronte comune per affrontare quello che ha definito “il cancro del socialismo” nelle sue diverse manifestazioni. Questa iniziativa segna un punto di svolta potenzialmente significativo nelle relazioni interamericane, proponendo un’alternativa ideologica netta ai governi di sinistra presenti nella regione.
Una nuova alleanza per la libertà
Durante l’intervista, di cui sono stati diffusi alcuni estratti in attesa della pubblicazione integrale, Milei ha rivelato di essere già al lavoro con un gruppo di dieci paesi per dare forma a questa nuova alleanza. Sebbene non abbia ancora specificato quali nazioni ne farebbero parte, il leader ultraliberista ha lasciato intendere che il progetto è in una fase avanzata. L’idea è quella di coordinare azioni politiche e strategiche per promuovere i principi del libero mercato, della proprietà privata e delle libertà individuali, in netta contrapposizione ai modelli socialisti che, a suo dire, hanno causato solo miseria e tirannia.
L’annuncio di Milei arriva in un momento di particolare fermento politico per l’America Latina. Il presidente argentino si è detto fiducioso che il blocco possa allargarsi, forte delle recenti vittorie elettorali di candidati di destra e centro-destra in Cile e Honduras. Lo sguardo è ora rivolto alle importanti elezioni presidenziali che si terranno nel 2026 in Brasile, Colombia, Perù, Costa Rica e Haiti, appuntamenti che potrebbero ulteriormente rafforzare l’onda conservatrice nel continente. “Sembra che la regione si sia risvegliata dall’incubo del socialismo del XXI secolo”, ha affermato con ottimismo Milei, sottolineando un percepito cambio di rotta ideologico tra gli elettori latinoamericani.
I potenziali alleati e le sfide
Pur mantenendo il riserbo sulla composizione esatta del gruppo, è possibile ipotizzare alcuni dei potenziali partner di Milei. Figure come Santiago Peña in Paraguay, Nayib Bukele a El Salvador e il neoeletto Nasry Asfura in Honduras sono stati indicati come possibili membri di questa coalizione. Inoltre, Milei ha espresso in più occasioni la volontà di stringere alleanze strategiche anche al di fuori della regione, citando leader come Donald Trump negli Stati Uniti, Benjamin Netanyahu in Israele, Viktor Orban in Ungheria e Giorgia Meloni in Italia, con la quale ha manifestato l’intenzione di creare “un’alleanza di nazioni libere, unite contro la tirannia e la miseria”.
Il progetto, tuttavia, non è esente da ostacoli. La storia recente dell’America Latina è costellata di tentativi di creare blocchi regionali, spesso con risultati alterni. Un precedente significativo è il ‘Gruppo di Lima’, nato nel 2017 con l’obiettivo di esercitare pressione diplomatica sul governo di Nicolás Maduro in Venezuela. Sebbene inizialmente composto da dodici nazioni, tra cui l’Argentina sotto la presidenza di Mauricio Macri, il gruppo ha perso slancio e coesione nel tempo, anche a causa dei cambiamenti politici interni ai paesi membri. L’Argentina stessa, sotto la successiva presidenza di Alberto Fernández, si è ritirata dal gruppo, evidenziando la volatilità degli allineamenti politici regionali.
Il contesto politico ed economico
La proposta di Milei si inserisce in un contesto di profonda polarizzazione ideologica che attraversa non solo l’America Latina, ma l’intero scacchiere globale. La sua presidenza, iniziata nel dicembre 2023, è stata caratterizzata da un approccio radicalmente liberista in economia e da una retorica fortemente critica verso l’establishment politico tradizionale, da lui etichettato come “la casta”. Le sue riforme, sebbene abbiano incontrato ostacoli e resistenze significative, puntano a una drastica riduzione della spesa pubblica e a una maggiore apertura dei mercati.
Sul fronte della politica estera, Milei ha già dato segnali chiari di un riallineamento strategico dell’Argentina, rafforzando i legami con gli Stati Uniti e Israele e decidendo di non aderire al blocco dei BRICS+, promosso invece dalla precedente amministrazione. Questa nuova alleanza anti-socialista rappresenterebbe un ulteriore, deciso passo in questa direzione, cercando di costruire un asse conservatore capace di influenzare le dinamiche continentali.
Il successo di questa iniziativa dipenderà da molteplici fattori: la capacità di Milei di consolidare il proprio potere interno, l’esito delle prossime tornate elettorali nella regione e la volontà degli altri leader di aderire a un progetto così marcatamente ideologico. Di certo, la proposta ha già acceso il dibattito, prefigurando un futuro di intense negoziazioni e possibili nuove tensioni geopolitiche in America Latina.
