Nel panorama editoriale italiano, denso di analisi politiche e biografie, si inserisce con la promessa di accendere il dibattito il nuovo lavoro di Italo Bocchino. La casa editrice Solferino porta in libreria “Giorgia, la figlia del popolo. Perché Meloni piace agli italiani”, un saggio di 256 pagine che si propone di decifrare uno dei fenomeni politici più rilevanti e discussi degli ultimi anni: l’ascesa e il consolidato consenso di Giorgia Meloni.
L’autore, figura di lungo corso nel mondo del giornalismo e della politica, promette un’analisi acuta e non convenzionale, che si discosta dalle narrazioni più polarizzate per cercare le radici del successo della leader di Fratelli d’Italia direttamente nel tessuto sociale e culturale del Paese. Il libro si presenta non come una semplice agiografia, ma come un’indagine documentata, arricchita da aneddoti inediti e retroscena politici, volta a spiegare cosa renda Meloni una figura così “popolare”, nel senso più autentico del termine.
Il ritratto di una leader: l’incarnazione del “sogno italiano”
Il cuore dell’analisi di Bocchino risiede nella tesi che Giorgia Meloni rappresenti, più ancora di altre figure che l’hanno preceduta, l’incarnazione del “sogno italiano”. Un percorso, il suo, segnato dalla determinazione e dalla capacità di “farsi da sé”, partendo da una posizione non privilegiata per raggiungere i vertici dello Stato. Questa narrazione, secondo l’autore, crea un ponte empatico potentissimo con un’ampia fetta di elettorato che si riconosce nella sua storia e nella sua ambizione.
Il saggio si sofferma su come Meloni abbia saputo coltivare un rapporto diretto con “il popolo a cui appartiene”, rifuggendo gli snobismi e gli intellettualismi di una certa élite politica. Bocchino ne analizza il linguaggio, definito diretto e senza filtri, la prossemica, descritta come naturale e spontanea, e un talento relazionale che le ha permesso di costruire un’immagine di leader anomala nel rigido panorama occidentale, più vicina alla gente e ai suoi bisogni percepiti.
Il “Melonismo” come rivoluzione di velluto
Uno dei concetti più intriganti introdotti dal libro è quello di “Melonismo”, definito da Bocchino come una vera e propria “rivoluzione di velluto”. Questa rivoluzione non si baserebbe su rotture violente, ma su una determinazione salda e costante, unita a una profonda adesione a valori e a un’identità nazionale in cui un intero popolo si riconoscerebbe. Il saggio ripercorre le tappe fondamentali del percorso umano e politico della premier, cercando di dimostrare come la sua coerenza e la sua capacità di interpretare un sentimento diffuso abbiano reso possibile questa ascesa.
L’analisi si propone quindi di andare oltre la cronaca politica quotidiana per toccare corde più profonde, legate alla cultura, all’identità e alla psicologia collettiva di una nazione che, secondo Bocchino, ha trovato in Meloni una figura in grado di dare voce alle proprie aspirazioni e alle proprie inquietudini.
Uno sguardo dietro le quinte: interviste esclusive al “cerchio magico”
A dare ulteriore profondità e credibilità al saggio è la scelta di arricchire l’analisi con interviste esclusive ai membri più influenti e vicini del cosiddetto “cerchio magico” meloniano. Tra le voci raccolte spiccano quelle della sorella, Arianna Meloni, e del fidato consigliere e sottosegretario, Giovanbattista Fazzolari. Questi contributi offrono al lettore una prospettiva inedita, quasi intima, sulla leader, svelandone aspetti caratteriali, metodi di lavoro e la visione strategica che guida le sue scelte. È attraverso questi dialoghi che Bocchino cerca di restituire un ritratto a tutto tondo, che unisca la dimensione pubblica a quella privata, l’analisi politica al racconto umano.
L’autore: tra giornalismo, politica e cultura
Italo Bocchino non è nuovo a saggi che scandagliano l’universo della destra italiana. Già autore per Solferino di “Perché l’Italia è di destra” (2024), porta in questo nuovo lavoro la sua duplice esperienza di giornalista e politico. Direttore editoriale del “Secolo d’Italia” e noto opinionista televisivo, è stato deputato per quattro legislature, dal 1996 al 2013. Questa sua profonda conoscenza delle dinamiche parlamentari e dei retroscena del potere, unita a una passione per la cultura che spazia dalla musica classica alla letteratura francese dell’Ottocento, gli fornisce una lente d’ingrandimento unica per leggere il fenomeno Meloni non solo come fatto politico, ma anche come espressione culturale. Il libro, che l’editore stesso definisce “documentato e acuto”, si preannuncia quindi come un contributo che, senza rifuggire dalla polemica, alimenterà in modo significativo il dibattito pubblico italiano.
