CAGLIARI – Ci sono vittorie che pesano più di altre. Non solo per i tre punti in classifica, ma per il carico di significati che si portano dietro. Quella della Juventus all’Unipol Domus contro il Cagliari è una di queste. Per Massimiliano Allegri è un ritorno al passato, un tuffo nelle emozioni di una terra che lo ha visto crescere e affermarsi come allenatore di grande prospettiva. Un legame suggellato dal gesto, prima della gara, di siglare il pannello del museo rossoblù che ricorda le sue annate in Sardegna. Ma il calcio, si sa, non vive di ricordi. E il presente dice che la sua Juventus, pur soffrendo, ha conquistato una vittoria capitale, di quelle “sporche” ma necessarie per chi ambisce al vertice.

ANALISI DI UNA GARA A DUE VOLTI

L’analisi del tecnico livornese al termine del match è, come sempre, lucida e senza sconti. “Molto emozionante tornare indietro”, ammette, ma subito dopo il focus si sposta sul campo, su una prestazione dai due volti. “Siamo stati imprecisi nel primo tempo quando potevamo fare meglio, anzi i primi tiri sono stati del Cagliari”. Una fotografia onesta di una prima frazione in cui i padroni di casa, spinti da un pubblico caloroso, hanno messo in difficoltà la capolista con un pressing aggressivo e ripartenze veloci. La Juventus è apparsa contratta, quasi sorpresa dalla veemenza degli avversari, faticando a costruire gioco e a rendersi pericolosa.

Nella ripresa, però, la musica è cambiata. “Poi ci siamo organizzati bene. Il Cagliari è stato aggressivo, noi però nella ripresa siamo cresciuti”. È qui che si è vista la mano dell’allenatore e la solidità di una squadra abituata a gestire i momenti complicati. Con alcuni accorgimenti tattici e una maggiore intensità, i bianconeri hanno preso in mano le redini del gioco, alzando il baricentro e trovando le giocate per scardinare la difesa sarda. Una crescita che Allegri considera un segnale importante, quasi più della vittoria stessa: “Secondo me stiamo crescendo, paradossalmente anche meglio rispetto alla gara con il Verona”. Un riferimento, quest’ultimo, a una vittoria precedente magari più netta nel risultato ma meno convincente sul piano della reazione e della capacità di adattamento.

L’IMPERATIVO DELLA CINICITÀ E LE NOTE LIETE

Nonostante la soddisfazione per i tre punti e per la crescita mostrata, Allegri non nasconde un velo di critica verso i suoi. Un monito che è quasi un mantra del suo credo calcistico: “Però dovevamo fare di più perché queste partite non si devono lasciare aperte”. È il richiamo alla “cattiveria” agonistica, alla necessità di chiudere i conti quando se ne ha l’opportunità per non rischiare beffe nel finale. Una lezione che una squadra che punta allo Scudetto deve imparare in fretta.

Tra le note più positive della serata c’è sicuramente l’impatto di Niclas Füllkrug. L’attaccante tedesco, entrato a gara in corso, ha dato vivacità e peso all’attacco. “Ha portato molta positività, è in ritardo ma ci darà una mano, ha caratteristiche che non avevamo”. Parole che sanno di investitura per un giocatore che, con la sua fisicità e il suo senso della porta, può diventare un’alternativa preziosa e un’arma tattica diversa nel lungo percorso della stagione. Infine, uno sguardo al futuro del calcio italiano, con un apprezzamento per il duello tra due giovani promettenti, Bartesaghi e Palestra: “Un bel duello, i giocatori forti in Italia ci sono”. Un messaggio di fiducia verso le nuove generazioni, un segnale che il nostro movimento, spesso criticato, ha ancora talenti su cui puntare. La Juventus torna da Cagliari con una vittoria di platino, consapevole di dover ancora lavorare per raggiungere la perfezione, ma con la certezza di avere un carattere d’acciaio e una guida che sa leggere le partite come pochi altri.

Di nike

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