La Fiorentina batte il primo colpo del suo mercato di gennaio, assicurandosi le prestazioni sportive di Manor Solomon. L’esterno offensivo israeliano, classe 1999, è arrivato a Firenze per sostenere le visite mediche e apporre la firma sul contratto che lo legherà al club viola. L’operazione, la prima sotto la nuova gestione dell’area sportiva affidata a Fabio Paratici, porta in dote al tecnico Paolo Vanoli un giocatore di talento e fantasia per provare a risollevare le sorti di una squadra in cerca di identità e risultati.
La formula del trasferimento e i dettagli economici
Manor Solomon si trasferisce alla Fiorentina dal Tottenham, club proprietario del suo cartellino, con la formula del prestito con diritto di riscatto. L’accordo prevede che la società viola possa acquistare a titolo definitivo il giocatore a giugno, esercitando un’opzione fissata intorno ai 10 milioni di euro. Qualora la Fiorentina decidesse di procedere con il riscatto, per Solomon sarebbe già pronto un contratto a lungo termine, con scadenza fissata al giugno 2030, e un ingaggio che si aggirerebbe intorno ai 2 milioni di euro netti a stagione. Per i primi sei mesi in viola, il suo stipendio sarà di circa la metà di tale cifra.
L’attaccante israeliano è atterrato all’aeroporto di Peretola nella tarda mattinata di venerdì 2 gennaio con un volo privato, pronto per iniziare la sua nuova avventura in Serie A. Questa operazione segna anche l’interruzione anticipata del suo precedente prestito al Villarreal, dove nella prima metà della stagione ha trovato poco spazio, collezionando solamente sei presenze e una rete nel campionato spagnolo.
Chi è Manor Solomon: caratteristiche tecniche e carriera
Nato a Kfar Saba, in Israele, il 24 luglio 1999, Manor Solomon è un’ala d’attacco che fa della velocità, del dribbling e della capacità di saltare l’uomo le sue armi migliori. Destro di piede, predilige agire sulla fascia sinistra per potersi accentrare e cercare la conclusione, ma la sua duttilità gli consente di essere impiegato con efficacia anche sulla corsia opposta o come trequartista. Alto 170 cm, è un giocatore abile nel creare superiorità numerica e nel fornire assist ai compagni.
La sua carriera è iniziata in patria, nel Maccabi Petah Tikva, dove si è messo in mostra guadagnandosi la chiamata dello Shakhtar Donetsk nel 2019. In Ucraina ha vissuto le sue stagioni migliori, vincendo due campionati e mettendosi in luce anche in Champions League con gol pesanti contro squadre del calibro di Real Madrid e Manchester City. L’invasione russa dell’Ucraina lo ha costretto a lasciare il club, accasandosi in Premier League.
- Fulham (2022-2023): In prestito, ha avuto un impatto notevole segnando 5 gol in altrettante partite consecutive.
- Tottenham (2023-2024): Acquistato a titolo definitivo, ha trovato poco spazio a causa di un serio infortunio al menisco che ne ha limitato le presenze a sole 5 in campionato, condite comunque da 2 assist.
- Leeds United (2024-2025): In prestito in Championship, è stato uno dei protagonisti della promozione della squadra, contribuendo con 10 gol e diversi assist.
- Villarreal (2025-2026): Un’esperienza breve e poco fortunata in Spagna, interrotta per cogliere l’opportunità offerta dalla Fiorentina.
Solomon è anche un punto fermo della nazionale israeliana, con la quale ha collezionato 48 presenze e messo a segno 8 reti.
Le prime parole e l’impatto sulla Fiorentina
Appena ufficializzato il suo trasferimento, Solomon ha espresso grande entusiasmo per la nuova sfida: “Sono qui per questa grande sfida, per aiutare la Fiorentina. La squadra e il club hanno voglia di uscire da questa situazione difficile e io cercherò di portare le mie qualità“, ha dichiarato ai canali ufficiali del club. Ha inoltre rivelato un curioso aneddoto: “Firenze è una città bellissima, è davvero pazzesco se penso che ero qui sei mesi fa con mia moglie per festeggiare l’anniversario di nozze e ora ci sono di nuovo per giocarci. Non vedo l’ora“.
L’arrivo di Solomon offre a mister Vanoli una soluzione preziosa per un attacco che finora ha deluso le aspettative. La sua capacità di verticalizzare il gioco e di creare pericoli nell’uno contro uno potrebbe rivelarsi fondamentale per scardinare le difese chiuse della Serie A. Il suo inserimento potrebbe anche suggerire un eventuale cambio di modulo, per sfruttare al meglio le sue caratteristiche uniche all’interno della rosa viola. Al Viola Park ritroverà Dodô, suo compagno ai tempi dello Shakhtar Donetsk.
