Una notte di festa si è trasformata in un inferno di fuoco a Crans-Montana, una delle più celebri località turistiche delle Alpi svizzere. Un devastante incendio, divampato durante i festeggiamenti di Capodanno all’interno del noto locale “Le Constellation”, ha provocato una vera e propria strage, con un bilancio ancora provvisorio che parla di decine di morti e almeno 115 feriti. La situazione è di massima allerta, come confermato dalle parole cariche di preoccupazione di Stéphane Ganzer, capo del dipartimento della sicurezza del Canton Vallese.
Intervenendo alla radio francese Rtl, Ganzer ha dipinto un quadro drammatico della situazione sanitaria: “Tra i 115 feriti, 80-100 persone sono in condizioni critiche”. Una dichiarazione che lascia intendere come il numero delle vittime, già tragicamente alto, potrebbe aggravarsi ulteriormente nelle prossime ore. A rendere il tutto ancora più complesso e angosciante è la difficoltà nelle operazioni di identificazione. “Delle centinaia di persone ricoverate negli ospedali, molte non sono state ancora identificate”, ha aggiunto Ganzer, sottolineando il caos e la disperazione che regnano tra i familiari in cerca di notizie dei propri cari.
La dinamica della tragedia: l’ipotesi delle candele pirotecniche
L’incendio sarebbe divampato intorno all’1:30 del mattino nel seminterrato del locale, affollatissimo di giovani intenti a celebrare l’arrivo del nuovo anno. Sebbene le indagini siano ancora in una fase iniziale, l’ipotesi più accreditata, supportata da diverse testimonianze e video amatoriali, è che il rogo sia stato innescato da alcune candele scintillanti, o fontane pirotecniche, fissate su bottiglie di champagne. Le scintille avrebbero raggiunto il soffitto, probabilmente rivestito di materiale fonoassorbente infiammabile, che ha preso fuoco in un istante, propagando le fiamme con una rapidità impressionante e scatenando il panico tra i presenti.
I testimoni parlano di scene apocalittiche, di una “trappola di fuoco” con una sola, stretta scala come via di fuga dal seminterrato. La procura del Canton Vallese ha aperto un’indagine per incendio, lesioni e omicidio colposo, escludendo al momento la pista dell’attentato ma concentrandosi su eventuali negligenze relative alle norme di sicurezza del locale.
La mobilitazione dei soccorsi e la solidarietà internazionale
L’emergenza ha richiesto una massiccia mobilitazione di soccorsi. Vigili del fuoco, ambulanze e forze dell’ordine sono accorsi da tutto il Cantone e anche dalle regioni confinanti, inclusa l’Italia con la Protezione Civile della Valle d’Aosta e della Lombardia che hanno offerto supporto. Gli ospedali di Sion, Losanna, Ginevra e Zurigo sono stati messi a dura prova dall’enorme afflusso di feriti, molti dei quali con gravissime ustioni, attivando i piani di emergenza per le catastrofi. Diversi feriti, tra cui cittadini italiani, sono stati trasferiti in centri specializzati all’estero.
La tragedia ha assunto una dimensione internazionale, data la natura cosmopolita della clientela di Crans-Montana. Tra le vittime e i feriti si contano cittadini svizzeri, italiani, francesi e di altre nazionalità. Le autorità consolari si sono immediatamente attivate per prestare assistenza ai propri connazionali e alle loro famiglie, in ore di angoscia e attesa.
Crans-Montana sotto shock
La comunità di Crans-Montana, solitamente associata a vacanze di lusso e sport invernali, è sprofondata in un’atmosfera di lutto e incredulità. Il presidente della Confederazione Elvetica, Guy Parmelin, ha visitato il luogo della tragedia, definendola “una delle peggiori del nostro Paese” e annunciando bandiere a mezz’asta in segno di lutto nazionale. Residenti e turisti hanno creato un memoriale spontaneo davanti al locale, deponendo fiori e candele in ricordo delle vittime. Una tragedia che segna indelebilmente l’inizio del nuovo anno e che solleva, ancora una volta, interrogativi cruciali sulla sicurezza nei luoghi di intrattenimento pubblico.
