Città del Vaticano – In una Basilica di San Pietro gremita di fedeli per la solenne celebrazione dei Primi Vespri della Solennità di Maria Santissima Madre di Dio, Papa Leone XIV ha presieduto il tradizionale rito del ‘Te Deum’, l’inno di ringraziamento per l’anno civile appena concluso. La sua omelia è risuonata come un potente monito contro le logiche del potere mondano e un vibrante appello a riscoprire un “disegno sapiente, benevolo, misericordioso” per il futuro dell’umanità.
Il Disegno di Dio Contro le Strategie del Mondo
Con parole incisive, il Pontefice ha tracciato una netta distinzione tra due visioni contrapposte che si contendono il destino del mondo. Da un lato, il progetto di Dio, definito come “libero e liberante, pacifico, fedele”. Dall’altro, i disegni umani che, oggi come in passato, avvolgono il pianeta. “Sono piuttosto strategie,” ha affermato con forza Papa Leone XIV, “che mirano a conquistare mercati, territori, zone di influenza.”
Il Santo Padre non ha usato mezzi termini nel denunciare la natura di queste manovre di potere: “Strategie armate, ammantate di discorsi ipocriti, di proclami ideologici, di falsi motivi religiosi”. Un’analisi lucida che sembra richiamare direttamente i numerosi focolai di conflitto e le tensioni geopolitiche che hanno segnato l’anno trascorso, dove la retorica della pace viene spesso utilizzata per mascherare interessi di parte e logiche di dominio.
La Speranza Affidata ai “Piccoli”
Di fronte a uno scenario globale complesso e spesso scoraggiante, il Papa non ha indicato soluzioni politiche o economiche, ma ha spostato lo sguardo verso una prospettiva teologica e spirituale. La vera speranza, ha spiegato, risiede nel modo in cui Dio stesso agisce nella storia. “Dio ama sperare con il cuore dei piccoli,” ha detto, “e lo fa coinvolgendoli nel suo disegno di salvezza.”
Questa scelta divina capovolge le gerarchie del mondo. Non sono i potenti a guidare il vero progresso, ma le persone semplici, spesso invisibili agli occhi della cronaca. “Quanto più bello è il disegno, tanto più grande è la speranza,” ha proseguito il Pontefice. “E in effetti il mondo va avanti così, spinto dalla speranza di tante persone semplici, sconosciute ma non a Dio, che malgrado tutto credono in un domani migliore, perché sanno che il futuro è nelle mani di Colui che gli offre la speranza più grande.” Un messaggio che infonde fiducia e riconosce il valore inestimabile del contributo silenzioso di milioni di persone che ogni giorno operano per il bene.
L’Omaggio al Presepe e l’Abbraccio dei Fedeli
Al termine della celebrazione liturgica, Papa Leone XIV ha compiuto un gesto tanto tradizionale quanto significativo. È uscito dalla Basilica per recarsi in Piazza San Pietro a visitare il presepe, allestito quest’anno ai piedi dell’obelisco. L’opera, come da consuetudine, è stata donata da una diocesi italiana, e per quest’anno la scelta è caduta sulla comunità di Nocera Inferiore-Sarno, in Campania.
Accolto dalla Presidente del Governatorato, suor Raffaella Petrini, il Papa si è immerso nella contemplazione della scena della Natività. Nonostante il freddo e l’ora tarda, una folla di fedeli si è subito radunata attorno al Pontefice. Egli ha sostato in silenzio per diversi minuti, ascoltando le spiegazioni sulla simbologia delle figure presenti, per poi raccogliersi in preghiera davanti all’immagine del Bambino Gesù. Prima di rientrare in Vaticano, Leone XIV non si è sottratto all’affetto della gente. Si è soffermato a lungo con le centinaia di persone presenti, stringendo mani, scambiando brevi parole di conforto e dispensando benedizioni, in un gesto di vicinanza pastorale che ha concluso una serata densa di significato spirituale e umano.
