RAVENNA – Il fenomeno “Fleximan” torna a scuotere la Romagna. Nella notte tra lunedì 29 e martedì 30 dicembre, intorno alle ore 2:00, l’autovelox fisso situato sulla Statale 16 ‘Adriatica’, nel tratto che attraversa la frazione di Mezzano alle porte di Ravenna, è stato abbattuto. L’azione, eseguita con ogni probabilità mediante un flessibile, ha visto la colonnina del rilevatore di velocità essere segata alla base e poi abbandonata sulla carreggiata. Si tratta del sesto atto vandalico di questo tipo registrato nella provincia ravennate, un evento che rievoca l’ondata di sabotaggi avvenuta quasi due anni fa, tra gennaio e febbraio 2024.

IL RAID NOTTURNO AVVOLTO DALLA NEBBIA

L’autore, o gli autori, del gesto hanno agito approfittando delle condizioni climatiche avverse. Una fitta nebbia avvolgeva infatti la zona, limitando drasticamente la visibilità e fornendo una copertura ideale per operare indisturbati. È stato un automobilista di passaggio a notare il palo abbattuto e ad allertare le forze dell’ordine. Sul posto sono prontamente intervenute le pattuglie della Polizia Locale di Ravenna e i Carabinieri, che hanno messo in sicurezza l’area, rimosso i resti del dispositivo e avviato immediatamente le indagini. Le investigazioni si preannunciano complesse: la stessa nebbia che ha favorito il raid potrebbe aver compromesso la qualità di eventuali immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona.

UN AUTOVELOX AL CENTRO DELLE POLEMICHE

Il dispositivo di Mezzano non era un autovelox qualunque. Installato nel settembre del 2023, si era da subito distinto per l’impressionante numero di infrazioni rilevate. Nelle prime 24 ore di attività, aveva registrato ben 3.900 violazioni, raggiungendo quota 18.000 nei primi tre mesi. Si stima che nel 2024 e nel 2025 abbia generato circa 40.000 sanzioni all’anno. La maggior parte di queste, circa l’80%, riguardava superamenti minimi del limite di velocità, fissato a 50 km/h in quel tratto.

Questi numeri avevano acceso un acceso dibattito e numerose proteste da parte degli automobilisti, molti dei quali consideravano il dispositivo una “trappola” per fare cassa piuttosto che un reale strumento di sicurezza. A questo si aggiungeva il fatto che il rilevatore rientrava tra quelli a rischio di illegittimità, con diversi ricorsi presentati e accolti. La frustrazione e la rassegnazione di molti, unite alla difficoltà di contestare multe di importo relativamente basso, potrebbero aver spinto qualcuno a passare dalle proteste verbali all’azione diretta.

LA SCIA DI “FLEXIMAN” IN ROMAGNA E LE REAZIONI

Questo episodio si inserisce in una scia di atti vandalici che ha avuto origine nel Veneto per poi estendersi anche in Romagna. Tra gennaio e febbraio 2024, la provincia di Ravenna era già stata teatro di cinque episodi simili, con autovelox abbattuti a Godo (sulla San Vitale), Sant’Alberto (in via Mandriole), Osteria (sulla Dismano), Castel Bolognese e Faenza. Tutti questi casi restano, ad oggi, senza un colpevole.

La notizia del nuovo abbattimento ha rapidamente fatto il giro dei social network, scatenando, come spesso accade in queste circostanze, reazioni contrastanti. Da un lato, numerosi utenti hanno esultato, vedendo nel gesto un atto di “giustizia” contro un sistema percepito come vessatorio. Dall’altro, non sono mancate le voci di ferma condanna, che hanno sottolineato la pericolosità della Statale 16 e l’importanza dei controlli di velocità come deterrente per comportamenti di guida azzardati e per garantire la sicurezza stradale.

Le forze dell’ordine sono ora al lavoro per identificare il responsabile di questo ennesimo atto di vandalismo. Il ripristino del dispositivo, secondo le prime stime, potrebbe richiedere da 30 a 90 giorni. Resta da vedere se questo nuovo episodio rimarrà isolato o se segnerà il ritorno di una stagione di sabotaggi contro i rilevatori di velocità.

Di davinci

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