Il rombo dei motori si è spento da poche settimane, ma l’eco della stagione 2025 di Formula 1 risuona ancora potente nel paddock. E, come da tradizione, a campionato concluso arriva uno dei verdetti più attesi e prestigiosi, quello dei team principal. In un ribaltamento che farà discutere a lungo gli appassionati, la giuria composta dai massimi dirigenti delle scuderie ha incoronato Max Verstappen come miglior pilota dell’anno. Una nomina che assume un sapore particolare, quasi di rivincita, dato che il titolo iridato è finito, per la prima volta nella sua carriera, nelle mani del britannico della McLaren, Lando Norris.
Per il quinto anno di fila, l’olandese volante della Red Bull si è guadagnato i massimi riconoscimenti, a testimonianza di una stima trasversale che va oltre il risultato finale. La sua straordinaria rimonta nella seconda parte di stagione, con sei vittorie negli ultimi nove Gran Premi, ha evidentemente lasciato un segno indelebile nella mente dei capi squadra, che hanno premiato la sua tenacia, la sua velocità pura e la capacità di spingere la lotta per il titolo fino all’ultima, tesissima gara di Abu Dhabi. Nonostante la beffa finale per soli due punti, Verstappen è stato percepito come il punto di riferimento assoluto in termini di performance pura.
La classifica dei boss: analisi e sorprese
Il sondaggio, organizzato e pubblicato dal sito ufficiale della Formula 1, ha visto la partecipazione di otto team principal, i cui voti sono rimasti anonimi per garantire la massima imparzialità. Il sistema di punteggio ricalca quello utilizzato nei Gran Premi: 25 punti al primo classificato, 18 al secondo e così via fino al singolo punto per il decimo. La classifica finale che ne è scaturita offre spunti di analisi estremamente interessanti.
Alle spalle di Verstappen, si piazza il neo-campione del mondo Lando Norris. Nonostante un campionato gestito con maturità, impreziosito da sette successi stagionali che hanno riportato il titolo piloti in casa McLaren dopo 17 anni, l’inglese non è riuscito a convincere appieno i boss, che gli hanno preferito la furia agonistica del rivale. A completare un podio che rispecchia fedelmente la lotta iridata, troviamo il compagno di squadra di Norris, l’australiano Oscar Piastri, confermatosi al terzo posto dopo una stagione che lo ha visto a lungo leader del mondiale.
- 1. Max Verstappen (Red Bull)
- 2. Lando Norris (McLaren)
- 3. Oscar Piastri (McLaren)
- 4. George Russell (Mercedes)
- 5. Fernando Alonso (Aston Martin)
- 6. Carlos Sainz (Williams)
- 7. Charles Leclerc (Ferrari)
- 8. Ollie Bearman (Haas)
- 9. Isack Hadjar (Racing Bulls)
- 10. Nico Hulkenberg (Stake F1 Team Kick Sauber)
Luci e ombre: da Russell alla delusione Ferrari
Scorrendo la classifica, emergono le storie di una stagione complessa. George Russell si conferma al quarto posto, un risultato solido per il pilota Mercedes che, con due vittorie e sette podi, ha dimostrato una crescita costante. Ma la vera sorpresa è il balzo in avanti di Fernando Alonso. L’eterno leone spagnolo, decimo nella classifica piloti ufficiale, conquista una strepitosa quinta posizione nel gradimento dei team principal. Un riconoscimento alla sua immensa classe e alla capacità di estrarre il massimo potenziale da una Aston Martin non sempre competitiva.
Notte fonda, invece, in casa Ferrari. La stagione negativa del Cavallino Rampante si riflette impietosamente nel giudizio dei vertici del circus. Charles Leclerc, quinto nel mondiale piloti, scivola addirittura in settima posizione, perdendo ben quattro posti rispetto al 2024. Un crollo che evidenzia un’annata difficile, priva di vittorie ma comunque impreziosita da sette podi che testimoniano il suo talento. Davanti a lui si piazza anche lo spagnolo Carlos Sainz, sesto, che ha chiuso la sua esperienza in Ferrari prima di passare alla Williams con un finale di stagione in crescendo.
I rookie che avanzano e i veterani che resistono
La top 10 si chiude con un mix di gioventù ed esperienza. Spiccano le new entry di due esordienti che hanno impressionato: l’inglese Ollie Bearman della Haas, ottavo e miglior rookie, e il francese Isack Hadjar, nono. Quest’ultimo, dopo una stagione convincente con la Racing Bulls, si è guadagnato la promozione in Red Bull per il 2026, un segnale inequivocabile del suo potenziale. A chiudere la classifica, un altro veterano, Nico Hulkenberg, decimo, premiato per la sua costanza e per aver finalmente conquistato il primo podio in carriera.
