Nelle sale della Mole Antonelliana, un’aura di mito avvolge i visitatori. È la presenza, quasi tangibile, di Brigitte Bardot, celebrata dal Museo Nazionale del Cinema di Torino come fulcro della mostra “Pazza idea. Oltre il ’68: icone pop nelle fotografie di Angelo Frontoni”. Un tributo che trascende il semplice ricordo per divenire un’analisi approfondita dell’impatto di un’icona che ha saputo incarnare lo spirito di un’intera generazione. L’esposizione, visitabile fino al 9 marzo 2026, offre un’immersione totale nell’universo visivo di un’epoca di fermento e cambiamento, vista attraverso l’obiettivo di uno dei suoi più acuti interpreti.

Un Dialogo tra Musa e Artista: Bardot secondo Frontoni

La collaborazione tra Brigitte Bardot e Angelo Frontoni (Roma, 1929-2002) non fu un semplice incontro tra una diva e un fotografo, ma un vero e proprio sodalizio artistico. Frontoni, noto come “il fotografo delle dive”, possedeva la rara capacità di andare oltre la superficie, di catturare non solo la bellezza, ma l’essenza stessa dei suoi soggetti. Nelle sue mani, la macchina fotografica diventava uno strumento di indagine psicologica, capace di rivelare la complessità dietro l’immagine pubblica. Come sottolinea Carlo Chatrian, direttore del Museo Nazionale del Cinema, Frontoni ritrae Bardot “come una Venere di Botticelli, come una dea scesa dal cielo”. Questa metafora colta non è casuale: evoca un’idea di bellezza classica e allo stesso tempo moderna, paradigmatica di un’epoca che stava ridefinendo i propri canoni estetici e culturali. Le immagini in mostra raccontano questo passaggio cruciale: la trasformazione da attrice a icona culturale, un simbolo sospeso tra glamour, libertà e un’innata ribellione.

“Et Dieu… créa la femme”: La Nascita di un Mito

Impossibile scindere la figura di B.B. dal film che la consacrò a livello internazionale: “E Dio creò la donna” (Et Dieu… créa la femme) del 1956, diretto dall’allora marito Roger Vadim. Quella pellicola non fu solo un successo commerciale, ma un vero e proprio spartiacque culturale. Bardot, con la sua sensualità prorompente e naturale, incarnò un nuovo ideale di femminilità, spontaneo e libero dai vincoli della morale borghese. Divenne il simbolo di una generazione di donne che rivendicava il diritto di essere sé stessa, di esprimere la propria individualità senza dover compiacere nessuno. Il suo stile, dai capelli biondi volutamente spettinati al celebre “chignon Bardot”, dall’eyeliner marcato ai jeans a sigaretta, influenzò profondamente la moda e il costume, diventando un punto di riferimento per milioni di donne in tutto il mondo.

Oltre lo Schermo: Ribellione, Indipendenza e Impegno

Enzo Ghigo, presidente del Museo Nazionale del Cinema, definisce Brigitte Bardot “un’attrice iconica, bellissima e inarrivabile, simbolo di glamour, libertà e ribellione tra gli Anni ’50 e ’60”. Questa descrizione coglie l’essenza di una personalità che non si è mai lasciata ingabbiare in un ruolo. Bardot è stata una diva a tutti gli effetti, ma anche una donna che ha saputo rappresentare quel sentimento indipendente e anticonformista che stava prendendo piede nella società. La sua vita, segnata da amori tormentati e da una costante lotta contro l’assedio dei paparazzi, è stata una continua affermazione di libertà. Una libertà che si è manifestata anche nella scelta di ritirarsi dalle scene all’apice del successo, a soli 38 anni, per dedicarsi a un’altra grande passione: la difesa dei diritti degli animali. Un impegno portato avanti con amore e dedizione per decenni, che costituisce un capitolo fondamentale della sua eredità.

La Mostra “Pazza Idea”: un Viaggio nel Cuore del Pop

L’omaggio a Brigitte Bardot si inserisce nel contesto più ampio della mostra “Pazza idea”, un avvincente racconto degli anni Settanta e Ottanta. Con oltre 200 fotografie che ritraggono 62 artisti nazionali e internazionali, l’esposizione curata da Carlo Chatrian con Roberta Basano ed Elena Boux, esplora due decenni di profonde trasformazioni sociali, politiche e culturali. L’archivio di Angelo Frontoni, acquisito nel 2004 dal Museo e dalla Cineteca Nazionale, si rivela un patrimonio inestimabile per comprendere lo spirito di quegli anni. Attraverso i volti di icone come Jane Fonda, Claudia Cardinale, Ringo Starr, Raffaella Carrà e Patty Pravo, la mostra restituisce il clima vibrante, ironico e talvolta contraddittorio di un’epoca che ha plasmato l’immaginario collettivo contemporaneo.

L’allestimento stesso, con proiezioni che fluttuano sotto la cupola della Mole, crea un’esperienza immersiva, un dialogo tra passato e presente in cui le immagini di Frontoni acquistano una nuova, potente attualità. Un’occasione unica per riscoprire non solo il mito di Brigitte Bardot, ma anche il ritratto di un’intera epoca, fissato per sempre dalla maestria di un grande fotografo.

Di euterpe

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