La Paz – La già tesa situazione politica in Bolivia ha subito una brusca escalation con l’arresto, avvenuto nelle prime ore di martedì, di Eduardo del Castillo, ex ministro dell’Interno durante la presidenza di Luis Arce e figura di spicco del Movimento al Socialismo (MAS). Il fermo è scattato all’aeroporto internazionale di Viru Viru, a Santa Cruz, mentre Del Castillo si apprestava a imbarcarsi con la sua famiglia su un volo diretto in Cina, con uno scalo previsto in Cile. L’ex ministro ha immediatamente denunciato la natura politica del suo arresto, dichiarando ai giornalisti presenti: “Sono temi politici, tutti lo sanno”.
Le circostanze dell’arresto e le accuse ufficiali
Secondo le autorità boliviane, l’arresto è stato eseguito per un presunto reato di ostruzione al lavoro della polizia. Il viceministro della Difesa Sociale e delle Sostanze Controllate, Ernesto Justiniano, ha spiegato che Del Castillo si sarebbe rifiutato di sottoporsi a un “controllo protocollare di documenti e bagagli” nell’area di pre-imbarco. Questo comportamento, definito “ostruttivo e di disobbedienza all’autorità”, avrebbe causato interferenze nelle procedure di sicurezza e il ritardo di un volo internazionale. Justiniano ha sottolineato che “la legge è uguale per tutti” e che nessuno è al di sopra dei controlli di sicurezza aeroportuali, assicurando che durante l’operazione sono stati rispettati i diritti costituzionali dell’ex ministro. Insieme a Del Castillo è stato fermato anche un suo accompagnatore, identificato come Rodolfo A.L. Entrambi sono stati trasferiti prima negli uffici della Forza Speciale di Lotta contro il Crimine (Felcc) del municipio di Warnes e successivamente nella sede centrale di Santa Cruz de la Sierra per le indagini.
Un contesto di profonde divisioni interne al MAS
L’arresto di Del Castillo non può essere analizzato senza considerare il profondo stato di crisi e divisione che attanaglia il Movimento al Socialismo, il partito che ha dominato la scena politica boliviana per quasi due decenni. Da tempo è in atto uno scontro frontale tra la fazione che fa capo all’ex presidente Evo Morales e quella legata all’ex presidente Luis Arce, di cui Del Castillo è stato un uomo forte e fedele. Durante il suo mandato come ministro dell’Interno (dal 2020 al 2025), Del Castillo ha avuto rapporti molto tesi con l’ala “evista” del partito. La sua gestione è stata inoltre caratterizzata da dure critiche da parte dell’opposizione per la repressione delle proteste e per le modalità di arresto di leader avversari come Luis Fernando Camacho, governatore di Santa Cruz.
Questo clima di scontro interno ha portato a una vera e propria implosione del MAS, che nelle ultime elezioni generali ha faticato a raggiungere la soglia di sbarramento per mantenere la propria personalità giuridica. La lotta tra Arce e Morales ha paralizzato il paese, con blocchi stradali e manifestazioni che hanno causato vittime e acuito la crisi economica. L’arresto di Del Castillo si inserisce in questa dinamica di “guerra giudiziaria” e di accuse incrociate che sta segnando la fine di un’era politica in Bolivia.
Reazioni politiche e scenari futuri
L’arresto ha immediatamente scatenato reazioni. Il governatore di Santa Cruz, Luis Fernando Camacho, ha annunciato di aver presentato una denuncia contro l’ex presidente Arce e lo stesso Del Castillo per “sequestro e torture” in relazione al suo arresto nel dicembre 2022. Questo episodio evidenzia come le ferite del passato recente siano ancora aperte e come le vicende giudiziarie si intreccino inesorabilmente con la lotta per il potere.
Del Castillo, avvocato di 38 anni originario proprio di Santa Cruz, è stato candidato del MAS alla presidenza nelle ultime elezioni, dopo la rinuncia di Arce a cercare la rielezione. La sua carriera politica è stata rapida e strettamente legata all’ascesa di Arce, che lo nominò ministro nel 2020. Ora, il suo futuro politico e giudiziario appare incerto. L’indagine per ostruzione potrebbe essere solo l’inizio di una serie di procedimenti a suo carico, in un paese dove la giustizia è spesso percepita come uno strumento di lotta politica. L’episodio dell’aeroporto di Viru Viru è, dunque, molto più di un semplice incidente amministrativo: è il sintomo di una crisi profonda che rischia di destabilizzare ulteriormente la Bolivia, mentre il paese cerca faticosamente di voltare pagina dopo anni di egemonia del MAS.
