AOSTA – Si chiude con la conferma di una tragica fatalità il caso della morte di Laura Vietri, la 32enne originaria de L’Aquila il cui corpo è stato ritrovato senza vita martedì scorso nelle acque gelide di un laghetto in località Pilaz a Champoluc, in Val d’Ayas. I primi esiti dell’autopsia, eseguita nella mattinata di sabato, hanno stabilito che la giovane è deceduta per annegamento. L’esame autoptico ha inoltre escluso in modo definitivo l’ipotesi di un’aggressione da parte di terzi, avvalorando fin da subito la tesi dell’incidente.
L’esito dell’autopsia: un incidente fatale
Secondo quanto emerso dall’esame medico-legale condotto dal dottor Roberto Testi, sul corpo della giovane sono state rinvenute solo lievi e piccole escoriazioni. Tali lesioni sono state giudicate pienamente compatibili con una caduta accidentale, molto probabilmente causata da uno scivolamento sul ghiaccio presente lungo le sponde del laghetto. Questa ricostruzione è coerente con i primi rilievi effettuati dai Carabinieri, che sul luogo della tragedia avevano trovato unicamente le impronte della vittima, un dettaglio che già indirizzava le indagini verso la disgrazia. La temperatura dell’acqua, valutata intorno ai 4 gradi, avrebbe indotto uno stato di assideramento, che ha poi portato all’annegamento. La relazione completa dell’autopsia sarà depositata presso la Procura di Aosta nelle prossime settimane, ma il quadro generale appare ormai chiaro.
La ricostruzione delle ultime ore e l’allarme
Laura Vietri si trovava in Valle d’Aosta per motivi di lavoro, impiegata come stagionale in una struttura ricettiva della zona. La sera di lunedì, dopo aver trascorso del tempo con alcuni colleghi, non aveva fatto ritorno nell’alloggio che condivideva con loro. Proprio i colleghi, preoccupati per la sua assenza e non riuscendo a contattarla, hanno lanciato l’allarme martedì mattina. L’ultimo avvistamento la collocava vicino al parcheggio della sua abitazione.
La tragica scoperta è avvenuta nel pomeriggio di martedì 23 dicembre, quando un escursionista di passaggio ha notato il corpo della donna nelle acque basse del laghetto, utilizzato d’estate per la pesca sportiva e situato a un centinaio di metri dalla sua casa. Immediato l’intervento dei soccorsi, con il personale del 118, i Vigili del Fuoco, il Soccorso Alpino Valdostano e i Carabinieri della stazione di Brusson e della compagnia di Châtillon/Saint-Vincent. Purtroppo, per Laura non c’era più nulla da fare.
Il cordoglio di due comunità
La notizia della morte di Laura Vietri ha scosso profondamente non solo la comunità valdostana di Champoluc, dove la giovane si era integrata per il suo lavoro stagionale, ma anche la sua città di origine, L’Aquila, e le località di Cerveteri e Ladispoli, a cui era legata. Descritto come una persona che amava profondamente la montagna, il suo tragico destino ha lasciato un vuoto incolmabile in chi la conosceva. Una volta completati gli accertamenti medico-legali e ottenuto il nulla osta dalla Procura, la salma è stata restituita ai familiari per consentire l’organizzazione dei funerali.
Le indagini, coordinate con meticolosità dai Carabinieri della stazione di Brusson e dai colleghi della compagnia di Châtillon/Saint-Vincent, hanno permesso di ricostruire l’accaduto, escludendo fin da subito piste alternative a quella dell’incidente e restituendo una verità, seppur dolorosa, alla famiglia e agli amici di Laura.
