Milano si congeda dalla penultima giornata di contrattazioni del 2025 con una nota di cautela. In una seduta caratterizzata da volumi di scambio sottili, tipici del periodo festivo, l’indice principale Ftse Mib ha archiviato le negoziazioni con una flessione dello 0,38%, attestandosi a quota 44.436 punti. Il controvalore degli scambi si è fermato a 2,2 miliardi di euro, un dato in linea con quello registrato nella settimana precedente, a testimonianza di un mercato attendista in vista della chiusura dell’anno.
Stabilità sul fronte obbligazionario: lo spread si conferma sotto i 70 punti
Una nota di stabilità proviene dal mercato obbligazionario, dove il differenziale di rendimento tra i titoli di Stato italiani e quelli tedeschi continua a mostrare segnali di distensione. Lo spread tra BTP decennali e Bund tedeschi si è confermato sotto la soglia psicologica dei 70 punti base, chiudendo in ribasso a 67,4 punti. Questo movimento è stato accompagnato da un calo dei rendimenti: quello del BTP italiano è sceso di 4,6 punti base al 3,5%, mentre il Bund tedesco ha registrato una diminuzione di 3,6 punti base, portandosi al 2,83%. Questi dati indicano una percezione di minor rischio sul debito sovrano italiano da parte degli investitori internazionali.
I venti di pace in Ucraina pesano sulla Difesa
A influenzare negativamente il listino milanese sono stati principalmente i titoli del comparto della difesa. Le notizie relative ai possibili colloqui di pace per risolvere il conflitto in Ucraina hanno innescato prese di beneficio su azioni che avevano registrato performance notevoli nel corso dell’anno. Leonardo ha ceduto l’1,96%, mentre Fincantieri ha lasciato sul terreno l’1,72%. Gli investitori sembrano scommettere su una de-escalation delle tensioni geopolitiche, riducendo l’esposizione verso un settore che ha beneficiato dell’aumento delle spese militari.
La maglia nera va a Tim, male anche banche e lusso
La performance peggiore del Ftse Mib è stata tuttavia quella di Telecom Italia (Tim), che ha chiuso con un ribasso del 2,17%, in netta controtendenza rispetto all’andamento positivo dei suoi principali competitor europei. La giornata è stata negativa anche per altri titoli di peso, tra cui Saipem (-1,36%), il colosso del lusso Moncler (-1,25%) e Lottomatica (-1,07%).
Il settore bancario ha mostrato un andamento contrastato ma prevalentemente negativo. Tra le big, Unicredit ha perso lo 0,87% e Intesa Sanpaolo lo 0,56%. Segno meno anche per Bper (-0,91%) e Banco Bpm (-0,27%). In controtendenza, invece, Mps (+0,24%) e Mediobanca (+0,11%) sono riuscite a chiudere la seduta in territorio positivo.
Diasorin brilla con il via libera della FDA
A distinguersi in una giornata prevalentemente negativa è stata Diasorin, che ha conquistato la maglia rosa del listino con un balzo del 3%. A spingere le quotazioni della società di diagnostica è stata la notizia dell’approvazione da parte della Food and Drug Administration (FDA) statunitense per i test sulla sua nuova piattaforma molecolare Liason Nes. Questa tecnologia innovativa permette di eseguire test diagnostici rapidi e accurati senza la necessità di personale di laboratorio specializzato, aprendo la strada a importanti opportunità di crescita nel mercato del “point-of-care”.
Tra gli altri titoli in rialzo si segnalano:
- Nexi (+1,72%)
- Inwit (+1,55%)
- Campari (+1,1%)
- Amplifon (+0,62%)
Poco mosse, invece, Stm (+0,23%) ed Eni (+0,1%), quest’ultima nonostante il rialzo del prezzo del greggio. Nel comparto automobilistico, andamento contrastato per Stellantis (+0,11%) e Ferrari (-0,31%).
Uno sguardo ai titoli minori
Al di fuori del paniere principale, meritano una menzione le performance di Tesellis (ex Tiscali), che ha registrato un brillante +9,1%, e di Pininfarina (+3,33%). Sul fronte opposto, si registrano i cali di Fidia (-5,52%) e Webuild (-3,9%).
