La vicenda della cosiddetta “famiglia nel bosco”, che ha catalizzato l’attenzione mediatica nazionale, entra in una nuova, delicata fase. Nathan Trevallion, il padre di origine inglese al centro del caso, dovrà lasciare a fine febbraio 2026 il casolare che l’imprenditore Armando Carusi gli aveva concesso in comodato d’uso gratuito a fine novembre. Questa evoluzione logistica si intreccia con l’attesa cruciale per l’esito della perizia psicologica disposta dal Tribunale per i minorenni dell’Aquila, un passaggio che determinerà il futuro dei tre figli della coppia, attualmente ospitati insieme alla madre in una struttura protetta a Vasto.

Una soluzione abitativa temporanea in attesa del giudizio

L’imprenditore Armando Carusi, che aveva offerto un tetto a Nathan Trevallion dopo l’allontanamento dalla loro abitazione nel bosco di Palmoli, ha confermato che la disponibilità dell’alloggio terminerà a fine febbraio. “Il problema grosso sembrava la casa – ha dichiarato Carusi all’ANSA – oggi, invece, non sembra più così. Ci auguriamo che tutta questa situazione venga chiarita al più presto, prima dei 4 mesi di tempo per la perizia psicologica”. Nel frattempo, non si è fatta attendere la risposta delle istituzioni locali. Il sindaco di Palmoli, Giuseppe Masciulli, ha rinnovato la sua offerta di una struttura comunale, sempre in comodato gratuito, situata vicino al campo sportivo del paese. Un’opzione che era stata inizialmente rifiutata dal padre ma che ora torna ad essere una possibilità concreta.

La questione abitativa, sebbene importante, appare ora secondaria rispetto al nodo centrale della vicenda: la valutazione delle competenze genitoriali di Nathan e della moglie Catherine Birmingham. Il Tribunale ha infatti incaricato la psichiatra Simona Ceccoli di condurre un’approfondita indagine psico-diagnostica su entrambi i genitori e sui tre figli (una bambina di 8 anni e due gemelli di 6) per valutarne lo stato psichico, le capacità relazionali e i bisogni affettivi ed educativi. Per la consegna della perizia sono stati concessi 120 giorni.

La scolarizzazione dei bambini e il dibattito sulla socialità

Un altro aspetto fondamentale riguarda l’istruzione e la socializzazione dei minori. Il sindaco Masciulli ha sottolineato come, a partire da gennaio, i bambini dovranno frequentare la scuola. Data la distanza tra la casa famiglia di Vasto e Palmoli, l’ipotesi più probabile è l’inserimento in un istituto della città vastese. La decisione finale spetterà al tutore nominato dal Tribunale, l’avvocato Maria Luisa Palladino.

Su questo punto, l’imprenditore Carusi ha espresso una sua riflessione, suggerendo che l’ambiente di Palmoli potrebbe essere più idoneo per i bambini rispetto a Vasto. “Si parla di socialità ma per loro l’ambiente di Palmoli sarebbe più consono rispetto a Vasto. Una scuola nella città vastese è un altro conto rispetto a Palmoli”, ha affermato, evidenziando una differenza di contesto che potrebbe influire sul benessere dei piccoli.

Le festività natalizie e la solidarietà della comunità

Il periodo natalizio ha visto momenti di contatto, seppur limitati, per la famiglia. Nathan ha avuto la possibilità di incontrare la moglie e i figli per due ore e mezza il giorno di Natale nella struttura di Vasto. L’imprenditore Carusi aveva invitato l’uomo a trascorrere la festa con la sua famiglia, ma Trevallion aveva già altri accordi. Questo periodo ha anche visto manifestazioni di solidarietà inaspettate: alla famiglia Carusi è stata recapitata in forma anonima una favola illustrata di 24 pagine, intitolata proprio “Famiglia nel bosco”, che narra in rima una storia a lieto fine, auspicando un epilogo positivo anche per la vicenda reale.

Il percorso giudiziario e le prospettive future

La vicenda ha avuto inizio in seguito a segnalazioni relative alle condizioni igienico-sanitarie dell’abitazione della famiglia a Palmoli e a preoccupazioni per il percorso di crescita dei minori. Il Tribunale per i minorenni, dopo aver sospeso la responsabilità genitoriale, ha confermato il collocamento dei bambini in una struttura protetta, rigettando un primo ricorso presentato dai legali della coppia. Ora, tutti gli occhi sono puntati sulla perizia psichiatrica. Entro il 30 gennaio, i servizi sociali dovranno presentare una relazione aggiornata sugli interventi effettuati, mentre le parti avranno tempo fino al 15 febbraio per depositare eventuali memorie. Il futuro di questa famiglia, che ha scelto uno stile di vita alternativo lontano dalla “fretta, lo stress e la violenza” della società moderna, è appeso alle conclusioni di questa complessa valutazione giudiziaria.

Di veritas

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