Mar-a-Lago, Florida – Il mondo della diplomazia internazionale è in fermento a seguito dell’incontro “eccellente” tra il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, tenutosi nella residenza di Trump a Mar-a-Lago. Al termine di quasi tre ore di colloqui, è emerso un quadro di cauto ottimismo, con Trump che ha dichiarato ai giornalisti di essere “molto vicini” a un accordo per terminare la guerra in Ucraina, spingendosi a ipotizzare che, “se le cose vanno bene, potrebbero volerci un paio di settimane”.

L’incontro, l’ultimo di una serie di sette avvenuti quest’anno tra i due leader, è stato preceduto da una mossa diplomatica altrettanto significativa: una lunga e “molto produttiva” conversazione telefonica di 75 minuti tra Trump e il presidente russo Vladimir Putin. Questo doppio binario di dialogo ha trasformato il resort in Florida nell’epicentro di una complessa partita a scacchi per la pace in Europa orientale.

Il Piano di Pace in 20 Punti e le Garanzie di Sicurezza

Al centro della discussione vi è un piano di pace in 20 punti, elaborato congiuntamente dai team di Kiev e Washington. Secondo quanto riferito da Zelensky, su questo piano ci sarebbe un accordo per circa il 90%. I punti salienti su cui vi è già un’intesa includono:

  • Forti garanzie di sicurezza per l’Ucraina, che secondo Zelensky dovrebbero durare 15 anni con possibilità di estensione, sebbene Kiev punti a un orizzonte temporale più lungo, fino a 50 anni.
  • Il via libera a un esercito ucraino composto da 800.000 soldati, supportato da finanziamenti occidentali.
  • Un percorso definito per l’ingresso dell’Ucraina nell’Unione Europea.

Trump ha assicurato che l’Ucraina beneficerà di “forti” garanzie di sicurezza che coinvolgeranno anche le nazioni europee, una mossa strategica per blindare un’eventuale tregua e condividere l’onere difensivo con gli alleati storici.

Il Nodo del Donbass e l’Ipotesi “Zona Economica Libera”

Nonostante i progressi, restano sul tavolo questioni spinose, definite da Trump “uno o due temi” che rappresentano lo scoglio principale. Il più complesso è senza dubbio lo status territoriale del Donbass, la regione orientale ucraina composta da Donetsk e Luhansk, in gran parte controllata dalla Russia che ne rivendica l’intera sovranità.

Proprio su questo punto, Trump ha lanciato una proposta innovativa: trasformare il Donbass in una “zona economica libera”. “Ci stiamo avvicinando a un accordo” su questa formula, ha affermato, suggerendo che un regime economico speciale potrebbe essere la chiave per sbloccare lo stallo. Sebbene non ci sia ancora un’intesa definitiva, Trump ha sottolineato che si stanno muovendo “nella giusta direzione”.

Altre questioni irrisolte includono il controllo della centrale nucleare di Zaporizhzhia, attualmente in mano russa. Trump ha riferito che Putin sta “lavorando con l’Ucraina per farla aprire”, mostrando un’apparente volontà di cooperazione.

Il Ruolo della Russia e le Reazioni Internazionali

La strategia di Trump sembra mirare a mettere alla prova la serietà di Vladimir Putin nel volere la pace. Secondo il Cremlino, nella telefonata con Trump, entrambi i leader hanno convenuto che l’Ucraina debba prendere una decisione sul Donbass “senza indugio” e che una semplice tregua, in questo momento, servirebbe solo a prolungare le ostilità. La palla, ora, sembra passare decisamente nel campo di Mosca, chiamata a rispondere alle aperture emerse dal vertice di Mar-a-Lago.

Le reazioni internazionali non si sono fatte attendere. La Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, dopo una conversazione telefonica con Trump e Zelensky, ha parlato di “progressi significativi”, accogliendoli con favore e assicurando la prontezza dell’Europa a collaborare. Anche il presidente francese Emmanuel Macron ha annunciato un incontro a Parigi a inizio 2026 tra i paesi della “Coalizione dei volenterosi” per definire i contributi concreti alle garanzie di sicurezza per Kiev. Dall’Italia, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha espresso fiducia, affermando che “ogni passo in avanti verso una pace giusta e durata è un fatto positivo”.

Un Percorso Complesso verso la Pace

Nonostante il tono ottimista, la strada per la pace rimane complessa. Zelensky si è presentato al vertice mostrando aperture significative, come la possibilità di un referendum sul piano di pace e la disponibilità a indire elezioni, a patto che la sicurezza sia garantita. Queste mosse sono viste come un tentativo di isolare le posizioni massimaliste di Mosca.

Trump, pur elogiando il coraggio di Zelensky, ha messo in chiaro che “o la guerra finirà ora o andrà avanti per molto tempo”. L’ipotesi di un vertice a tre con Putin è stata menzionata, ma solo “al momento giusto”. L’esito di questa intensa attività diplomatica dipenderà dalla volontà del Cremlino di accettare un compromesso che, pur richiedendo concessioni dolorose, potrebbe finalmente porre fine a uno dei conflitti più devastanti del XXI secolo.

Di atlante

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