NAPOLI – Una passeggiata festiva trasformata in un incubo. Nel cuore pulsante di Napoli, la centralissima via Toledo, il pomeriggio di Santo Stefano è stato macchiato da un incidente che ha riacceso i riflettori sulla vulnerabilità del patrimonio edilizio storico della città. Due giovani turiste originarie della provincia di Roma, rispettivamente di 22 e 25 anni, sono rimaste ferite a causa del distacco improvviso di calcinacci da un cornicione. L’episodio, avvenuto in una strada gremita di cittadini e visitatori per le festività, ha scatenato il panico tra i passanti e sollevato un’ondata di indignazione e preoccupazione.

La dinamica dell’incidente e i soccorsi

L’allarme è scattato nel pomeriggio, quando alcuni frammenti di intonaco e muratura si sono staccati da un palazzo, piombando sulla folla sottostante. Le due ragazze, una cittadina italiana e una di origini romene, entrambe residenti vicino a Roma, sono state colpite alla testa. Immediato l’intervento dei sanitari del 118, giunti sul posto con un’ambulanza e una moto medica, che hanno prestato le prime cure. Le giovani sono state poi trasportate in “codice giallo” al vicino ospedale dei Pellegrini per gli accertamenti del caso.

La 22enne ha riportato una ferita lacero-contusa al cuoio capelluto, che ha richiesto controlli più approfonditi, inclusa una TAC a scopo precauzionale. La sua amica 25enne è stata invece colpita da schegge di minori dimensioni. Fortunatamente, le loro condizioni non sono mai state giudicate gravi. Dopo le medicazioni e gli esami, entrambe sono state dimesse in serata con prognosi di 10 giorni per la 22enne e di 3 giorni per la 25enne.

Sul luogo dell’incidente sono prontamente intervenuti anche i Vigili del Fuoco, che hanno provveduto a mettere in sicurezza l’area e il cornicione pericolante, coadiuvati dalla Polizia di Stato e dalla Polizia Municipale, che hanno transennato la zona e avviato i rilievi per accertare le responsabilità.

Un problema ricorrente: il precedente di Salvatore Giordano

L’episodio ha immediatamente riportato alla memoria una ferita ancora aperta per la città di Napoli. Non è la prima volta, infatti, che via Toledo diventa teatro di simili incidenti. Il pensiero corre inevitabilmente al luglio del 2014, quando a poca distanza dal luogo del crollo odierno, il 14enne Salvatore Giordano perse tragicamente la vita, colpito da detriti staccatisi da un cornicione della Galleria Umberto I. Una tragedia che ha segnato profondamente la comunità e per la quale si è svolto un lungo iter processuale, conclusosi con condanne e assoluzioni, ma che ha lasciato un’impronta indelebile sulla percezione della sicurezza nel centro storico.

Anche più di recente, nel giugno dello stesso anno, si era verificato un altro crollo di calcinacci nella stessa via, che aveva causato il ferimento, per fortuna non grave, di un uomo di 47 anni. Questi eventi, purtroppo non isolati, evidenziano una criticità sistemica legata alla manutenzione degli edifici.

L’appello delle istituzioni: “Mettere in sicurezza i palazzi”

Dura e immediata la reazione del deputato di Alleanza Verdi-Sinistra, Francesco Emilio Borrelli, che ha parlato di “tragedia sfiorata”. “Via Toledo non è nuova a episodi simili“, ha dichiarato Borrelli, ricordando la morte di Salvatore Giordano. “È indispensabile provvedere immediatamente alla messa in sicurezza dei palazzi, soprattutto quando parliamo di strade ad altissima percorrenza pedonale. Non è possibile rischiare di essere colpiti da un pezzo di cornicione che crolla all’improvviso“.

Il deputato ha inoltre puntato il dito contro lo stato generale della via, definita un “campo minato a causa della pavimentazione rotta e sconnessa“, e ha chiesto che i responsabili della mancata manutenzione non restino impuniti. Un appello che risuona forte in una città dove, secondo alcuni studi, una percentuale significativa degli edifici storici necessiterebbe di interventi urgenti. La mancanza di una “cultura della manutenzione” è un problema radicato che, come dimostrano i fatti, può avere conseguenze drammatiche.

Il contesto culturale: un patrimonio da salvaguardare

Il centro storico di Napoli, patrimonio dell’UNESCO, è un museo a cielo aperto la cui bellezza è tanto straordinaria quanto fragile. L’incidente di via Toledo non è solo un fatto di cronaca, ma un campanello d’allarme sulla necessità di coniugare la fruizione turistica e la vita quotidiana con la conservazione e la messa in sicurezza di un patrimonio architettonico inestimabile. La sfida per il futuro è trovare un equilibrio tra la tutela dell’autenticità storica e l’incolumità di chi vive e visita la città, attraverso piani di manutenzione programmata e interventi di restauro mirati. Solo così si potrà evitare che la bellezza di Napoli venga offuscata dalla paura e che tragedie, sfiorate o compiute, diventino una triste normalità.

Di veritas

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