Roma, 28 dicembre 2025 – Una giornata di importanza cruciale si profila per il futuro del conflitto in Ucraina. Il Presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, è atteso oggi in Florida per un incontro faccia a faccia con il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Questo vertice, che si terrà nella residenza di Mar-a-Lago, rappresenta un momento potenzialmente decisivo nei negoziati per porre fine a una guerra che dura da quasi quattro anni. Sul tavolo delle discussioni ci sarà un piano di pace in 20 punti, frutto di intense trattative tra Washington e Kiev, che potrebbe costituire la base per un futuro dialogo anche con la Russia.
Tappa strategica in Canada e coordinamento europeo
Prima di raggiungere gli Stati Uniti, Zelensky ha effettuato una tappa strategica ad Halifax, in Canada, per un incontro con il Primo Ministro canadese, Mark Carney. Durante la sua permanenza, il leader ucraino ha anche tenuto una videoconferenza con diversi leader europei, inclusa la Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, per coordinare le posizioni e discutere i documenti chiave che saranno al centro del colloquio con Trump. “Siamo attualmente in volo verso la Florida, negli Stati Uniti. Lungo il percorso faremo una sosta in Canada. Avrò un incontro con il primo ministro del Canada Mark Carney e insieme prevediamo di tenerci in collegamento online con i leader europei”, ha dichiarato Zelensky ai giornalisti. Questo passaggio testimonia la volontà di Kiev di mantenere un fronte unito con i suoi alleati occidentali. Il Canada, che è stato il primo paese occidentale a riconoscere l’indipendenza dell’Ucraina nel 1991, si conferma un partner storico e affidabile per Kiev.
I nodi del negoziato: territori e garanzie di sicurezza
L’incontro a Mar-a-Lago, anticipato alle 19:00 ora italiana (le 13:00 in Florida), si concentrerà su questioni estremamente delicate. I temi principali saranno le concessioni territoriali e le garanzie di sicurezza per l’Ucraina. Il nodo più difficile da sciogliere riguarda lo status della regione del Donbass e la gestione della centrale nucleare di Zaporizhzhia. Secondo indiscrezioni, la proposta statunitense potrebbe includere un ritiro completo delle forze ucraine dal Donbass, un’ipotesi che Zelensky cercherà di rinegoziare. Kiev, infatti, punta a un congelamento dei combattimenti lungo le attuali linee del fronte. Zelensky ha ribadito che qualsiasi decisione che implichi un compromesso territoriale dovrà essere sottoposta al giudizio del popolo ucraino tramite referendum.
Il Presidente ucraino ha sottolineato di aver discusso con gli alleati europei “un programma per i prossimi giorni, settimane, di riunioni”, evidenziando come il supporto europeo sia cruciale. La Presidente del Consiglio italiana, Giorgia Meloni, ha partecipato alla videochiamata, sottolineando che “mai come ora” è fondamentale mantenere una linea comune tra Europa, Ucraina e Stati Uniti per spingere la Russia a negoziare seriamente.
Le posizioni di Trump e Putin
L’atteggiamento di Donald Trump è osservato con grande attenzione. In una recente dichiarazione a Politico, il Presidente USA ha affermato: “Senza la mia approvazione, Zelensky non ha nulla”, lasciando intendere il suo ruolo centrale nel processo negoziale. Nonostante il tono perentorio, Trump ha anche espresso fiducia sulla buona riuscita dell’incontro. La scelta di tenere il vertice a Mar-a-Lago, al di fuori dei contesti istituzionali di Washington, è vista come un segnale politico forte, che inserisce l’incontro nella cornice simbolica del “trumpismo”.
Contemporaneamente, la Russia continua la sua offensiva militare, con intensi bombardamenti su Kiev e altre città ucraine, una mossa interpretata da molti come un tentativo di alzare la posta prima dei negoziati. Il Presidente russo Vladimir Putin ha dichiarato che, in assenza di una soluzione pacifica, Mosca risolverà la questione “con la forza delle armi”. Queste azioni e dichiarazioni rendono il contesto dell’incontro ancora più teso e complesso.
Prospettive economiche e ricostruzione
Oltre agli aspetti militari e territoriali, un altro tema fondamentale è la ricostruzione dell’Ucraina. Zelensky ha rivelato di star lavorando con gli Stati Uniti a una “tabella di marcia per la prosperità dell’Ucraina” che si estende fino al 2040. Si stima che la ricostruzione richiederà tra i 700 e gli 800 miliardi di dollari, e la creazione di fondi di investimento condivisi con gli USA è vista come un elemento chiave per il futuro del paese. In questo senso, il sostegno del Canada è già stato tangibile, con l’impegno a fornire ulteriori finanziamenti per la ricostruzione.
L’esito del vertice di oggi è incerto, ma è chiaro che le prossime ore potrebbero segnare una svolta significativa. Il dialogo tra Zelensky e Trump non solo definirà i contorni di un possibile accordo di pace, ma influenzerà anche le dinamiche geopolitiche globali, con ripercussioni dirette sulle relazioni tra Stati Uniti, Europa e Russia.
