BELGIOIOSO (Pavia) – Un’inquietante vicenda di persecuzioni e minacce ha scosso la tranquillità della provincia pavese, culminando con l’arresto di un ragazzo minorenne. I Carabinieri della stazione di Belgioioso hanno eseguito una misura di custodia cautelare in carcere nei confronti di un diciassettenne, ritenuto responsabile di atti persecutori e porto abusivo d’armi nei confronti della sua ex fidanzata coetanea. La decisione, emessa dal Tribunale per i minorenni di Milano, è giunta al termine di una complessa attività investigativa che ha fatto luce su mesi di angoscia vissuti dalla giovane vittima.
L’INIZIO DI UN INCUBO: DALLE MINACCE AGLI APPOSTAMENTI ARMATI
Le indagini, coordinate dai militari dell’Arma, hanno avuto inizio nel maggio del 2025. I fatti contestati si sarebbero svolti tra la città di Pavia e il comune di Linaro. Secondo quanto ricostruito, il giovane, di nazionalità italiana, non accettando la fine della relazione sentimentale con la ragazza, avrebbe dato il via a una vera e propria escalation di comportamenti persecutori. La sua condotta non si limitava all’invio di messaggi minatori, ma si spingeva fino a ripetuti e insistenti appostamenti sotto l’abitazione della vittima.
L’elemento che ha reso la situazione ancora più allarmante e ha determinato la gravità del quadro accusatorio è stato il porto di un’arma. In più occasioni, infatti, il diciassettenne si sarebbe presentato agli appostamenti portando con sé un’arma da taglio, verosimilmente un coltello. Questo gesto non era solo una violazione della legge, ma un chiaro strumento di pressione psicologica, volto a rendere le minacce di morte più concrete e terrificanti, costringendo la ragazza a vivere in un costante stato di paura e ansia.
L’INTERVENTO DEI CARABINIERI E LA MISURA CAUTELARE
Di fronte alla gravità e alla persistenza delle condotte, e al concreto pericolo per l’incolumità della giovane, la Procura presso il Tribunale per i minorenni di Milano ha richiesto e ottenuto una misura cautelare coercitiva. I Carabinieri di Belgioioso hanno dato esecuzione all’ordinanza lo scorso 20 dicembre, procedendo all’arresto del ragazzo. Dopo le formalità di rito, il diciassettenne è stato tradotto e associato presso l’Istituto Penale Minorile “Cesare Beccaria” di Milano, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. La scelta della custodia in carcere, la misura più afflittiva prevista per un minore, sottolinea la valutazione della pericolosità sociale del giovane e l’impossibilità di gestire la situazione con misure meno restrittive.
IL FENOMENO DELLO STALKING TRA ADOLESCENTI: UN CAMPANELLO D’ALLARME
Questo episodio di cronaca riaccende i riflettori su un fenomeno preoccupante: la violenza di genere e le dinamiche di controllo post-relazionale che si manifestano in età sempre più precoce. La vicenda di Belgioioso non è un caso isolato, ma si inserisce in un contesto sociale in cui la gestione della fine di una relazione può sfociare in comportamenti criminali. L’incapacità di accettare un rifiuto, unita a una cultura del possesso, può trasformare un disagio emotivo in una minaccia concreta.
L’aggravante del porto d’armi in questo contesto eleva ulteriormente il livello di allarme, dimostrando una pericolosa disinvoltura nel superare i limiti della legalità e della convivenza civile. La vicenda solleva interrogativi urgenti sulla necessità di rafforzare i percorsi di educazione affettiva e al rispetto nelle scuole e nelle famiglie, per prevenire che simili drammi possano ripetersi.
Il giovane si trova ora al Beccaria, un istituto che negli ultimi anni è stato al centro di complesse vicende giudiziarie e gestionali, ma che resta un luogo deputato alla riabilitazione e al reinserimento sociale dei minori che hanno commesso reati. Il suo percorso sarà seguito dai servizi della giustizia minorile, con la speranza che possa comprendere la gravità delle sue azioni e intraprendere un cammino di recupero.
