BRUXELLES – Un fronte europeo compatto a sostegno dell’Ucraina. Questo è il messaggio emerso con forza dalla recente videochiamata tra i principali leader del Vecchio Continente e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Al centro della discussione, un tema tanto delicato quanto fondamentale per il futuro del paese est-europeo: la definizione di garanzie di sicurezza “specifiche e affidabili”. Un accordo di principio che assume un’importanza strategica, arrivando a poche ore da un appuntamento che tiene il mondo con il fiato sospeso: l’incontro in Florida, nella residenza di Mar-a-Lago, tra Zelensky e il presidente statunitense Donald Trump.
Il Vertice Virtuale: una Posizione Comune Europea
A dare notizia dell’intesa è stato il primo ministro polacco, Donald Tusk, attraverso un post su X (ex Twitter). “Tutti gli interlocutori hanno convenuto che le garanzie di sicurezza per l’Ucraina sono fondamentali. Garanzie concrete e certe”, ha scritto Tusk, sottolineando come tali garanzie rappresentino anche un rafforzamento della sicurezza per la Polonia stessa. Alla conversazione virtuale, svoltasi nel cosiddetto “formato di Berlino”, hanno partecipato figure di spicco del panorama europeo, tra cui il cancelliere tedesco Friedrich Merz, il presidente francese Emmanuel Macron, la premier italiana Giorgia Meloni e il primo ministro britannico Keir Starmer, oltre ai vertici dell’Unione Europea e al segretario generale della Nato, Mark Rutte. L’obiettivo era chiaro: coordinare le posizioni occidentali e presentare un fronte unito prima del delicato dialogo con l’amministrazione americana.
Anche altri leader europei hanno ribadito il loro sostegno. Il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, ha affermato che “una Ucraina forte e prospera nell’Ue è una garanzia fondamentale di sicurezza”, evidenziando l’impegno a lavorare in stretta collaborazione con gli Stati Uniti per una pace duratura. Sulla stessa linea si è espresso il cancelliere tedesco Merz, assicurando a Zelensky il “pieno sostegno” dei leader europei e del Canada.
L’Incontro a Mar-a-Lago: sul Tavolo il Piano di Pace
L’incontro odierno tra Trump e Zelensky è considerato un passaggio cruciale per sbloccare i negoziati di pace. Sul tavolo ci sarà un piano statunitense in 20 punti, ancora in fase provvisoria, che dovrebbe costituire la base per un eventuale dialogo con il presidente russo Vladimir Putin. Le questioni più spinose, come prevedibile, riguardano le concessioni territoriali, in particolare lo status della regione del Donbass e la gestione della centrale nucleare di Zaporizhzhia. Secondo indiscrezioni, la proposta americana potrebbe includere il ritiro delle forze ucraine dal Donbass, un’ipotesi che Zelensky cercherà con ogni probabilità di rinegoziare, puntando a un congelamento dei combattimenti lungo le attuali linee del fronte.
L’incontro, inizialmente previsto per le 21 ora italiana, è stato anticipato alle 19. È inoltre prevista una successiva telefonata congiunta dei due presidenti ai leader europei per aggiornarli sugli esiti del colloquio, a testimonianza della volontà di mantenere un canale di comunicazione aperto e coordinato con gli alleati.
Le Reazioni e le Minacce da Mosca
Mentre la diplomazia cerca faticosamente una via d’uscita, la Russia non accenna a diminuire la pressione militare e verbale. Alla vigilia del vertice in Florida, un massiccio attacco missilistico si è abbattuto su Kiev, provocando vittime e lasciando milioni di persone senza elettricità. Un’azione che, secondo il presidente Zelensky, smaschera “il vero atteggiamento di Vladimir Putin e della sua cerchia: nessuna volontà di porre fine alla guerra”. A queste azioni hanno fatto eco le dure parole dello stesso Putin, che ha minacciato di portare a termine l’operazione militare “con la forza” se Kiev non accetterà di risolvere il conflitto in modo pacifico, intimando il ritiro dai territori rivendicati da Mosca.
Queste dichiarazioni, unite ai continui attacchi, sono state condannate da leader come il presidente francese Macron, che le ha definite una prova della “determinazione della Russia a prolungare la guerra”. La portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha criticato le posizioni occidentali, affermando che dimostrano la mancanza di volontà di risolvere pacificamente il conflitto.
Cosa si intende per “Garanzie di Sicurezza”
Il concetto di “garanzie di sicurezza” è al centro del dibattito fin dall’inizio dell’invasione. Per l’Ucraina, si tratta di una condizione imprescindibile per qualsiasi accordo di pace. Queste garanzie potrebbero assumere diverse forme, tra cui:
- Fornitura continua di armi e munizioni: per assicurare a Kiev la capacità di difendersi da future aggressioni.
- Condivisione di intelligence militare: per anticipare e contrastare le mosse avversarie.
- Impegni di difesa reciproca: il punto più controverso, che potrebbe implicare l’intervento diretto di truppe straniere in caso di un nuovo attacco, un’opzione su cui non c’è ancora consenso tra gli alleati occidentali.
Zelensky ha chiarito che, sebbene l’impegno europeo sia fondamentale, non può sostituire le garanzie di sicurezza provenienti dagli Stati Uniti, considerati un partner insostituibile. La sfida ora è trasformare le dichiarazioni di principio in impegni concreti e legalmente vincolanti, un passaggio essenziale per costruire una pace giusta e duratura in Ucraina.
