L’Italia saluta una delle sue figure più discrete ma influenti del Novecento: Maria Sole Agnelli si è spenta oggi all’età di 100 anni nella sua casa di Torrimpietra, vicino a Roma. Nata a Villar Perosa, in provincia di Torino, il 9 agosto 1925, è stata una testimone privilegiata e al tempo stesso protagonista di un secolo di storia italiana, intrecciando il suo percorso personale con le vicende della celebre dinastia industriale. Sorella di figure iconiche come l’Avvocato Gianni e Susanna Agnelli, Maria Sole ha saputo ritagliarsi un ruolo unico, lontano dai riflettori ma denso di impegno civile, passione culturale e successi sportivi.

Le origini e la famiglia: il cuore della dinastia

Figlia di Edoardo Agnelli e Virginia Bourbon del Monte, Maria Sole è cresciuta in un ambiente cosmopolita e aristocratico, condividendo l’infanzia con i fratelli Clara, Gianni, Susanna, Giorgio, Cristiana e Umberto. La sua vita è stata segnata da due matrimoni importanti. Dalle prime nozze con il conte Ranieri Campello della Spina, celebrate nel 1953, sono nati quattro figli: Virginia, Argenta, Cintia e Bernardino. Rimasta vedova nel 1959, convolò a nuove nozze nel 1964 con il conte Pio Teodorani Fabbri, dal quale ebbe il quinto figlio, Eduardo. Il secondo marito è scomparso nel 2022. Nonostante il peso di un cognome così importante, ha sempre mantenuto un profilo riservato, dedicandosi con grande attenzione alla sua famiglia.

L’impegno politico: una donna al servizio della comunità

Uno dei capitoli più significativi e forse meno noti della vita di Maria Sole Agnelli è stato il suo impegno nella politica locale. In un’epoca in cui la partecipazione femminile alla vita pubblica era ancora limitata, lei rappresentò un esempio pionieristico. Dal 1960 al 1970, per un intero decennio, ricoprì la carica di sindaca del comune umbro di Campello sul Clitunno, in provincia di Perugia. Succedette al suo primo marito, Ranieri, anch’egli sindaco del borgo. La sua elezione fu un plebiscito: ottenne 850 voti su 1.200 aventi diritto, senza la necessità di comizi o di una tradizionale campagna elettorale, a testimonianza del profondo legame con la comunità. Durante il suo mandato, si distinse per un’amministrazione concreta e attenta al territorio, curando la manutenzione delle strade, l’ammodernamento delle scuole e la valorizzazione del patrimonio culturale e naturale, come le storiche Fonti del Clitunno.

La passione per l’equitazione e i successi olimpici

Accanto all’impegno istituzionale, la grande passione di Maria Sole Agnelli è stata l’equitazione. Non un semplice hobby, ma una vera e propria attività imprenditoriale e sportiva che la portò a gestire una delle scuderie più prestigiose del secondo dopoguerra in Italia. Il suo intuito e la sua dedizione all’allevamento di cavalli da competizione raggiunsero l’apice con un successo di portata internazionale: alle Olimpiadi di Monaco del 1972, il suo purosangue Woodland, montato dal cavaliere Alessandro Argenton, conquistò la medaglia d’argento individuale nel concorso completo. Un trionfo che portò il suo nome e quello dell’Italia sul podio olimpico, coronando anni di lavoro e di profonda conoscenza del mondo equestre. La sua passione è stata trasmessa alle figlie e ai nipoti, molti dei quali sono oggi protagonisti nelle competizioni internazionali.

La guida della Fondazione Agnelli

Maria Sole Agnelli ha lasciato un’eredità importante anche nel campo della cultura e dell’istruzione. Per ben 14 anni, dal 2004 al 2018, è stata presidente della Fondazione Agnelli, l’istituto di ricerca nel campo delle scienze umane e sociali creato dalla sua famiglia. Sotto la sua guida, la Fondazione ha promosso e sostenuto numerosi progetti nel campo dell’istruzione, della ricerca e della cultura, con un’attenzione particolare al mondo della scuola italiana. Il suo operato è stato cruciale per lo sviluppo di iniziative innovative a sostegno dei giovani e per rafforzare il legame tra formazione e mondo del lavoro.

Con la sua scomparsa, se ne va una donna che ha saputo interpretare il suo ruolo nella società con eleganza, concretezza e una rara capacità di unire mondi diversi: l’aristocrazia e la politica locale, la grande industria e la passione per la natura e lo sport. Una vita lunga un secolo, vissuta con uno stile inconfondibile che lascia un segno indelebile.

Di veritas

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