Vigilia di campionato complessa in casa Hellas Verona. La squadra scaligera, reduce da un periodo positivo con due vittorie consecutive contro Fiorentina e Atalanta, si prepara ad affrontare il Milan nel lunch match di domenica a San Siro, ma l’allenatore dovrà fare a meno di pedine fondamentali, trovandosi a gestire una vera e propria emergenza formazione. Le assenze, concentrate soprattutto sugli esterni e con dubbi anche in altri reparti, impongono scelte forzate e aprono a diversi ballottaggi che verranno sciolti solo a ridosso del fischio d’inizio.
Fasce da reinventare: squalifiche e Coppa d’Africa
I problemi principali per la formazione gialloblù riguardano le corsie laterali. Sulla fascia sinistra, infatti, peserà la squalifica di Martin Frese, che costringe a trovare un’alternativa. Il principale candidato a prenderne il posto è Domagoj Bradaric, ma le sue condizioni fisiche destano preoccupazione. L’esterno croato è reduce da un infortunio muscolare subito contro il Genoa e, sebbene si stia tentando un recupero in extremis, la sua presenza dal primo minuto non è affatto scontata. Qualora non dovesse farcela, si aprono scenari alternativi con l’adattamento di un difensore centrale come Armel Bella-Kotchap o l’impiego del giovane Nicolas Valentini come quinto di centrocampo.
Non meno complicata la situazione sulla destra. Rafik Belghali, infatti, non sarà della partita a causa della sua partecipazione alla Coppa d’Africa con la nazionale algerina, a cui si aggiunge anche una giornata di squalifica da scontare. La sua assenza apre un ballottaggio serrato tra il giovane Fallou Cham e Jackson Oyekoge, con il primo che sembra avere una leggera preferenza per una maglia da titolare. Appare invece più difficile l’ipotesi di spostare in quella posizione un centrocampista come Niasse.
Rientri e dubbi a centrocampo e in attacco
Se le fasce sono un rebus, il centrocampo ritrova un protagonista importante. Rientra infatti dal primo minuto Suat Serdar, che ha già accumulato minutaggio nello spezzone di gara giocato a Firenze. Accanto a lui, a completare la mediana, ci saranno con ogni probabilità Al-Musrati e Bernede, garantendo così un mix di quantità e qualità in una zona nevralgica del campo.
Anche il reparto offensivo presenta un importante ballottaggio. Con il recupero di Giovane, che ha superato i problemi fisici, resta da definire chi sarà il suo partner d’attacco. La scelta ricadrà su uno tra Yeboah Mosquera e Gift Orban, con il primo che appare leggermente favorito nelle gerarchie della vigilia. Una decisione che potrebbe dipendere anche dalle caratteristiche che il tecnico vorrà dare alla manovra offensiva contro la solida difesa rossonera.
Un Milan in cerca di conferme
Dall’altra parte, il Verona troverà un Milan desideroso di ritrovare la vittoria in campionato dopo il pareggio esterno contro il Sassuolo e l’eliminazione in Supercoppa. I rossoneri, guidati da Massimiliano Allegri, puntano a mettere pressione all’Inter capolista e non possono permettersi passi falsi. L’allenatore rossonero, tuttavia, deve valutare le condizioni di alcuni giocatori chiave, come Rafael Leão, la cui presenza è in dubbio. Nonostante ciò, il Milan si presenterà con una formazione di altissimo livello, pronta a sfruttare il fattore campo di uno stadio Meazza che si preannuncia gremito con oltre 73.000 spettatori.
Per l’Hellas Verona si prospetta dunque una sfida tanto prestigiosa quanto complicata, resa ancora più ardua dalle numerose defezioni. La capacità di reinventare la formazione e di trovare le giuste contromisure tattiche sarà fondamentale per uscire da San Siro con un risultato positivo e proseguire la striscia di risultati utili.
