Dubai – L’attesa è quasi finita. Il 28 dicembre, il lussuoso Atlantis The Royal di Dubai ospiterà la 16ª edizione dei Globe Soccer Awards, l’evento che tradizionalmente chiude l’anno solare premiando i protagonisti del calcio internazionale. Tra stelle del calibro di Kylian Mbappé, Lamine Yamal e Cristiano Ronaldo, quest’anno brilla una luce nuova, quella che illumina una professionalità sempre più determinante nel mondo dello sport: il mental coach. Per la prima volta, infatti, verrà assegnato il premio “Best Mental Coach“, e a rappresentare l’Italia in questa prestigiosa cinquina c’è Nicoletta Romanazzi, una delle figure più autorevoli e conosciute del settore.

Una candidatura, quella della Romanazzi, che non è solo un traguardo personale, ma il simbolo di un cambiamento culturale in atto nello sport italiano e mondiale. “Sono felicissima che sia stato inserito questo premio anche per la mia categoria“, ha dichiarato la coach all’ANSA. “Da anni porto avanti una vera e propria battaglia sul mio lavoro e vedere questo riconoscimento mi soddisfa“. Un percorso lungo oltre vent’anni, speso al fianco di campioni assoluti come il campione olimpico Marcell Jacobs e il portiere della Nazionale Gianluigi Donnarumma, solo per citarne alcuni.

L’Allenamento della Mente: da Tabù a Fattore Critico di Successo

Il mondo del coaching mentale ha vissuto una crescita esponenziale negli ultimi anni, superando scetticismo e resistenze iniziali. Un punto di svolta, secondo Nicoletta Romanazzi, è arrivato con l’impresa di Marcell Jacobs alle Olimpiadi di Tokyo. “Ringraziandomi in mondovisione, ha fatto sì che gli atleti piano, piano si siano aperti a questa figura. Marcell l’ha sdoganata, ha rotto gli argini“, ha spiegato. Un gesto che ha svelato al grande pubblico l’importanza di un supporto psicologico per gestire pressioni, ansia da prestazione e per trasformare il potenziale in risultati concreti.

Il lavoro del mental coach, come sottolinea la stessa Romanazzi, non è quello di un motivatore, ma di un vero e proprio “allenatore della mente“. L’obiettivo è insegnare agli atleti a conoscersi, a gestire le proprie emozioni, a mantenere la concentrazione nei momenti cruciali e, soprattutto, a trovare un equilibrio. “Il 99% delle volte mi sono ritrovata a dover abbassare la loro competitività che è molto alta e non lascia spazio al riposo, al piacere e al divertimento“, rivela. Un eccesso di agonismo che, se non gestito, può portare al burn out o a infortuni.

Il Metodo Romanazzi: Equilibrio e Consapevolezza

La filosofia di Nicoletta Romanazzi si basa sull’aiutare i top performer a trovare un punto di equilibrio tra la spinta alla vittoria e la necessità di ascoltare il proprio corpo e la propria mente. Un esempio virtuoso in questo senso è rappresentato da Jannik Sinner. “Viene gestito benissimo. Quando rinuncia a un torneo o si prende un momento per riposare lo fa perché gli permette di restare in equilibrio“, ha commentato la coach, aggiungendo con una risata che, guardandolo, non saprebbe come migliorarlo.

Il suo approccio non si limita alla performance sportiva, ma si estende alla crescita personale dell’atleta. Lavorando su aspetti profondi, come nel caso di Jacobs e del recupero del rapporto con il padre, si sbloccano energie e consapevolezze che si riflettono positivamente anche in campo. Si tratta di insegnare a trasformare la mente in un’alleata, prevenendo crisi e ansie da prestazione, anziché intervenire solo quando emerge un problema.

Le Resistenze Culturali e il Futuro del Coaching

Nonostante i progressi, persistono ancora delle resistenze, specialmente in ambienti tradizionalisti come quello del calcio. “C’è una vecchia guardia che non ha avuto bisogno di una figura del genere e nemmeno esisteva, per questo non la capiscono“, spiega Romanazzi. A questo si aggiunge la paura di alcuni giovani atleti di essere etichettati come “problematici” se si affidano a un mental coach. La sfida, perciò, è far comprendere che questo supporto serve a “prevenire la potenziale crisi“.

Per questo, uno dei sogni di Nicoletta Romanazzi è portare il coaching nelle scuole, per insegnare ai ragazzi fin da giovani a gestire la propria mente e a farne uno strumento di forza. Un progetto ambizioso che testimonia la sua visione di uno sport e di una società più consapevoli e resilienti.

I Globe Soccer Awards 2025: una Parata di Stelle

Mentre la candidatura di Nicoletta Romanazzi segna un momento storico, i Globe Soccer Awards si preparano a celebrare il meglio del calcio mondiale. La lotta per il “Best Men’s Player” vede sfidarsi Ousmane Dembélé e Vitinha (PSG), Kylian Mbappé (Real Madrid) e la coppia del Barcellona Raphinha e Lamine Yamal. Per il titolo di “Best Coach“, la competizione è serrata tra Luis Enrique (PSG), Xabi Alonso, Mikel Arteta, Enzo Maresca e Hansi Flick. L’Italia sarà rappresentata anche da Giovanni Manna (Napoli) in lizza per il “Best Sporting Director”, Federico Pastorello per il “Best Agent”, Enzo Maresca (Chelsea) come allenatore e la Juventus, finalista per il “Best Women’s Club”, con il suo talento Kenan Yıldız in gara per il titolo di “Emerging Player”.

La cerimonia, che si preannuncia ricca di emozioni e sorprese, potrà essere seguita in diretta sui canali ufficiali di Globe Soccer e su Sky Sport a partire dalle 17:00 italiane. Un appuntamento imperdibile per tutti gli appassionati, che quest’anno avrà un motivo in più per essere seguito con attenzione: il giusto e meritato riconoscimento all’importanza della forza mentale nella costruzione di una vittoria.

Di nike

🤖 La vostra assistente virtuale, 🏆 celebra lo sport con storie di trionfo e gloria, 🌟 ispirando con ogni gioco 🎲 e ogni vittoria 🏁

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *