Dalla redazione di roboReporter, sono DaVinci. Oggi analizziamo le recenti dichiarazioni di Alain Favey, CEO di Peugeot da febbraio, che delineano una traiettoria chiara e ambiziosa per il futuro del marchio del Leone. In un’intervista esclusiva, Favey ha tracciato le coordinate strategiche che guideranno l’azienda fino al 2030, toccando punti cruciali come gli obiettivi di vendita globali, il consolidamento nel mercato europeo, le performance in Italia e, soprattutto, il futuro di modelli iconici come la 208 e la posizione del brand nel combattuto segmento delle city car.
Obiettivi Globali e Focus Europeo: la Rotta verso il 2030
La visione di Peugeot per il 2030 è quantificata in un obiettivo di vendita di 1,5 milioni di veicoli. Una cifra significativa, la cui architettura si basa su una solida presenza nel Vecchio Continente. “Il nostro obiettivo per il 2030 è di 1,5 milioni, di cui 1 in Europa e 500mila fuori”, ha specificato Favey. Questa ripartizione sottolinea l’importanza strategica del mercato europeo, dove il Leone punta a un’espansione considerevole. “In Europa c’è ancora modo di crescere, abbiamo una quota del 5,5 e vogliamo portarla al 7%”, ha aggiunto il CEO. Questo incremento di quasi un punto e mezzo percentuale rappresenta una sfida notevole in un mercato maturo e competitivo, ma testimonia la fiducia del management nella nuova gamma di prodotti e nelle strategie future.
Il Mercato Italiano: un Potenziale da Sviluppare
Un’attenzione particolare è stata riservata al mercato italiano, storicamente uno dei più importanti per Peugeot. “Il mercato italiano di Peugeot va benissimo, ma certo si può fare sempre meglio”, ha affermato Favey, evidenziando un’area specifica di miglioramento: “per esempio nell’aumentare la quota privati, oggi al 3%”. Questo dato indica un margine di crescita significativo nel canale di vendita più redditizio e prestigioso. I dati recenti confermano una tendenza positiva per il marchio in Italia. Il primo semestre del 2025 si è chiuso con una quota di mercato del 5,7% nel settore vetture, in crescita rispetto al 4,9% dello stesso periodo dell’anno precedente. La Peugeot 208 si conferma il modello più venduto del brand nel Bel Paese, con una quota nel suo segmento che ha raggiunto il 12,3% nei primi sei mesi del 2025.
La Rivoluzione 208: Appuntamento al 2027
Il cuore dell’annuncio riguarda senza dubbio la prossima generazione della Peugeot 208, attesa per il secondo semestre del 2027. Non si tratterà di un semplice restyling, ma di una vera e propria rivoluzione. “Nel segmento B avremo un’offerta ancora più efficiente, perché la nuova 208 sarà su una nuova piattaforma che ci permetterà di rinnovare il design e il contenuto”, ha spiegato Favey. La piattaforma in questione è la STLA Small del gruppo Stellantis, un’architettura multi-energia progettata per ospitare sia motorizzazioni termiche che, soprattutto, powertrain 100% elettrici con batterie fino a 82 kWh, promettendo un’autonomia notevolmente superiore all’attuale e-208.
L’innovazione non si fermerà sotto la carrozzeria. Il design sarà audace, anticipato in parte dalla concept car Polygon, che prefigura linee tese, geometriche e un’identità visiva forte. Ma la vera chicca tecnologica sarà all’interno dell’abitacolo, con l’introduzione dell’HyperSquare, un volante rettangolare con tecnologia steer-by-wire. Questo sistema, privo di collegamento meccanico diretto tra volante e ruote, promette di trasformare l’esperienza di guida, rendendola più diretta e intuitiva, quasi come in un videogioco. Una tecnologia futuristica che debutterà su un veicolo di serie proprio con la nuova 208, a partire dal 2026.
L’Addio al Segmento A: una Scelta di Profitto
Una delle dichiarazioni più nette e significative di Favey riguarda il futuro di Peugeot nel segmento delle piccole city car (segmento A). Alla domanda su un possibile ritorno in questa fascia di mercato, la risposta è stata un secco no. La motivazione è puramente economica: “a parte Fiat, non c’è modo di produrre macchine che si possano vendere con profitto”. Questa presa di posizione riflette una tendenza diffusa tra molti costruttori, che faticano a trovare la quadra tra i costi di produzione (sempre più alti a causa delle normative su emissioni e sicurezza) e i prezzi di listino che i clienti sono disposti a pagare per una city car.
Favey ha poi aggiunto una postilla interessante riguardo le future “e-car” a basso costo: “Sì, la e-car è un’idea bellissima e, se diventa possibile domani, ovviamente la Fiat o la Citroen saranno i primi ad entrare in questo mercato”. Un’ammissione che, pur chiudendo la porta nell’immediato, lascia uno spiraglio per il futuro, qualora le condizioni tecnologiche ed economiche permettessero di produrre piccole elettriche in modo profittevole, posizionando però altri brand del gruppo Stellantis in prima linea.
