L’Honduras ha un nuovo presidente: Nasry Juan “Tito” Asfura. Il candidato del Partito Nazionale, espressione della destra conservatrice, è stato ufficialmente proclamato vincitore delle elezioni generali dal Consiglio Nazionale Elettorale (CNE), ponendo fine a oltre tre settimane di spasmodica attesa, polemiche e tensioni che hanno tenuto con il fiato sospeso l’intera nazione centroamericana. La vittoria di Asfura, seppur di misura, segna il ritorno al potere della destra e delinea un nuovo capitolo politico per un paese profondamente diviso.
Un testa a testa fino all’ultimo voto
Il verdetto finale è giunto al termine di un processo di scrutinio complesso e contestato, che ha richiesto la verifica speciale di oltre 2.000 verbali elettorali a causa di errori e anomalie nella trasmissione dei dati. Con il 99,2% delle schede scrutinate, Asfura ha ottenuto il 40,27% dei consensi, superando per una manciata di voti il suo principale avversario, Salvador Nasralla del Partito Liberale (centro), che si è fermato al 39,39%. Un margine risicato che fotografa perfettamente un elettorato spaccato a metà e che preannuncia una presidenza complessa, chiamata a governare un paese politicamente polarizzato.
Al terzo posto si è classificata la candidata del partito di sinistra Libertà e Rifondazione (Libre), Rixi Moncada, erede politica della presidente uscente Xiomara Castro, che ha raccolto circa un quinto delle preferenze. Un risultato che segna un netto arretramento per la sinistra rispetto al trionfo del 2021 e che apre una fase di riflessione interna al partito.
Le reazioni: tra festeggiamenti e accuse di irregolarità
Subito dopo l’annuncio ufficiale, Asfura si è rivolto ai suoi sostenitori attraverso i social media: “Honduras, sono pronto a governare. Non vi deluderò”, ha scritto, mentre nella sede del suo comitato elettorale scoppiavano i festeggiamenti. Di tenore opposto la reazione dello sfidante, Salvador Nasralla, che ha ribadito le accuse di irregolarità durante il processo elettorale, pur escludendo, al momento, il ricorso a mobilitazioni di piazza che in passato hanno infiammato il paese. Dal canto suo, il CNE ha assicurato che l’intero processo si è svolto nel pieno rispetto della legge elettorale e che la proclamazione definitiva sarà pubblicata a breve sulla Gazzetta ufficiale.
Il plauso degli Stati Uniti e l’ombra di Trump
La vittoria di Asfura ha ricevuto l’immediato riconoscimento internazionale, in primis da parte degli Stati Uniti. Il Dipartimento di Stato si è congratulato con il presidente eletto per la “sua chiara vittoria elettorale”, sottolineando la volontà di collaborare con la nuova amministrazione per “portare avanti la cooperazione bilaterale e regionale e mettere fine all’immigrazione illegale negli Stati Uniti”. Washington ha inoltre invitato tutte le parti a rispettare il risultato per garantire una “pacifica transizione di autorità”.
È impossibile non notare come la vittoria di Asfura sia stata accolta con favore dall’area politica legata a Donald Trump, che durante la campagna elettorale aveva apertamente appoggiato il candidato conservatore. Questo legame politico potrebbe influenzare significativamente le future relazioni tra Tegucigalpa e Washington, soprattutto in un contesto regionale segnato da forte instabilità politica e da crescenti flussi migratori.
Chi è Nasry Asfura, il nuovo leader dell’Honduras
Conosciuto popolarmente come “Tito” o “Papi a la orden”, Nasry Asfura, classe 1958, è una figura politica di lungo corso. Membro del Partito Nazionale, è stato sindaco della capitale, Tegucigalpa, dal 2014 al 2022 e deputato al Congresso Nazionale. Di origini palestinesi, ha una formazione da ingegnere civile e una carriera nel settore delle costruzioni prima di dedicarsi a tempo pieno alla politica. La sua elezione arriva dopo una precedente candidatura alla presidenza nel 2021, quando fu sconfitto da Xiomara Castro.
Le sfide economiche e sociali che attendono il nuovo governo
Asfura eredita un paese che affronta sfide enormi. L’Honduras è una delle nazioni più povere dell’emisfero occidentale, con alti tassi di disuguaglianza, criminalità e corruzione. La stabilità economica, la creazione di opportunità di lavoro e la lotta alla violenza delle gang saranno tra le priorità assolute della sua agenda di governo. Inoltre, la gestione dei flussi migratori e il rafforzamento dello stato di diritto saranno temi cruciali per mantenere un rapporto solido e costruttivo con partner internazionali chiave, come gli Stati Uniti. Il nuovo presidente dovrà dimostrare una grande capacità di dialogo e mediazione per unire un paese diviso e guidarlo verso un futuro di maggiore stabilità e prosperità.
