Un’ombra cupa e minacciosa si allunga sul sistema carcerario venezuelano, e in particolare sulla prigione di massima sicurezza di El Rodeo I, situata a pochi chilometri da Caracas. Le denunce, sempre più circostanziate e allarmanti, provengono direttamente dai familiari dei prigionieri politici lì reclusi, tra i quali figura anche il cooperante italiano Alberto Trentini, arrestato il 15 novembre 2024. Le testimonianze, raccolte e amplificate da organizzazioni come l’Osservatorio Venezuelano delle Prigioni (OVP), dipingono un quadro di violazioni sistematiche dei diritti umani, che vanno da trattamenti crudeli e degradanti a esplicite minacce di morte.
“Se ci sarà un intervento straniero, vi uccideremo”
La denuncia più agghiacciante riguarda le minacce dirette ricevute dai detenuti da parte dei funzionari del carcere e degli agenti della Direzione Generale del Controspionaggio Militare (DGCIM), che gestisce la struttura. Secondo quanto riportato, ai prigionieri sarebbe stato detto senza mezzi termini: “Se gli Stati Uniti ci toccano sarete i primi a morire” e “Non illudetevi di farla franca, perché nessuno verrà a salvarvi. Di voi ci occuperemo personalmente”. Queste frasi, pronunciate in un clima di crescente tensione tra Caracas e Washington, trasformano i detenuti in veri e propri ostaggi, indicandoli come possibili “scudi umani” in caso di un’ipotetica operazione militare straniera. Si tratta di una minaccia brutale che si aggiunge a una pressione psicologica costante, utilizzata come strumento di controllo e intimidazione.
Condizioni di detenzione disumane
El Rodeo I è tristemente noto per essere un simbolo del sistema carcerario venezuelano. Costruito negli anni ’80, è un emblema di sovraffollamento, maltrattamenti e sistematica violazione delle norme internazionali. Le testimonianze parlano di:
- Isolamento prolungato: I prigionieri sono confinati in celle singole, con contatti quasi nulli con l’esterno.
- Restrizioni arbitrarie: Le visite dei familiari, l’assistenza medica e i contatti con gli avvocati difensori sono severamente limitati.
- Condizioni igienico-sanitarie precarie: Diverse ONG hanno denunciato la presenza di focolai di dengue e tubercolosi, oltre a una scarsa igiene e un’assistenza medica insufficiente.
- Alimentazione e acqua scarse: I detenuti soffrono di una “scarsa alimentazione” e avrebbero a disposizione solo “due minuti di acqua al giorno” per lavarsi.
Queste condizioni sono state definite “invivibili” e hanno portato a richieste di chiusura definitiva della struttura da parte di partiti di opposizione.
Il caso di Alberto Trentini e la “diplomazia degli ostaggi”
Il caso del cooperante italiano Alberto Trentini, 46 anni, arrestato senza accuse formali chiare, ha acceso i riflettori internazionali su El Rodeo I. La sua detenzione, come quella di decine di altri cittadini stranieri, viene interpretata da molti analisti come un esempio della cosiddetta “diplomazia degli ostaggi”, una strategia utilizzata dal governo di Nicolás Maduro per ottenere concessioni e legittimità politica sulla scena internazionale. Nonostante le rassicurazioni della Farnesina e una visita consolare avvenuta dopo mesi di silenzio, la situazione di Trentini rimane critica e la sua famiglia continua a lottare per la sua liberazione.
Sparizioni forzate e appello alla comunità internazionale
Particolarmente grave è la denuncia dell’OVP riguardo alla negazione ufficiale della custodia di alcuni detenuti. Pur sapendo che i loro familiari sono a El Rodeo I, le autorità negherebbero la loro presenza, creando un limbo legale che potrebbe configurare il crimine di sparizione forzata, come denunciato anche da Amnesty International in altri contesti venezuelani. Di fronte a questa drammatica situazione, le famiglie e le organizzazioni per i diritti umani rivolgono un accorato appello alla comunità internazionale, chiedendo di aumentare la pressione sul governo di Caracas affinché vengano rispettati i diritti fondamentali dei prigionieri e si ponga fine a queste pratiche disumane. La battaglia per la vita e la dignità di chi è recluso a El Rodeo I è una battaglia che riguarda tutti coloro che credono nei valori universali di giustizia e libertà.
