Majano (Udine) – Si apre uno spiraglio di luce nella vertenza che vede contrapposti i vertici della Snaidero Rino S.p.A. e le organizzazioni sindacali sul futuro del reparto verniciatura dello storico stabilimento di Majano. Al termine di un intenso incontro pomeridiano, è stata raggiunta un’intesa che ha portato alla revoca dello sciopero proclamato per le giornate del 29, 30 e 31 dicembre. Una decisione che allenta la tensione, ma non segna la fine della mobilitazione: lo stato di agitazione dei lavoratori, infatti, rimarrà aperto.

La notizia, formalizzata in una nota congiunta, rappresenta un primo, fondamentale passo verso la risoluzione di una crisi che minacciava di infiammare il finale d’anno per l’importante realtà industriale friulana, leader nella produzione di cucine. Il cuore della questione risiede nella decisione, comunicata dall’azienda, di voler chiudere ed esternalizzare il reparto verniciatura, una scelta che comporterebbe 28 esuberi su un totale di circa 260 dipendenti.

Il Contesto della Vertenza: Una Crisi che Viene da Lontano

La decisione di esternalizzare il reparto verniciatura è stata percepita dai sindacati e dai lavoratori come una “scelta unilaterale, inaccettabile nel metodo e nel merito”. Le segreterie territoriali di Feneal-Uil, Filca-Cisl e Fillea-Cgil avevano immediatamente proclamato lo stato di agitazione, denunciando la mancanza di un confronto preventivo e la comunicazione a ridosso delle festività natalizie e della scadenza del contratto di solidarietà, previsto per inizio febbraio.

I sindacati hanno sottolineato come questa mossa si inserisca in un lungo periodo di difficoltà per l’azienda, iniziato con l’ingresso del fondo Dea Capital come socio di maggioranza nel 2018. Da allora, secondo le rappresentanze dei lavoratori, si è assistito a un “massiccio utilizzo di ammortizzatori sociali” e a una continua riduzione del personale, con circa 100 uscite negli ultimi sette anni, senza un vero piano industriale di rilancio. Sotto accusa anche l’assenza di investimenti significativi, nonostante un’iniezione di liquidità da 15 milioni di euro da parte di Invitalia (agenzia controllata dal Ministero dell’Economia e socio pubblico insieme alla finanziaria regionale Friulia) a fine 2023.

La Tregua: Dialogo Aperto e Ruolo della Regione

L’incontro che ha portato alla revoca dello sciopero ha sancito l’avvio formale del dialogo sul futuro del reparto strategico. Le parti hanno concordato un punto cruciale: “Ogni decisione sulla gestione del reparto verniciatura sarà assunta solo a seguito di un successivo incontro in Regione e dopo un confronto serio tra l’Azienda e le Parti Sindacali”. Questo passaggio sposta l’asse della trattativa su un tavolo istituzionale, riconoscendo la necessità di una mediazione per trovare una soluzione condivisa.

La Regione Friuli Venezia Giulia si era già attivata, convocando un tavolo di crisi per il prossimo 9 gennaio. L’obiettivo, come dichiarato dagli assessori regionali al Lavoro e alle Attività Produttive, è quello di “fare piena chiarezza sulle scelte annunciate e verificare ogni possibile percorso utile alla tutela dei lavoratori e dell’occupazione”. L’intervento della Regione sarà quindi decisivo per comprendere le reali intenzioni dell’azienda e per esplorare alternative all’esternalizzazione che possano salvaguardare i posti di lavoro e il know-how interno, considerato un patrimonio per il territorio.

Le Posizioni in Campo

Da un lato, i sindacati (Fillea-Cgil, Filca-Cisl e Feneal-Uil) chiedono il ritiro completo della procedura di esternalizzazione e la presentazione di un piano industriale solido che garantisca investimenti e prospettive a lungo termine per lo stabilimento di Majano. Essi ritengono che esistano le condizioni per un rinnovo degli ammortizzatori sociali, rendendo ancora più incomprensibile la decisione aziendale.

Dall’altro, l’azienda, pur confermando la volontà di procedere con interventi volti a “rendere Snaidero competitiva e più efficiente sul mercato”, ha mostrato apertura al dialogo. In una nota precedente, la direzione aveva sottolineato come il piano industriale fosse “solido e coerente” e che le scelte previste fossero “necessarie per garantire sostenibilità e competitività nel medio-lungo periodo”, confermando la disponibilità a un “confronto costruttivo e responsabile”.

Ora, con lo sciopero revocato, si apre una fase di attesa e di preparazione al cruciale incontro del 9 gennaio. La tregua natalizia servirà alle parti per affinare le proprie strategie in vista di un confronto che si preannuncia complesso, ma dal quale dipenderà il futuro di 28 lavoratori e delle loro famiglie, oltre che un pezzo importante della storia industriale del Friuli.

Di atlante

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