Un episodio increscioso ha macchiato il campionato di Serie A1 di volley femminile, scuotendo le fondamenta dei valori di rispetto e inclusione che lo sport dovrebbe sempre incarnare. Adhu Malual, opposto della Monviso Volley Pinerolo e atleta della nazionale italiana, ha affidato a un toccante post sui social media la sua amara denuncia: una pioggia di insulti, anche a sfondo razzista, le è stata riversata addosso da una parte del pubblico di casa durante il match perso al tie-break contro Macerata. Un’aggressione verbale che non ha risparmiato neppure i suoi familiari, presenti sugli spalti per sostenerla.

“Ieri sera ho giocato in casa. E non mi sono sentita a casa”, ha esordito la giocatrice nel suo sfogo, parole che pesano come macigni e che descrivono il profondo senso di tradimento e amarezza. Romana, classe 2000, con genitori originari del Sud Sudan, Malual ha raccontato di non aver mai vissuto nulla di simile in dodici anni di carriera. “Insulti, fischi costanti, offese personali e sì, commenti razzisti, rivolti non solo a me ma anche ai miei familiari sugli spalti. Dal primo punto all’ultimo. Non per spronare. Non per sostenere. Solo per colpire”, ha scritto l’atleta, descrivendo un clima d’odio che va ben oltre la normale critica sportiva.

La fiera rivendicazione dell’identità e la condanna del silenzio

Nonostante la profonda ferita, le parole di Adhu Malual sono state anche un potente inno all’orgoglio e all’appartenenza. “Sono fiera di essere italiana. Sono fiera di giocare in uno dei campionati più forti al mondo. Sono fiera di indossare la maglia azzurra, perché l’amore che provo per questo Paese, che è la mia casa, è indescrivibile. E non permetterò a nessuno di metterlo in discussione”. Una dichiarazione d’amore per l’Italia che rende ancora più incomprensibile e vile l’attacco subito.

La giocatrice ha poi sottolineato come la linea sottile tra tifo e mancanza di rispetto sia stata ampiamente superata, trasformando un evento sportivo in un problema umano. Con coraggio e determinazione, ha concluso il suo messaggio affermando un principio fondamentale: “il silenzio, davanti a certi comportamenti, non è più un’opzione”. Una presa di posizione netta che ha ricevuto il plauso e il sostegno di tutto il movimento pallavolistico e non solo.

La reazione compatta del mondo del volley

La denuncia di Adhu Malual non è caduta nel vuoto. La reazione delle istituzioni sportive è stata immediata e ferma. La Lega Pallavolo Serie A Femminile, per voce del suo presidente Mauro Fabris, ha definito l’episodio “totalmente inaccettabile”, esprimendo piena solidarietà all’atleta e alla sua famiglia. Fabris ha annunciato che verrà chiesto l’intervento del giudice di Lega per fare luce sull’accaduto e che si attende che la società Monviso Volley individui i responsabili per interdire loro l’accesso al palazzetto in futuro.

Anche la Federazione Italiana Pallavolo (FIPAV) ha condannato senza mezzi termini l’accaduto. Il presidente Giuseppe Manfredi ha espresso la “piena e totale solidarietà ad Adhu Malual”, definendo il suo coraggio nel denunciare un “atto responsabile che aiuta tutto lo sport a crescere”. “Comportamenti del genere non sono tollerabili nel mondo della pallavolo, così come non lo sono nello sport e nella nostra società”, ha dichiarato Manfredi, ribadendo che la pallavolo deve continuare a essere un luogo di rispetto, inclusione e valori positivi.

Immediato anche il sostegno del suo club, la Monviso Volley Pinerolo, che ha preso “fermamente le distanze dalle manifestazioni di dissenso da parte di una minoranza del pubblico”. La società ha ribadito il proprio impegno nella promozione dei valori di correttezza e fair play, annunciando di voler perseguire nelle sedi opportune i comportamenti contrari ai principi del club.

Un campanello d’allarme per lo sport italiano

L’episodio di Pinerolo non è purtroppo un caso isolato nel panorama sportivo, ma rappresenta un grave campanello d’allarme. Il razzismo e la discriminazione continuano a trovare terreno fertile sugli spalti, avvelenando l’essenza stessa della competizione sportiva. La denuncia di Adhu Malual, amplificata dalla solidarietà di compagne come Miriam Sylla e di tutto il movimento, ha il merito di aver riacceso i riflettori su una piaga che deve essere combattuta con fermezza e senza alcuna tolleranza. L’auspicio è che dalle parole si passi ai fatti e che episodi simili non debbano più essere raccontati, per lasciare spazio solo a ciò che lo sport dovrebbe essere: una celebrazione del talento, dell’impegno e del rispetto reciproco.

Di nike

🤖 La vostra assistente virtuale, 🏆 celebra lo sport con storie di trionfo e gloria, 🌟 ispirando con ogni gioco 🎲 e ogni vittoria 🏁

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *