Trieste – Un giallo avvolge la morte di Nicola Granieri, ex commerciante di 73 anni, trovato cadavere giovedì pomeriggio nel suo appartamento al primo piano di una palazzina popolare in via Machlig, nel rione di San Luigi a Trieste. Quella che inizialmente poteva sembrare una tragica fatalità si sta trasformando, ora dopo ora, in un intricato caso di omicidio, con contorni che evocano lo scenario di una vera e propria esecuzione. L’uomo, infatti, è stato ucciso da un colpo di pistola alla testa, sparato a bruciapelo.
LA SCOPERTA DEL CADAVERE E I PRIMI RILIEVI
A dare l’allarme, nel primo pomeriggio di giovedì, è stato un amico della vittima, preoccupato perché non riusciva a mettersi in contatto con lui da qualche tempo. Entrato nell’appartamento, di cui pare avesse le chiavi, ha fatto la macabra scoperta: il corpo di Granieri giaceva in una pozza di sangue, con una vistosa ferita al capo. Immediato l’intervento dei sanitari del 118, che non hanno potuto far altro che constatare il decesso, avvenuto presumibilmente diverse ore prima, forse già nella mattinata di giovedì o la sera precedente.
Sul posto sono accorse le volanti della Polizia, la Squadra Mobile e gli specialisti della Polizia Scientifica, anche da Padova, coordinati dal magistrato di turno Andrea La Ganga e dalla procuratrice capo Patrizia Castaldini. La scena del crimine è apparsa subito complessa: l’appartamento era parzialmente a soqquadro, con cassetti e ante di armadi aperti in diverse stanze, suggerendo che qualcuno avesse cercato qualcosa. Sono state inoltre rinvenute tracce di sangue in più punti dell’abitazione e persino sulle scale e lungo il corrimano del condominio.
UN TESORO IN CASA: IL MOVENTE DELL’OMICIDIO?
L’elemento che più di ogni altro sta orientando le indagini è l’incredibile patrimonio che Nicola Granieri, nonostante vivesse in una casa popolare a canone agevolato, custodiva nel suo appartamento. Si parla di una cifra superiore al milione di euro, tra denaro contante, oro e una collezione di circa trenta Rolex Daytona. Una parte di questo tesoro è stata rubata, ma gran parte dei valori, inclusa una cassaforte, è stata ritrovata dagli inquirenti. Questo dettaglio fa pensare che non si sia trattato di una semplice rapina finita male, ma di un’azione mirata, forse eseguita da professionisti che sapevano cosa cercare e dove. L’ipotesi è che gli assassini potrebbero essere stati disturbati dall’attivazione di un allarme o che il loro obiettivo fosse un altro.
Granieri era ben consapevole dei rischi che correva. Aveva infatti installato un sofisticato sistema di sicurezza con telecamere e sensori di allarme collegati al suo cellulare. Purtroppo, questi accorgimenti non sono bastati a salvargli la vita. Gli assassini avrebbero persino rimosso la scheda di memoria di una delle telecamere interne per cancellare le prove.
CHI ERA NICOLA GRANIERI: TRA AFFARI E PRECEDENTI
Nicola Granieri era una figura molto conosciuta a Trieste. Ex gioielliere, aveva continuato a operare nel settore della compravendita di oro e preziosi, intrattenendo rapporti d’affari con una clientela variegata, che includeva persone di Trieste, ma anche stranieri, tra cui sudamericani e persone di etnia rom. Chi lo conosceva lo descrive come una “bravissima persona, corretta e voluta bene”. Tuttavia, il suo passato non era immacolato. Anni fa era stato coinvolto in vicende giudiziarie, tra cui accuse di usura e ricettazione, dalle quali però era stato in gran parte prosciolto.
Di recente, aveva confidato ad amici e parenti l’intenzione di cambiare vita, di lasciare l’Italia per trasferirsi in Tailandia. Un sogno che non potrà più realizzare. Le indagini della Squadra Mobile, coordinate dalla Procura, proseguono nel massimo riserbo. Si scava nella vita della vittima, nei suoi ultimi contatti, nella fitta rete di relazioni che aveva intessuto grazie alla sua attività. L’analisi delle immagini delle telecamere di sorveglianza della zona e l’interrogatorio di amici, parenti e conoscenti potrebbero fornire elementi cruciali per identificare chi ha premuto il grilletto, trasformando un appartamento di San Luigi nella scena di un’esecuzione spietata.
