Dalla nostra redazione Scienze e Motori – Un silenzio carico di tensione ha sostituito il rombo atteso dei motori. A soli 58 secondi dal decollo, il conto alla rovescia della missione New Shepard NS-37 di Blue Origin è stato bruscamente interrotto. Un sogno, quello di portare la prima persona disabile oltre la linea di Kármán, è stato messo in pausa. Dal deserto del Texas, la compagnia spaziale di Jeff Bezos ha comunicato lo stop della missione che avrebbe segnato una pietra miliare per l’inclusività nei viaggi spaziali.
L’equipaggio, un eterogeneo gruppo di sei civili, era già a bordo della capsula, pronto a vivere i dieci minuti più intensi della propria vita. Tra loro, il volto simbolo di questa missione: Michaela “Michi” Benthaus, giovane e brillante ingegnere aerospaziale e meccatronico di nazionalità tedesca, attualmente in forza all’Agenzia Spaziale Europea (ESA). Vittima di un incidente in mountain bike nel 2018 che le ha causato una lesione spinale, Michaela non ha mai abbandonato il suo sogno di bambina, lavorando con tenacia per dimostrare che le barriere fisiche non possono e non devono limitare l’accesso allo spazio. La sua partecipazione, frutto anche del supporto dell’ex dirigente di SpaceX Hans Koenigsmann, era destinata a diventare un potente messaggio di speranza e determinazione.
Cronaca di un Lancio Mancato: Vento e Controlli Tecnici
Il decollo era previsto dal Launch Site One, la base privata di Blue Origin nel Texas occidentale. La giornata, tuttavia, si è rivelata più complessa del previsto. Un primo stop al countdown è avvenuto a T-10 minuti, a causa di venti forti in quota, un fattore critico che può compromettere la stabilità del vettore durante la fase di ascesa. Dal punto di vista della fisica, elevate velocità del vento, specialmente in direzioni variabili (wind shear), possono imporre stress strutturali insostenibili su un razzo che attraversa gli strati più densi dell’atmosfera.
Dopo una prima valutazione e la successiva ripresa delle operazioni, la doccia fredda è arrivata a meno di un minuto dal via. Un allarme generato dai sistemi di controllo automatici del razzo ha imposto l’abort definitivo del lancio per la giornata. “Abbiamo osservato un problema con i nostri controlli integrati prima del volo,” ha comunicato laconicamente un portavoce di Blue Origin, senza fornire ulteriori dettagli sulla natura specifica dell’anomalia tecnica. La compagnia ha poi confermato sui propri canali social: “Stiamo valutando la prossima opportunità di lancio”, una prassi standard che pone la sicurezza come priorità assoluta, un valore non negoziabile nell’ingegneria aerospaziale.
Un Equipaggio Eterogeneo con un Obiettivo Comune
Con Michaela Benthaus, a terra è rimasto un equipaggio che rappresenta perfettamente la nuova era del turismo spaziale, un mix di competenze, passioni e visioni imprenditoriali. Ecco chi sono gli altri cinque passeggeri della missione NS-37:
- Hans Koenigsmann: Una figura di spicco nel settore. Ingegnere tedesco ed ex vicepresidente per l’affidabilità di costruzione e volo di SpaceX, ha avuto un ruolo chiave nello sviluppo dei razzi Falcon. La sua presenza a bordo di un veicolo della diretta concorrenza non è solo un aneddoto curioso, ma testimonia un interesse trasversale per il progresso del volo umano e un legame speciale con Michaela, che ha aiutato a realizzare questo sogno.
- Joey Hyde: Investitore e fisico, con un background che unisce finanza e scienza.
- Neal Milch: Imprenditore con un forte interesse per la scienza, tanto da volerlo simboleggiare con una molecola di DNA nella patch ufficiale della missione.
- Adonis Pouroulis: Imprenditore e ingegnere minerario di origine sudafricana.
- Jason Stansell: Un autoproclamato ‘nerd dello spazio’, a rappresentare la passione pura e disinteressata che anima tantissimi appassionati in tutto il mondo.
La Fisica di un Sogno: Il Volo Suborbitale del New Shepard
Ma cosa avrebbero vissuto i sei passeggeri? Il volo del New Shepard è un concentrato di fisica e ingegneria della durata di circa 11 minuti. Il sistema, completamente riutilizzabile, è composto da un booster a propellente liquido (idrogeno e ossigeno, il cui unico prodotto di combustione è vapore acqueo) e una capsula pressurizzata per sei persone.
Dopo il decollo verticale, il razzo spinge la capsula fino a un’altitudine di circa 100 chilometri, superando la linea di Kármán, il confine convenzionale tra l’atmosfera terrestre e lo spazio esterno. A quel punto, la capsula si separa dal booster, che inizia la sua discesa controllata per atterrare verticalmente sulla piattaforma. I passeggeri, nel frattempo, possono slacciarsi le cinture per sperimentare circa tre minuti di microgravità, fluttuando liberamente all’interno della cabina e ammirando la curvatura terrestre e il buio profondo dello spazio attraverso i finestrini più ampi mai installati su un veicolo spaziale. Il rientro è affidato a un sistema di tre grandi paracadute che rallentano la discesa fino a un morbido atterraggio nel deserto.
L’Attesa e il Futuro: La Sicurezza Prima di Tutto
Il rinvio, seppur deludente per l’equipaggio e per il pubblico, è una dimostrazione della maturità e della cultura della sicurezza che governa il settore aerospaziale. Ogni anomalia, anche la più piccola, viene analizzata con il massimo rigore. Blue Origin ha successivamente riprogrammato e completato con successo il volo, trasformando l’attesa in un trionfo. Il 20 dicembre, Michaela Benthaus è diventata ufficialmente la prima utente di sedia a rotelle a raggiungere lo spazio, realizzando il suo sogno e aprendo una nuova, importantissima porta per il futuro dell’esplorazione umana. La sua risata, come ha raccontato dopo il volo, ha riempito la capsula per tutta la salita, simbolo di una gioia incontenibile e di una barriera finalmente abbattuta.
