Mosca si è svegliata questa mattina, 22 dicembre, sotto il fragore di un’esplosione che ha scosso le fondamenta della sicurezza nazionale russa. Il tenente generale Fanil Sarvarov, 56 anni, capo della Direzione per l’Addestramento operativo dello Stato Maggiore, è stato ucciso in un attentato dinamitardo nel settore meridionale della capitale. Un ordigno, piazzato sotto la sua automobile, una Kia Sorento, è detonato nelle prime ore della mattina in via Yasenevaya, nel quartiere di Jasenovo, provocando la morte dell’alto ufficiale, deceduto in ospedale per le gravissime ferite riportate.
Le autorità russe hanno immediatamente aperto un’indagine per “omicidio” e traffico illecito di esplosivi. La portavoce del Comitato investigativo russo, Svetlana Petrenko, citata dall’agenzia di stampa Tass, ha dichiarato che una delle piste principali seguite dagli inquirenti è quella di un coinvolgimento dei “servizi speciali ucraini”. Sebbene al momento non ci siano state rivendicazioni ufficiali da parte di Kiev, il sospetto di Mosca si inserisce in un contesto di accuse ricorrenti nei confronti dell’Ucraina per una serie di attacchi mirati avvenuti sul suolo russo dall’inizio del conflitto.
I dettagli dell’attentato
Secondo le prime ricostruzioni, l’ordigno artigianale, equivalente a circa 300 grammi di tritolo, era stato fissato con un magnete sotto il telaio della vettura del generale. L’esplosione sarebbe avvenuta poco dopo la messa in moto del veicolo, investendo la parte anteriore. Testimoni oculari hanno riferito di un forte boato intorno alle 6:50 del mattino (ora locale), inizialmente scambiato per l’esplosione di un drone. Sarvarov è stato trasportato d’urgenza in ospedale, ma le ferite da schegge si sono rivelate fatali.
Chi era Fanil Sarvarov: un veterano pluridecorato
Nato nel 1969 nella regione di Perm, negli Urali, Fanil Sarvarov era una figura di spicco dell’apparato militare russo. La sua era una carriera di altissimo livello, segnata da una solida formazione accademica presso la Scuola Superiore di Comando dei Carri Armati di Kazan, l’Accademia Militare delle Forze Corazzate e l’Accademia Militare dello Stato Maggiore. Veterano di numerosi conflitti, tra il 1992 e il 2003 aveva partecipato alle operazioni nel conflitto osseto-inguscio e alla campagna antiterrorismo in Cecenia. Più recentemente, tra il 2015 e il 2016, aveva avuto un ruolo chiave nell’intervento militare russo in Siria.
Dal 2016 ricopriva il ruolo di capo della Direzione per la Preparazione Operativa, un reparto cruciale dello Stato Maggiore per la pianificazione e lo sviluppo della dottrina militare. Per i suoi meriti, era stato insignito di numerose onorificenze, tra cui l’Ordine del Coraggio e l’Ordine “Al Merito della Patria”. Nel 2024, il presidente Vladimir Putin gli aveva conferito il grado di tenente generale. In seguito alla sua partecipazione all’invasione dell’Ucraina, il suo nome era stato inserito nell’elenco dei presunti “criminali di guerra” dal portale web ucraino “Mirotvorets”.
Una scia di attentati nel cuore della Russia
L’omicidio del generale Sarvarov non è un episodio isolato, ma si inserisce in una preoccupante sequenza di attacchi mirati contro figure di alto profilo in Russia. Questa escalation di violenza ha alimentato un clima di crescente insicurezza nella capitale.
- Aprile 2025: Il generale Yaroslav Moskalik, vice capo della direzione operativa principale dello Stato Maggiore, viene ucciso in un attentato con autobomba vicino a Mosca.
- Dicembre 2024: Il tenente generale Igor Kirillov, comandante delle forze di difesa radiologica, chimica e biologica, perde la vita a Mosca a causa dell’esplosione di uno scooter elettrico-bomba. In quell’occasione, una fonte ucraina rivelò alla BBC che l’omicidio era opera dei servizi di sicurezza ucraini (SBU), sebbene non vi sia mai stata una conferma ufficiale.
- Aprile 2023: Il blogger militare Maxim Fomin (noto come Vladlen Tatarsky) viene ucciso a San Pietroburgo dall’esplosione di una statuetta che gli era stata donata.
- Agosto 2022: Daria Dugina, figlia dell’ideologo ultranazionalista Alexander Dugin, muore in un attentato con autobomba.
Le possibili ripercussioni e il silenzio di Kiev
Al momento, le autorità ucraine non hanno rilasciato commenti ufficiali sull’accaduto. Questo silenzio è una prassi consolidata: Kiev raramente rivendica la responsabilità di attacchi sul territorio russo, lasciando un velo di ambiguità. Le autorità di Mosca, tuttavia, non esitano a puntare il dito, suggerendo che la tempistica dell’omicidio, in concomitanza con recenti sviluppi diplomatici per una soluzione del conflitto, potrebbe non essere casuale. L’assassinio di una figura militare del calibro di Sarvarov rappresenta un colpo significativo per il Cremlino, non solo dal punto di vista operativo ma anche simbolico, dimostrando una vulnerabilità nel cuore stesso del potere russo. L’episodio rischia di inasprire ulteriormente le tensioni e di avere ripercussioni sulle già complesse dinamiche del conflitto in corso.
