ROMA – Un quadro complesso, denso di sfide e necessità urgenti, emerge con forza dal secondo confronto tra giovani con background migratorio e le istituzioni italiane, organizzato dall’Unicef in occasione della Giornata Internazionale del Migrante. I dati, raccolti attraverso la piattaforma di partecipazione giovanile U-Report On The Move, dipingono una realtà in cui l’accesso a opportunità, supporto e informazione rimane un percorso a ostacoli per migliaia di ragazzi e ragazze che cercano di costruire il proprio futuro in Italia. L’indagine, che ha coinvolto 1.289 giovani tra i 15 e i 19 anni, si è concentrata su tre aree tematiche cruciali: l’orientamento al lavoro, la salute mentale e la violenza di genere.
Lavoro e Formazione: Oltre la Metà dei Giovani Senza Informazioni Sufficienti
L’integrazione nel tessuto sociale ed economico del Paese passa inevitabilmente dal mondo del lavoro e della formazione. Eppure, i dati del sondaggio Unicef rivelano una profonda lacuna informativa. Il 55% dei giovani intervistati dichiara di aver ricevuto informazioni insufficienti (23%) o di non averne ricevute affatto (32%) riguardo alle opportunità formative e lavorative. Questa carenza si traduce in una difficoltà concreta nel pianificare il proprio percorso professionale.
Ancora più allarmante è la percezione di solitudine nel proprio cammino: solo quattro giovani su dieci si sono sentiti adeguatamente supportati nel perseguire i propri obiettivi, mentre la metà esatta del campione lamenta un sostegno insufficiente. Questa vulnerabilità espone i giovani a rischi significativi, come dimostra il dato sconcertante sul lavoro irregolare: ben il 44% dei partecipanti ha dichiarato di aver lavorato senza un contratto regolare almeno una volta. Un fenomeno che non solo nega diritti e tutele fondamentali, ma alimenta un ciclo di precarietà e sfruttamento.
Salute Mentale: Un Bisogno di Ascolto e Supporto Emotivo
Il percorso migratorio e il processo di integrazione possono avere un impatto profondo sul benessere psicologico. Sebbene la metà dei giovani (5 su 10) affermi di sentirsi ascoltata, emerge una quota significativa che vive un sentimento di esclusione e invisibilità: il 13% si sente raramente ascoltato e un preoccupante 10% non si sente mai ascoltato. Questo senso di isolamento è aggravato dalla mancanza di un supporto emotivo costante.
Solo il 23% dei ragazzi e delle ragazze percepisce un sostegno continuo, mentre la maggioranza, il 49%, lo avverte solo “a volte”. Un pesante 28% dichiara di non sentirsi sostenuto affatto. Questi numeri evidenziano l’urgenza di potenziare i servizi di supporto psicologico e di creare spazi sicuri dove i giovani possano esprimere le proprie fragilità senza timore del giudizio.
Violenza di Genere e Sicurezza Online: La Conoscenza come Prima Difesa
Un altro capitolo critico riguarda la consapevolezza sulla violenza di genere. Appena il 52% dei giovani intervistati ha una comprensione chiara di cosa essa significhi. Questa mancanza di conoscenza rappresenta un grave rischio, poiché impedisce di riconoscere situazioni di abuso, discriminazione o violenza, sia subita che agita.
La scarsa informazione si estende anche alla conoscenza dei servizi di protezione e aiuto: solo il 35% sa a chi rivolgersi in caso di necessità e appena il 36% è a conoscenza dei servizi anti-violenza presenti sul proprio territorio. Un dato particolarmente attuale e preoccupante è la limitata percezione dei rischi online: due rispondenti su dieci non ritengono che la violenza di genere possa manifestarsi anche nel mondo digitale. Ciò sottolinea la necessità impellente di rafforzare l’educazione alla cittadinanza digitale e alla prevenzione della violenza online, un fenomeno in costante crescita.
Il Dialogo con le Istituzioni: La Voce dei Giovani per Politiche più Efficaci
L’incontro ha rappresentato un momento fondamentale di dialogo diretto, guidato dallo Steering Group di U-Report, un team di giovani che promuove la partecipazione attiva dei propri pari nei processi decisionali. Le loro voci hanno portato all’attenzione delle istituzioni presenti una serie di raccomandazioni concrete:
- Informazioni chiare e accessibili: La necessità di ricevere comunicazioni adattate per lingua, età e genere, che garantiscano la piena conoscenza dei propri diritti e dei servizi disponibili.
- Formazione per gli operatori: La richiesta di promuovere percorsi formativi per tutti gli operatori e le operatrici che lavorano a contatto con minori stranieri non accompagnati e giovani adulti, per migliorare la qualità dell’accoglienza.
- Spazi di partecipazione: La creazione di luoghi e momenti stabili di dialogo per assicurare che le politiche di inclusione siano costruite a partire dai bisogni reali espressi dai diretti interessati.
All’appello hanno risposto importanti rappresentanti istituzionali, tra cui quelli del Ministero dell’Interno, del Lavoro, dell’Istruzione e della Salute, oltre a membri della Commissione Europea e dell’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali (Unar).
“Ogni volta che ascoltiamo la voce di minorenni non accompagnati e giovani presenti in Italia, facciamo un passo avanti per capire le loro sfide e costruire politiche di accoglienza più inclusive e rispondenti ai loro bisogni”, ha dichiarato Nicola Dell’Arciprete, Coordinatore in Italia dell’Ufficio Unicef per l’Europa e l’Asia centrale. “La strada è lunga ma la presenza delle istituzioni all’incontro di oggi costituisce un momento importante per realizzare concretamente i diritti oltre che le aspirazioni di ragazze e ragazzi”.
