Una vera e propria rivoluzione scuote le fondamenta del calcio africano. Con una mossa destinata a ridisegnare il calendario e le gerarchie del football continentale e internazionale, il presidente della Confederazione Africana di Calcio (CAF), Patrice Motsepe, ha annunciato due novità di portata storica: la Coppa d’Africa, a partire dal 2028, si terrà ogni quattro anni, e dal 2029 nascerà la Lega delle Nazioni Africane, una competizione annuale. L’annuncio è arrivato durante una conferenza stampa a Rabat, in Marocco, alla vigilia della partita inaugurale dell’edizione 2025 del torneo.
Coppa d’Africa: fine di un’era, inizio di una nuova strategia
La decisione di abbandonare la cadenza biennale per la Coppa d’Africa, in vigore fin dalla prima edizione del 1957, rappresenta un cambiamento epocale. L’obiettivo primario, come spiegato da Motsepe, è quello di “armonizzare il calendario del calcio africano con quello mondiale”. Questa modifica è parte di uno sforzo più ampio per ristrutturare il calcio nel continente, cercando di ridurre le storiche frizioni con i club, soprattutto europei, costretti a cedere i loro giocatori chiave nel pieno della stagione. La cadenza biennale, infatti, è stata a lungo oggetto di polemiche, creando un conflitto di interessi tra le nazionali e le squadre di club.
Il percorso di transizione è già stato delineato. L’edizione del 2027 si svolgerà regolarmente, ospitata congiuntamente da Kenya, Tanzania e Uganda. Sarà un evento storico, essendo la prima volta che la competizione viene ospitata da tre nazioni e segnando il ritorno del torneo nell’Africa orientale dopo 51 anni. La successiva edizione, anziché nel 2029, verrà anticipata al 2028, inaugurando così il nuovo ciclo quadriennale. La Coppa d’Africa successiva si terrà quindi nel 2032.
Nasce la Lega delle Nazioni Africane: più competizione e risorse
Per colmare il vuoto lasciato dalla nuova cadenza della Coppa d’Africa e per garantire una competizione costante ad alto livello, la CAF ha annunciato la creazione della Lega delle Nazioni Africane. Ispirata al modello di successo della UEFA Nations League, questa nuova competizione prenderà il via nel 2029 e si disputerà con cadenza annuale.
“Dopo la Coppa del Mondo per Club FIFA del 2029, avremo la prima Lega delle Nazioni Africane… con più montepremi, più risorse, più competizione”, ha dichiarato Motsepe. Questo nuovo torneo coinvolgerà tutte le 54 nazioni affiliate alla CAF e sarà strutturato con una suddivisione in quattro zone geografiche, con le fasi finali previste a novembre. L’obiettivo è duplice: da un lato, aumentare la competitività tra le nazionali, offrendo loro un maggior numero di partite ufficiali; dall’altro, generare nuove e significative entrate economiche, garantendo una maggiore indipendenza finanziaria alla confederazione. “Storicamente, la Coppa d’Africa era la nostra principale fonte di risorse, ma ora avremo entrate ogni anno”, ha aggiunto il presidente della CAF.
Le implicazioni della riforma: un nuovo equilibrio per il calcio africano
Questa doppia riforma è destinata a produrre effetti significativi a più livelli. Innanzitutto, l’allineamento al calendario internazionale dovrebbe rendere la Coppa d’Africa un evento ancora più prestigioso e atteso, sul modello dei Campionati Europei e della Copa América. La cadenza quadriennale potrebbe aumentarne l’esclusività e il valore mediatico.
In secondo luogo, la creazione della Nations League offre una piattaforma costante di confronto per le nazionali, che potranno così migliorare il proprio livello tecnico e tattico. Questo, unito a maggiori risorse economiche, potrebbe favorire lo sviluppo del calcio di base e delle infrastrutture in tutto il continente. Per incentivare ulteriormente la competitività, la CAF ha già annunciato un aumento del montepremi per la nazionale vincitrice della Coppa d’Africa, che passerà dagli attuali 7 a 10 milioni di dollari.
Infine, la mossa della CAF, supportata dalla FIFA, come testimoniato dalla presenza del segretario generale Mattias Grafström all’annuncio, si inserisce in un contesto globale di riorganizzazione dei calendari. Si cerca un equilibrio più sostenibile che tuteli la salute dei calciatori, sempre più oberati di impegni, e che al contempo valorizzi le competizioni per nazionali senza penalizzare eccessivamente i club. Una sfida complessa, ma che la CAF ha deciso di affrontare con coraggio, aprendo una nuova, ambiziosa era per il calcio africano.
