Una notte da predestinato, di quelle che si incidono a fuoco nella leggenda di un club. Matvej Safonov, portiere russo del Paris Saint-Germain, ha scritto la pagina più importante della storia recente del club parigino, trascinandolo alla conquista della sua prima Coppa Intercontinentale. Nella finale disputata all’Ahmed bin Ali Stadium di Al Rayyan, in Qatar, contro i brasiliani del Flamengo, Safonov si è eretto a muro invalicabile durante la lotteria dei calci di rigore, neutralizzando ben quattro conclusioni su cinque e regalando il trofeo ai suoi. Una prestazione monumentale che non solo consacra il suo talento, ma scuote dalle fondamenta le gerarchie della porta parigina e porta alla luce le complesse e delicate dinamiche di uno spogliatoio diviso tra rivalità sportive e tensioni geopolitiche.
Una Finale Decisa dal Dischetto: L’impresa di Safonov
La partita contro il Flamengo, campione della Copa Libertadores, è stata tesa ed equilibrata, concludendosi sull’1-1 dopo i tempi supplementari. Al vantaggio parigino siglato da Khvicha Kvaratskhelia al 38′ su assist di Doué, ha risposto Jorginho su calcio di rigore al 62′. Con il risultato bloccato, la sfida si è protratta fino alla lotteria dei rigori, il palcoscenico perfetto per l’inatteso eroe della serata. Safonov ha ipnotizzato i tiratori del Flamengo, parando i tentativi di Saúl, Pedro, Léo Pereira e Luiz Araújo. A nulla sono valsi gli errori iniziali dal dischetto di Dembélé e Barcola per il PSG, poiché le reti di Vitinha e Nuno Mendes sono state sufficienti per assicurare la vittoria per 2-1 nella serie finale.
Un elemento narrativo che aggiunge un alone quasi mitico alla sua impresa è stato l’asciugamano che il portiere consultava prima di ogni tiro. Nascosta al suo interno, una tabella dettagliata con le indicazioni sui rigoristi avversari, un “trucco” che ha scatenato la curiosità dei media e che dimostra la meticolosa preparazione del portiere e dello staff di Luis Enrique. Lo stesso allenatore spagnolo, a fine gara, si è detto sbalordito: “È la prima volta che vedo un portiere parare quattro rigori in una serie”.
Il Dualismo con Chevalier e la Grana per Luis Enrique
La prestazione di Safonov non è passata inosservata e ora pone l’allenatore Luis Enrique di fronte a una scelta difficile. Arrivato in estate dal Lille per una cifra importante, Lucas Chevalier era stato designato come il portiere titolare per sostituire Gianluigi Donnarumma, trasferitosi al Manchester City. Tuttavia, un lieve infortunio alla caviglia ha tenuto fuori il francese nell’ultimo mese, spalancando le porte a Safonov. Il portiere russo ha sfruttato l’occasione, mostrando sicurezza e personalità, tanto che Luis Enrique ha continuato a dargli fiducia anche dopo il rientro di Chevalier.
La notte di Doha ha inevitabilmente spostato gli equilibri. A fine partita, mentre tutta la squadra celebrava l’eroe della serata, l’espressione di Chevalier tradiva una comprensibile delusione. Il tecnico spagnolo, incalzato dai giornalisti sulla questione delle gerarchie, ha cercato di glissare: “Pensate che sia il momento di parlare di questo?”. Una risposta che, tuttavia, non fa che alimentare le speculazioni su una convivenza che si preannuncia complicata.
L’Ombra della Guerra: La Difficile Convivenza con Zabarnyj
Se la rivalità con Chevalier rientra nelle classiche dinamiche di spogliatoio, ben più complessa e delicata è la situazione con il difensore ucraino Illja Zabarnyj. Arrivato in estate dal Bournemouth per oltre 60 milioni di euro, Zabarnyj è il primo calciatore ucraino nella storia del PSG. La sua presenza, accanto a quella del russo Safonov, ha portato l’eco del conflitto tra Russia e Ucraina all’interno del centro sportivo di Camp des Loges.
Secondo indiscrezioni, già in estate Zabarnyj, nativo di Kiev, avrebbe chiesto la cessione di Safonov come condizione per la sua firma, richiesta respinta dal club. Il rapporto tra i due è stato definito “esclusivamente professionale”, con il difensore che ha sempre mantenuto una posizione molto netta, sostenendo la necessità di isolare il calcio russo a livello internazionale finché la guerra continuerà. Le tensioni, seppur gestite con diplomazia da Luis Enrique, rimangono latenti, come dimostra l’assenza di Zabarnyj dagli abbracci al compagno dopo l’impresa in Coppa Intercontinentale.
Chi è Matvej Safonov: Dal Prodigio degli Scacchi al Tetto del Mondo
Nato a Krasnodar il 25 febbraio 1999, lo stesso giorno di Donnarumma, Matvej Safonov è un talento poliedrico. Prima di dedicarsi al calcio, eccelleva in discipline come l’algebra, gli scacchi, il nuoto e il taekwondo. Scoperto da osservatori della squadra locale, ha compiuto tutta la trafila nelle giovanili del Krasnodar, diventandone un simbolo e capitano. Il suo trasferimento al PSG nel 2024 per circa 20 milioni di euro è stato il coronamento di un percorso di crescita costante.
Nonostante un ruolo iniziale da secondo, prima di Donnarumma e poi di Chevalier, Safonov non ha mai nascosto la sua ambizione. La notte di Doha rappresenta la sua definitiva consacrazione, un trionfo personale che si intreccia con le complesse vicende di una squadra che, ora, dovrà gestire equilibri sempre più precari. La vittoria della Coppa Intercontinentale è un trionfo storico per il PSG, ma per Luis Enrique la vera sfida inizia adesso: trasformare una notte da eroe solitario nel prologo di un successo collettivo, gestendo dualismi e tensioni che rischiano di minare l’armonia del gruppo.
