Alta Tensione nella Maggioranza sulla Gestione dei Condomini
Un’inattesa frattura si apre nel cuore della maggioranza di governo sulla proposta di legge 2692/2025, la cosiddetta “riforma bis del condominio”, presentata da Fratelli d’Italia con l’obiettivo dichiarato di tutelare i proprietari e i condomini onesti da gestioni poco trasparenti. L’iniziativa legislativa, depositata a novembre 2025 e presentata ufficialmente il 17 dicembre alla Camera, sta però incontrando un muro di critiche non solo dalle opposizioni, ma soprattutto dagli alleati, Lega e Forza Italia, che ne contestano alcuni punti chiave ritenuti penalizzanti per i cittadini. Il clima di tensione è tale da mettere a rischio l’intero iter parlamentare del provvedimento.
Le Criticità Sollevate da Lega e Forza Italia
Il Carroccio, attraverso fonti interne e le parole dirette del vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, ha espresso una netta contrarietà. “La riforma bis del condominio, così come ipotizzata dalla proposta di legge 2692, presenta evidenti criticità e non è condivisa dalla Lega”, fanno sapere dal partito. Salvini, intervenendo su Rtl 102.5, ha rincarato la dose, elencando i punti inaccettabili: “niente allungamento dell’età pensionabile, niente rivalsa su chi riscatta la laurea, niente nuove norme, nuova burocrazia per i condomini e per gli inquilini che adempiono al loro dovere”. Anche Forza Italia si è unita al coro dei dubbiosi, sollevando perplessità in particolare su un aspetto molto controverso: la responsabilità dei condomini virtuosi per le morosità altrui. “A pagare non può essere chi non è moroso”, è la linea sottolineata dal partito. Addirittura, il senatore forzista Roberto Rosso ha annunciato la presentazione di una proposta di riforma alternativa a gennaio, basata su “semplificazione, buona gestione e riduzione dei costi”.
Cosa Prevede la Contestata Proposta di Legge 2692/2025
Ma quali sono i punti della proposta, a prima firma dell’On. Elisabetta Gardini (FdI), che stanno infiammando il dibattito politico? La riforma, la più organica dal 2012, mira a una profonda revisione della disciplina che governa la vita di oltre 45 milioni di italiani. Tra le novità più significative e discusse vi sono:
- Responsabilità per i morosi: Questo è forse il nodo più spinoso. La proposta prevede che i creditori del condominio, in caso di mancato pagamento da parte di un condomino, possano rivalersi direttamente sul conto corrente condominiale e, se insufficiente, anche sui beni dei proprietari in regola con i pagamenti, in proporzione ai millesimi. Questi ultimi potrebbero poi esercitare un’azione di regresso nei confronti del reale debitore, ma la misura è vista come una “stangata” per chi è onesto.
- Requisiti per gli amministratori: Per professionalizzare la figura, si introduce l’obbligo di possedere una laurea, anche triennale, in materie economiche, giuridiche o tecnico-scientifiche. Verrebbe istituito un elenco nazionale presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy a cui amministratori e revisori dovrebbero obbligatoriamente iscriversi. Sono previste clausole di salvaguardia per chi già esercita ed è iscritto ad albi professionali.
- Revisore contabile: Nei condomini con più di 20 proprietari diventerebbe obbligatoria la nomina di un revisore contabile indipendente, con il compito di certificare la correttezza dei rendiconti.
- Trasparenza finanziaria: La proposta impone il divieto assoluto dei pagamenti in contanti, obbligando a far transitare ogni movimento su un conto corrente intestato al condominio.
La Posizione di Fratelli d’Italia: “Indispensabile un Confronto”
Di fronte alla levata di scudi degli alleati, Fratelli d’Italia, per bocca del capogruppo alla Camera Galeazzo Bignami, tenta di gettare acqua sul fuoco, aprendo a un dialogo costruttivo. “La proposta di legge 2692/2025 sulla gestione dei condominii costituisce una proposta che, come molte altre, è in discussione alla Camera e che ha la finalità di tutelare i proprietari e i condomini onesti da gestioni non corrette, problema assai diffuso che coinvolge molti cittadini”, ha dichiarato Bignami. Il capogruppo ha poi sottolineato che, proprio perché si tratta di una proposta, “è indispensabile un confronto tra tutti i soggetti interessati in grado di costruire una posizione di buon senso a tutela della casa degli italiani”. Un’apertura che suona anche come un avvertimento: senza questo confronto, avverte Bignami, la legge “non potrà proseguire il suo iter”.
La strada per la riforma della gestione condominiale si preannuncia quindi in salita. Il testo, assegnato alla Commissione Giustizia della Camera, dovrà superare le profonde divisioni interne alla stessa maggioranza. Il dibattito delle prossime settimane sarà cruciale per capire se si troverà una sintesi in grado di bilanciare l’esigenza di maggiore trasparenza e professionalità con la necessità di non gravare ulteriormente sui bilanci delle famiglie italiane.
