BOLOGNA – Lo spirito del Natale ha fatto il suo ingresso trionfale nel reparto di Cardiologia e Cardiochirurgia Pediatrica e dell’Età Evolutiva del Policlinico Sant’Orsola IRCCS di Bologna. Non a bordo di una tradizionale slitta trainata da renne, ma su due bolidi che incarnano il sogno e l’eccellenza della Motor Valley: una Lamborghini Temerario e una Lamborghini Urus. Questi due gioielli della casa di Sant’Agata Bolognese, trasformati per un giorno in moderni destrieri di Babbo Natale, hanno consegnato doni e, soprattutto, momenti di pura gioia ai piccoli pazienti, alle loro famiglie e a tutto il personale sanitario.
L’evento, ormai un appuntamento fisso e attesissimo, è stato orchestrato con la consueta cura e passione dall’associazione Piccoli Grandi Cuori, che dal 1997 si dedica a sostenere i bambini e gli adulti con cardiopatie congenite. La giornata di festa, tenutasi mercoledì 17 dicembre, ha trasformato il padiglione 23 in un’oasi di spensieratezza, un luogo dove la complessità delle cure ha lasciato spazio alla leggerezza della condivisione.
Un Natale a tutto gas e note musicali
L’arrivo delle due Lamborghini ha segnato l’inizio spettacolare della mattinata. Un Babbo Natale d’eccezione è sceso dalle vetture, cariche di pacchi colorati, portando un sorriso contagioso tra le corsie del reparto. Ma la sorpresa non si è fermata ai motori. La colonna sonora della festa è stata affidata a una band unica nel suo genere, gli “A-RITMICI”, composta proprio da medici e infermieri del padiglione. Un gesto che, più di mille parole, testimonia la profonda umanità e il legame che unisce il personale sanitario ai loro giovani pazienti, dimostrando che la cura passa anche attraverso la condivisione di passioni e talenti.
Alla festa hanno partecipato figure istituzionali di rilievo, tra cui la direttrice generale dell’Irccs, Chiara Gibertoni, e l’assessore alla Cultura del Comune di Bologna, Daniele Del Pozzo. La loro presenza, insieme a quella di psicologi, assistenti sociali e dei numerosi volontari dell’associazione, ha sottolineato il valore comunitario e sociale dell’iniziativa, un abbraccio collettivo a chi affronta un percorso di cura spesso lungo e complesso.
Il bilancio di un anno intenso per Piccoli Grandi Cuori
La festa di Natale è stata anche l’occasione per tracciare un bilancio del 2025, un anno che ha visto l’associazione Piccoli Grandi Cuori confermare e rafforzare il suo impegno a 360 gradi. I numeri parlano chiaro e raccontano una storia di accoglienza e supporto instancabile:
- Oltre 2.000 notti di ospitalità garantite al “Polo dei Cuori”, la casa di accoglienza che offre un alloggio gratuito alle famiglie dei pazienti provenienti da fuori regione e dall’estero.
- Più di 1.000 interventi di supporto psicologico, un servizio fondamentale per aiutare pazienti e familiari a gestire l’impatto emotivo della malattia.
- Oltre 400 famiglie seguite dallo sportello socio-assistenziale, un aiuto concreto per orientarsi tra burocrazia e diritti.
“Questo è uno dei momenti più importanti dell’anno, porta un raggio di luce e normalità in ospedale”, ha dichiarato la presidente di Piccoli Grandi Cuori, Paola Montanari. Ha poi aggiunto una riflessione cruciale: “Dobbiamo ricordare che dietro ogni numero e ogni cartella clinica c’è un bambino, un ragazzo o un adulto che merita gioia, speranza e diritti. I nostri ragazzi sono cresciuti: oggi la sfida è continuare a sensibilizzare sulle loro esigenze, garantendo una qualità di vita dignitosa dentro e fuori l’ospedale”. Parole che evidenziano come la missione dell’associazione evolva insieme ai suoi assistiti, guardando al futuro e alle nuove sfide che l’età adulta porta con sé per chi convive con una cardiopatia congenita.
La solidarietà che non si ferma
L’iniziativa con Lamborghini si inserisce in un calendario natalizio ricco di solidarietà per l’ospedale bolognese. Pochi giorni prima, infatti, si era tenuta la sesta edizione dei “Babbi Natale in bici per il cuore”, un altro evento colorato e festoso che ha visto un’onda di ciclisti vestiti di rosso portare doni ai piccoli ricoverati, confermando il grande cuore della città di Bologna. Le cardiopatie congenite, che in Italia colpiscono circa 1 bambino su 100, richiedono un percorso di cura che dura tutta la vita. Associazioni come Piccoli Grandi Cuori sono un pilastro insostituibile, offrendo quel supporto umano, psicologico e logistico che è parte integrante della terapia.
