MONTICHIARI (BS) – Un sospiro di sollievo lungo anni, un traguardo atteso con trepidazione da un intero movimento. Il Velodromo di Montichiari, gioiello architettonico e unico impianto per il ciclismo su pista al coperto in Italia, ha finalmente ottenuto il via libera per la riapertura totale. L’annuncio, che sa di vittoria, è arrivato direttamente dal sindaco del comune bresciano, Marco Togni, a seguito della seduta decisiva della commissione provinciale di vigilanza e spettacolo. Si chiude così un capitolo travagliato, segnato da chiusure, sequestri e complessi lavori di adeguamento, per aprire una pagina nuova e ambiziosa per il ciclismo tricolore.

Una Chiusura Lunga Sette Anni: Cronistoria di una Rinascita

La strada verso la piena agibilità è stata tortuosa. La struttura, inaugurata nel 2009, era stata chiusa nel luglio del 2018 a causa di criticità legate principalmente alla scadenza del certificato di prevenzione incendi e a problemi strutturali, tra cui infiltrazioni d’acqua dalla copertura che avevano danneggiato la preziosa pista in legno. Un sequestro preventivo disposto dalla Procura della Repubblica aveva messo i sigilli a un impianto fondamentale, costringendo le nazionali azzurre a preparare i grandi appuntamenti internazionali con un utilizzo limitato e in deroga, e negando di fatto l’accesso a tutte le società sportive di base.

Il sindaco Marco Togni ha ripercorso le tappe di una vicenda complessa, sottolineando le “varie negligenze” delle precedenti amministrazioni. L’iter per la riapertura ha richiesto un impegno economico e progettuale notevole: un investimento iniziale di circa 500.000 euro per il rifacimento della copertura e la sistemazione della pista, a cui si sono aggiunti successivi finanziamenti da parte del Governo e di Regione Lombardia per un totale di 3,8 milioni di euro, destinati a tutti gli adeguamenti necessari per garantire la sicurezza e la piena funzionalità.

Dagnoni (Federciclismo): “Finalmente il Ciclismo Italiano Torna a Casa”

La notizia è stata accolta con enorme soddisfazione da parte della Federazione Ciclistica Italiana (FCI). Il presidente Cordiano Dagnoni ha commentato con parole cariche di emozione: “Finalmente il ciclismo italiano torna nel pieno utilizzo di quella che sarà la sua casa. In questi anni, anche se con un utilizzo ridotto, ha permesso di preparare le nostre Nazionali per gli appuntamenti internazionali”. Dagnoni ha voluto ringraziare tutti coloro che hanno lavorato per raggiungere questo obiettivo, un traguardo che la Federazione ha perseguito con “impegno e senza perdere mai di vista l’obiettivo finale: riconsegnare al Paese un impianto coperto funzionale e utilizzabile anche per l’attività di base”.

Nelle prossime settimane, come confermato dalla FCI, verranno definite le modalità di gestione e utilizzo dell’impianto, per consentire finalmente alle società sportive di tornare a calcare la pista bresciana, alimentando quel vivaio che è linfa vitale per ogni disciplina.

Non Solo Base: Nasce il Centro di Preparazione Olimpica

La riapertura del velodromo non è solo un ritorno al passato, ma un trampolino di lancio verso un futuro ancora più ambizioso. Contestualmente alla piena fruibilità dell’impianto esistente, è in fase avanzata di realizzazione un progetto strategico: la creazione, nella struttura adiacente, del Centro di Preparazione Olimpica della Federciclismo.

Questo nuovo polo d’eccellenza sarà dotato di tutti i servizi necessari per l’attività di altissimo livello, tra cui:

  • Una foresteria per ospitare gli atleti
  • Magazzini e spazi logistici
  • Aule dedicate alla formazione e all’analisi tattica

La conclusione dei lavori di questo centro, che punta a diventare una vera e propria “Coverciano della bicicletta”, è prevista già per la prossima estate. Una prospettiva che proietta Montichiari al centro della preparazione delle squadre nazionali in vista dei futuri impegni, a partire dai Giochi Olimpici. L’idea è quella di creare un’Academy del ciclismo, un punto di riferimento nazionale per tutte le specialità.

L’Importanza Strategica di Montichiari per l’Italia della Pista

La riapertura di Montichiari assume un valore incalcolabile per il movimento pistard italiano. È in questo velodromo che sono nate alcune delle più grandi imprese recenti, come l’oro olimpico di Elia Viviani nell’Omnium a Rio 2016 e lo straordinario trionfo del quartetto dell’inseguimento a Tokyo 2020. Essere l’unico impianto coperto sul territorio nazionale lo rende una risorsa insostituibile, la cui assenza ha costretto per anni atleti e società a enormi sacrifici, talvolta emigrando all’estero per gli allenamenti invernali.

Con la sua pista scorrevole da 250 metri, progettata per raggiungere velocità vicine agli 85 km/h, e una geometria delle curve pensata per favorire sia i giovani talenti che le competizioni internazionali, il velodromo è pronto a tornare a essere il cuore pulsante della pista azzurra. Un luogo dove far crescere le nuove generazioni di campioni e dove forgiare le medaglie del futuro, celebrando la vittoria non solo come un risultato, ma come il frutto di una programmazione seria e di infrastrutture all’altezza.

Di nike

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