Una ventata di ottimismo ha soffiato sui mercati finanziari, spingendo al rialzo la Borsa di Milano in sintonia con le altre piazze europee e con la scia positiva di Wall Street. A innescare gli acquisti sono stati principalmente due fattori macroeconomici di rilievo: un’inflazione statunitense inferiore alle previsioni e un atteggiamento accomodante da parte delle principali banche centrali, che lascia presagire una possibile fine della stretta monetaria. In questo contesto favorevole, il listino principale di Piazza Affari, il FTSE MIB, ha messo a segno una performance notevole, sostenuto in particolare dal comparto bancario e da alcune eccellenze industriali.
Il clima di fiducia ha avuto un riflesso immediato anche sul mercato del debito sovrano: lo spread tra BTP e Bund, il differenziale di rendimento tra i titoli di Stato decennali italiani e tedeschi, ha chiuso la giornata in netto calo, attestandosi a 69 punti base. Contemporaneamente, il rendimento del BTP a 10 anni è sceso al 3,53%, un segnale che indica una minore percezione del rischio sul debito italiano e una maggiore fiducia da parte degli investitori internazionali.
Leonardo decolla con un contratto strategico per la Difesa
A brillare in modo particolare sul listino milanese è stata Leonardo, che ha chiuso la seduta con un balzo del 4,09%. A mettere le ali al titolo del colosso dell’aerospazio e della difesa è stata la notizia della firma di un importante contratto con il Ministero della Difesa. L’accordo prevede la fornitura di quattro radar di nuova generazione, progettati specificamente per contrastare minacce balistiche a lungo raggio. Questi sistemi, basati su una tecnologia all’avanguardia completamente digitale, andranno a potenziare significativamente le capacità di sorveglianza e protezione dello spazio aereo nazionale, confermando il ruolo di Leonardo come partner tecnologico strategico per la sicurezza del Paese.
Banche in grande spolvero, Mps e Mediobanca sotto i riflettori
Il settore bancario è stato il vero motore della giornata, con acquisti diffusi su quasi tutti i titoli. In evidenza Monte dei Paschi di Siena (Mps), che ha registrato un progresso del 3,09%. Sul titolo si sono concentrate le attenzioni del mercato non solo in vista del Consiglio di Amministrazione, ma anche per le persistenti speculazioni su un possibile futuro di integrazione con Mediobanca (+1,05%). L’ipotesi di un nuovo grande polo bancario continua a tenere banco tra gli operatori. Ottime performance anche per la Popolare di Sondrio (+1,89%), Bper (+1,74%) e la big Intesa Sanpaolo (+0,9%), a testimonianza di una fiducia ritrovata sull’intero comparto, che beneficia di prospettive di tassi di interesse stabilizzati e di un’economia resiliente.
Lusso e industria, acquisti su Cucinelli e Ferrari
La giornata positiva ha contagiato anche altri settori chiave del listino italiano. Il lusso ha mostrato segnali di vitalità, con Brunello Cucinelli che ha messo a segno un rialzo del 3% e Moncler che ha guadagnato l’1,3%. Questi movimenti indicano un ritorno di interesse verso un settore che, dopo un periodo di incertezza, sembra guardare con maggiore ottimismo ai consumi globali. Nel comparto industriale, si sono distinte anche Prysmian (+2,9%), leader mondiale nel settore dei cavi, e Ferrari (+1,9%), che continua a rappresentare un’eccellenza indiscussa del Made in Italy.
Le altre storie di Piazza Affari: da Ariston a Campari
Al di fuori del listino principale, merita una menzione speciale la performance di Ariston, le cui azioni sono letteralmente volate segnando un +6,7%. L’entusiasmo del mercato è legato all’annunciata acquisizione di Riello, un’operazione strategica che permetterà ad Ariston di consolidare la propria leadership nel settore del comfort termico e delle soluzioni per il riscaldamento. L’acquisizione è vista come una mossa capace di creare significative sinergie industriali e commerciali.
Nel settore energetico si è registrato un andamento a due velocità. Mentre A2a (+0,7%), Eni (+0,5%) e Saipem (+0,3%) hanno chiuso in territorio positivo, ha sofferto Tenaris, che ha ceduto il 2,7%. Tra le note negative della giornata si segnalano anche Amplifon (-0,9%) e Tim (-0,6%), quest’ultima ancora in attesa di sviluppi concreti sul fronte della rete. Seduta debole anche per Campari (-0,3%), nel giorno in cui è stato formalizzato l’accordo per la cessione di due marchi storici come l’amaro Averna e il mirto Zedda Piras al gruppo Illva Saronno per 100 milioni di euro. Infine, ha chiuso poco sotto la parità Stellantis (-0,2%).
