Un’alleanza strategica tra Piemonte, Liguria e Lazio per superare uno degli ostacoli più significativi per le coppie che desiderano un figlio attraverso la procreazione medicalmente assistita (PMA) di tipo eterologo. Questa è la proposta concreta che sta prendendo forma per far fronte a un paradosso tutto italiano: la PMA eterologa è un diritto inserito nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), ma la sua applicazione è di fatto bloccata dalla cronica assenza di una banca pubblica nazionale di gameti. Di conseguenza, le regioni sono costrette a guardare all’estero, affrontando costi e procedure complesse.

Un Diritto sulla Carta, un Percorso a Ostacoli nella Realtà

La legge 40 del 2004, che disciplina la procreazione medicalmente assistita in Italia, ha subito negli anni importanti modifiche da parte della Corte Costituzionale. In particolare, nel 2014 è stato dichiarato illegittimo il divieto di ricorrere alla fecondazione eterologa, ovvero con gameti (ovociti o spermatozoi) donati da persone esterne alla coppia. Questa apertura, tuttavia, si è scontrata con una lacuna strutturale del sistema sanitario nazionale: la mancanza di donatori e di una banca pubblica per la raccolta e la conservazione dei gameti. Questa carenza, imputabile a fattori culturali e a una normativa non incentivante, costringe le strutture sanitarie pubbliche a un’unica, onerosa alternativa: l’acquisto di gameti da banche estere.

Le conseguenze di questa situazione ricadono direttamente sulle coppie, che si trovano ad affrontare lunghe liste d’attesa, disparità territoriali e l’incertezza di un percorso già di per sé emotivamente complesso. Regioni come la Toscana si sono mosse da tempo, organizzando bandi di acquisto per assicurare la continuità dei trattamenti, ma molte altre, tra cui il Piemonte, sono rimaste in una situazione di stallo.

La Proposta: una Federazione per l’Acquisto Congiunto

Per sbloccare questa impasse, è emersa l’idea di una “federazione” tra regioni, avanzata da Paola Anserini, presidente della Società Italiana di Fertilità e Sterilità (SIFES) e responsabile del centro di Fisiopatologia della riproduzione umana dell’ospedale San Martino di Genova. La proposta, accolta con favore dall’assessore regionale alla Sanità del Piemonte, Federico Riboldi, prevede la creazione di una gara d’acquisto congiunta con Liguria e Lazio.

L’obiettivo è molteplice:

  • Razionalizzare la spesa: Acquistare volumi maggiori permetterebbe di ottenere condizioni economiche più vantaggiose. Attualmente, il costo medio per un kit di sei ovociti si aggira intorno ai 3.500 euro, una cifra considerevole per i bilanci regionali.
  • Garantire qualità e continuità: Un appalto congiunto consentirebbe di definire criteri unici per la selezione dei fornitori esteri, assicurando standard qualitativi elevati, tracciabilità e una fornitura regolare.
  • Ridurre la mobilità sanitaria: Permettere alle coppie di accedere ai trattamenti nei centri della propria regione ridurrebbe i disagi e i costi legati agli spostamenti.

Per rendere operativa l’alleanza, sarà necessario istituire un tavolo tecnico interregionale che definisca i dettagli procedurali e garantisca una comunicazione trasparente con le coppie in attesa.

L’Ipotesi Innovativa del “Social Freezing”

Parallelamente alla strategia di acquisto, si affaccia una prospettiva innovativa legata al “social freezing”, la pratica che consente alle donne in età fertile di crioconservare i propri ovociti per una futura gravidanza. La dottoressa Anserini ha suggerito che le donne che optano per questa procedura potrebbero, su base volontaria, donare una parte degli ovociti crioconservati alla rete pubblica.

Questa proposta potrebbe avere un duplice impatto positivo: da un lato, aumenterebbe la disponibilità di ovociti di alta qualità, riducendo la dipendenza dalle banche estere; dall’altro, promuoverebbe una cultura della donazione, oggi ancora poco diffusa in Italia. Si tratterebbe di una forma di “donazione sociale” che potrebbe rappresentare una risorsa preziosa per il futuro della PMA eterologa nel nostro Paese.

Un Passo Necessario in Attesa di una Soluzione Strutturale

L’alleanza tra Piemonte, Liguria e Lazio si configura come una risposta pragmatica e necessaria a un’emergenza che si protrae da troppo tempo. Sebbene non risolva il problema alla radice – ovvero la mancanza di una politica nazionale sulla donazione e conservazione dei gameti – rappresenta un passo fondamentale per garantire un diritto essenziale e dare una speranza concreta a centinaia di coppie. La speranza è che questa iniziativa interregionale possa non solo sbloccare la situazione attuale, ma anche stimolare un dibattito più ampio a livello nazionale per trovare soluzioni strutturali e definitive.

Di veritas

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