Città del Messico – Un vero e proprio terremoto scuote le fondamenta del concorso di bellezza più famoso al mondo. L’organizzazione di Miss Universo ha annunciato, con una mossa tanto improvvisa quanto clamorosa, la chiusura immediata dei suoi uffici a Città del Messico e il contestuale trasferimento di tutte le operazioni nella storica sede di New York. Una decisione drastica, motivata ufficialmente da un clima di “incertezza legale” e da “attacchi infondati con motivazioni politiche”, che getta un’ombra pesante sul futuro del marchio e solleva interrogativi profondi sulla sua gestione.

Al centro di questa tempesta mediatica e giudiziaria c’è Raúl Rocha Cantú, imprenditore messicano e co-proprietario del concorso, attualmente sotto indagine da parte della Procura Generale del Messico (FGR). Le accuse a suo carico sono gravissime e spaziano dal presunto coinvolgimento in una vasta rete criminale dedita al traffico di droga, armi e carburante tra il Guatemala e il Messico, fino a legami con potenti cartelli come il Cártel Jalisco Nueva Generación e La Unión Tepito. Un quadro accusatorio pesantissimo, che Rocha ha sempre respinto, definendosi vittima di una persecuzione politica.

Le ragioni ufficiali e le ombre sullo sfondo

Nel comunicato ufficiale diramato dall’organizzazione, firmato dallo stesso Rocha, si legge che “la situazione attuale in Messico non offre un ambiente adeguato né stabile per il funzionamento sicuro ed efficace di una organizzazione internazionale di questa portata”. La nota parla di un contesto che ha “compromesso il quadro istituzionale necessario per la stabilità operativa a lungo termine e la proiezione globale” del marchio. Parole dure, che sembrano voler dipingere un quadro di instabilità generale del paese come causa principale della fuga.

Tuttavia, è impossibile scindere questa decisione dalle vicende giudiziarie che coinvolgono il suo presidente. L’indagine della Procura Specializzata in materia di Criminalità Organizzata (FEMDO) ha acceso un faro su un presunto sistema illecito in cui Rocha avrebbe riciclato i profitti derivanti dal contrabbando di carburante dal Guatemala, dove, fino a poco tempo fa, ricopriva la carica di console onorario. Secondo le accuse, questi fondi sarebbero stati reinvestiti nelle sue numerose aziende, che spaziano dal gioco d’azzardo all’aviazione, fino, appunto, al mondo dei concorsi di bellezza. Il fascicolo dell’inchiesta, secondo quanto trapelato, sarebbe supportato da intercettazioni telefoniche che coinvolgerebbero, oltre a Rocha, altre dodici persone, tra cui figurerebbero anche funzionari di polizia e della stessa Procura.

Un concorso già segnato dalle polemiche

La bufera giudiziaria si è abbattuta su un’edizione, quella del 2025, già funestata da numerose polemiche. La vittoria della messicana Fátima Bosch era stata accompagnata da accuse di brogli e favoritismi, alimentate dalle dimissioni di due giudici alla vigilia della finale e da un controverso episodio che aveva visto un dirigente thailandese del concorso umiliare pubblicamente la stessa Bosch. In quell’occasione, la solidarietà delle altre concorrenti, che abbandonarono la sala in segno di protesta, fece il giro del mondo, mostrando le prime crepe nell’immagine patinata del concorso.

A gettare ulteriore benzina sul fuoco, sono emersi i legami d’affari tra Rocha e la Pemex, la compagnia petrolifera statale messicana, dove il padre della neo-eletta Miss Universo, Bernardo Bosch, ha ricoperto per anni una posizione dirigenziale. Sebbene entrambe le parti abbiano negato qualsiasi conflitto di interessi, la coincidenza ha inevitabilmente alimentato sospetti e illazioni, contribuendo a erodere la credibilità dell’organizzazione.

Il futuro incerto di Miss Universo

Il trasferimento a New York segna una ritirata strategica, un tentativo di “blindare la continuità e la sicurezza delle operazioni internazionali”, come dichiarato dalla stessa organizzazione, allontanandosi dal dibattito e dalle indagini in corso in Messico. La mossa comporterà una riorganizzazione interna, con il possibile ricollocamento di parte del personale e nuove assunzioni nella Grande Mela. Resta da vedere se questo cambio di scenario basterà a placare le acque e a restituire a Miss Universo quella patina di glamour e prestigio offuscata da uno degli scandali più gravi della sua lunga storia. La credibilità del marchio è in gioco, e il futuro dipenderà dalla capacità della sua dirigenza di fare chiarezza e di dimostrare una reale rottura con le ombre che oggi la avvolgono.

Di atlante

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