Il mondo dell’automobile è in uno stato di flusso perpetuo, una transizione tanto rapida quanto profonda che ricorda le grandi rivoluzioni scientifiche. Elettrificazione, connettività, nuovi paradigmi di mobilità. In questo scenario di cambiamento radicale, l’ingresso di un nuovo attore sul mercato italiano non è mai un evento banale. Ma quando questo attore, il colosso Geely, sceglie di presentarsi con una struttura di vertice quasi interamente al femminile, la notizia trascende il settore motoristico per diventare un caso di studio manageriale e un manifesto culturale.

Geely Italia non ha semplicemente assemblato una squadra; ha orchestrato una dichiarazione d’intenti. Una scelta che, come un esperimento ben congegnato, mira a dimostrare una tesi precisa: l’innovazione più efficace nasce dalla diversità e dalla meritocrazia.

Una Squadra di Vertice Plasmata sulla Competenza

Al timone delle operazioni italiane, sotto la guida del Managing Director Marco Santucci, troviamo un gruppo di professioniste con percorsi consolidati e profili di caratura internazionale, chiamate a governare le aree più strategiche del business. La formazione è la seguente:

  • Elena Scolari, Head of Sales: a lei il compito di costruire e sviluppare la rete commerciale, un’architettura fondamentale per la crescita del brand.
  • Laura Papa, Head of After Sales: la sua responsabilità è presidiare l’area del post-vendita, un settore cruciale per costruire una relazione di fiducia e a lungo termine con il cliente.
  • Ambra De Marco, Head of Marketing: definisce le strategie di comunicazione e posizionamento, dando voce e identità al brand in un mercato competitivo.
  • Sabina Fumarola, Head of Human Resources: guida lo sviluppo organizzativo e culturale, plasmando l’ambiente in cui il potenziale umano può fiorire.
  • Claudia Coletta, Head of PR: gestisce il dialogo con media e stakeholder, costruendo la reputazione e la narrazione pubblica di Geely in Italia.

A completare la prima linea, Fausto Bernardini nel ruolo di Head of Finance. Una composizione che parla chiaro e che lo stesso Santucci ha voluto mettere a fuoco, sgombrando il campo da ogni possibile interpretazione errata: “Non abbiamo definito la leadership partendo dal genere, ma dalle competenze. Il fatto che la nostra prima linea sia prevalentemente femminile è il risultato naturale di un processo di selezione rigoroso e della qualità che queste professioniste hanno dimostrato negli anni e continuano a dimostrare ogni giorno nell’interpretare il nostro brand”. Una frase che sposta l’accento dalle “quote rosa” al puro merito, un concetto che risuona con i valori fondamentali del progetto.

La Fisica di un’Organizzazione Moderna

Il progetto italiano di Geely è sostenuto da Jameel Motors, un partner distributivo internazionale con una filosofia basata su rispetto, meritocrazia, sperimentazione, crescita continua ed empowerment. Questi non sono semplici termini da brochure aziendale, ma i principi che informano un modello organizzativo concepito per essere tanto flessibile quanto una particella in un campo quantistico. Lo smart working esteso e gli uffici di Roma e Milano, concepiti come hub di collaborazione piuttosto che come sedi tradizionali, sono la manifestazione fisica di questa visione.

L’obiettivo è creare un ambiente di lavoro dinamico, dove le idee possono fluire liberamente, non vincolate da rigide gerarchie o dalla prossimità fisica. Un sistema aperto che favorisce il benessere, l’equilibrio e un forte senso di appartenenza, elementi essenziali per attrarre e trattenere i talenti necessari a navigare la complessità del mercato attuale.

“Vedere Oltre”: la Strategia di Geely per l’Italia

L’approccio di Geely non si ferma alla struttura organizzativa. Il brand ha debuttato in Italia con lo slogan “Vedere Oltre”, un invito a superare i preconcetti e a guardare al futuro della mobilità. Un futuro che si concretizza in modelli come il SUV 100% elettrico EX5 e il plug-in hybrid Starray EM-i, veicoli che incarnano la visione di un “Rinascimento Tecnologico” che fonde innovazione, cultura e sostenibilità. Come affermato da Marco Santucci, l’Italia non è una semplice tappa geografica, ma “il luogo da dove tutto sta nascendo perché è il Paese dove tecnologia, creatività e cultura convivono da sempre”.

Questa strategia si appoggia su una rete di vendita e assistenza che punta a raggiungere circa 100 punti operativi a livello nazionale, garantendo una presenza capillare e un servizio di alta qualità. Un impegno che testimonia la volontà di Geely non solo di vendere automobili, ma di diventare un punto di riferimento credibile e duraturo per i consumatori italiani, offrendo quello che Santucci definisce “lusso accessibile”.

In conclusione, lo sbarco di Geely in Italia è molto più del lancio di un nuovo marchio automobilistico. È un segnale potente, un esperimento su larga scala che mette in discussione le convenzioni di un’industria storica. Scegliendo una leadership basata sul talento, indipendentemente dal genere, e costruendo una cultura aziendale fondata sulla flessibilità e l’empowerment, Geely non sta solo sfidando i suoi competitor sul piano del prodotto, ma sta proponendo un modello di business per il XXI secolo. Un modello in cui l’innovazione più importante, forse, non è sotto il cofano, ma nella stanza dei bottoni.

Di davinci

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