Un’escalation di tensione senza precedenti si profila all’orizzonte del conflitto ucraino. Secondo le dichiarazioni del comandante in capo delle forze armate di Kiev, Oleksandr Syrsky, la Federazione Russa avrebbe concentrato un imponente contingente di circa 710.000 soldati in preparazione di una vasta operazione offensiva strategica. L’annuncio, che delinea uno scenario di crescente preoccupazione per la stabilità della regione, è stato fatto durante la 32ª riunione del Gruppo di Contatto per la Difesa dell’Ucraina, noto anche come formato “Rammstein”. Questo forum internazionale, che riunisce oltre 50 nazioni a sostegno di Kiev, rappresenta un pilastro fondamentale per il coordinamento degli aiuti militari e strategici all’Ucraina.
La situazione sul campo: Pokrovsk epicentro della pressione russa
Nonostante le ingenti perdite subite, che secondo alcune stime ammonterebbero a migliaia di unità giornaliere tra morti e feriti, l’esercito russo non sembra intenzionato a desistere dalla sua campagna offensiva. Il generale Syrsky ha sottolineato come, malgrado la mancanza di successi operativi significativi, la pressione russa si stia intensificando lungo l’intera linea del fronte. Un’attenzione particolare è rivolta alla direzione di Pokrovsk, nella regione di Donetsk, un centro urbano che le forze di Mosca tentano di conquistare da oltre 17 mesi. Quest’area è diventata uno dei punti più caldi del conflitto, con combattimenti feroci e un costante afflusso di rinforzi russi.
La strategia russa, secondo le analisi, mira a logorare le difese ucraine, impedire qualsiasi avanzata e mantenere l’iniziativa sul campo di battaglia. Le forze di Mosca starebbero avanzando in diverse direzioni, tra cui Lyman, Kupiansk e nell’oblast di Zaporizhzhia, cercando di consolidare le proprie posizioni e preparare il terreno per offensive su larga scala. La città di Pokrovsk, insieme all’agglomerato urbano di Myrnohrad, è considerata un obiettivo strategico cruciale, e la sua caduta potrebbe aprire la strada a un’ulteriore avanzata russa nel Donbass.
La risposta ucraina: resistenza e contrattacchi mirati
Di fronte a questa imponente mobilitazione, le forze ucraine continuano a opporre una strenua resistenza. Il comandante Syrsky ha evidenziato l’efficacia delle azioni difensive e delle operazioni di contrattacco mirate. In particolare, ha citato il successo ottenuto nella zona di Kupiansk, dove le truppe di Kiev sarebbero riuscite a respingere il nemico e a riprendere il controllo di quasi il 90% del territorio cittadino. Anche nell’area di Pokrovsk, nonostante l’enorme pressione, le unità ucraine mantengono le posizioni e, in alcuni casi, hanno ripreso l’iniziativa, riconquistando porzioni di territorio. Secondo Syrsky, le forze di difesa hanno riconquistato 16 chilometri quadrati nella parte settentrionale della città e altri 56 chilometri quadrati nelle aree circostanti.
La strategia di Kiev non si limita alla difesa passiva. L’Ucraina sta aumentando la pressione sulla Russia colpendo obiettivi strategici e infrastrutture critiche in profondità nel territorio nemico. Questi attacchi, secondo il comandante ucraino, avrebbero causato alla Russia perdite economiche dirette e indirette per un totale di 21,5 miliardi di dollari dall’inizio dell’anno. Questa tattica mira a minare la capacità bellica e industriale di Mosca, costringendola a dirottare risorse dalla linea del fronte.
L’appello agli alleati e il contesto internazionale
Nel suo intervento al meeting di Rammstein, il generale Syrsky ha ribadito l’importanza critica del supporto internazionale per l’Ucraina. Di fronte all’incremento delle forze russe, ha lanciato un appello ai partner per aumentare il volume dell’assistenza militare, con una priorità assoluta per il rafforzamento della difesa aerea e missilistica e per la fornitura di capacità di attacco a lungo raggio. La richiesta di Kiev giunge in un momento delicato, con il presidente Zelensky che ha avvertito come la mobilitazione russa sia un chiaro segnale della preparazione di Mosca per un altro anno di guerra.
Dal canto suo, il Cremlino non ha confermato ufficialmente la cifra di 710.000 soldati, ma il Ministro della Difesa Andrei Belousov ha dichiarato che nel corso del 2025 sono stati arruolati a contratto altri 410.000 uomini, confermando l’intenzione di “aumentare i ritmi dell’offensiva”. Queste dichiarazioni, unite a una retorica sempre più aggressiva da parte di Vladimir Putin nei confronti dei leader europei, dipingono un quadro di crescente incertezza e allarme per il futuro del conflitto e la sicurezza dell’intero continente.
