Roma – Un’altra giornata di campionato si è conclusa, lasciando dietro di sé non solo il verdetto del campo ma anche un fitto strascico di discussioni e polemiche legate agli episodi arbitrali. A fare luce sulle decisioni più controverse è intervenuto, come di consueto, Andrea De Marco, responsabile dei rapporti istituzionali della CAN A e B, durante il format Open Var, la finestra sulla trasparenza arbitrale in onda ogni martedì su DAZN. Con la consueta professionalità, De Marco ha passato in rassegna gli episodi salienti, offrendo un’analisi dettagliata che ha promosso in linea generale l’operato dei direttori di gara e dei loro assistenti al VAR, pur non nascondendo alcuni errori di valutazione.
“I giovani stanno facendo tutti molto bene, gli arbitri sono stati molto bravi nelle revisioni, molto coerenti e tempestivi”, ha esordito De Marco, tracciando un bilancio complessivamente positivo del weekend arbitrale.
Parma-Lazio: Rosso a Zaccagni, decisione corretta
Uno degli episodi più discussi è stato senza dubbio il cartellino rosso diretto a Mattia Zaccagni durante la sfida tra Parma e Lazio. L’attaccante biancoceleste è stato espulso per un intervento su Estevez. De Marco ha pienamente supportato la decisione dell’arbitro Marchetti: “In queste situazioni c’è massima severità nel punire interventi come questo. Ci sono tutti i presupposti per il cartellino rosso”. L’analisi si è concentrata sui criteri che giustificano il provvedimento: la velocità dell’intervento, la gamba alta e il rischio per l’incolumità dell’avversario. “Non lo prende pieno, ma sono interventi che vanno sanzionati e ci sarà massima severità nell’arco di tutto il campionato su situazioni come questa”, ha chiosato De Marco, elogiando l’ottimo posizionamento del direttore di gara.
Milan-Sassuolo: L’errore sul gol di Pulisic e il rigore negato a Cheddira
La partita di San Siro tra Milan e Sassuolo è stata teatro di due episodi chiave, analizzati con grande attenzione. Il primo riguarda il gol annullato a Christian Pulisic per un presunto fallo di Loftus-Cheek su Candè. Qui, De Marco ha ammesso l’errore dell’arbitro Crezzini: “Il Var non può intervenire, bisogna valutare l’intensità e, per le linee di soglia dei falli che ci siamo dati quest’anno, questo non può essere considerato un fallo. Quindi la rete andava convalidata”. Una valutazione di campo errata, dunque, che il VAR non ha potuto correggere data la natura soggettiva dell’intensità del contatto.
Sul fronte opposto, corretta invece la decisione di non concedere il calcio di rigore richiesto dal Sassuolo per un contatto in area tra Pavlovic e Cheddira. Secondo De Marco, il difensore rossonero “continua la corsa in maniera lineare mentre Cheddira allarga la gamba per andare a incocciare la corsa dell’avversario”. Un plauso quindi sia all’arbitro in campo per la valutazione in tempo reale, sia alla sala VAR per non essere intervenuta.
Le altre decisioni chiave: da Udine a Torino, passando per Bologna
L’analisi di De Marco ha toccato anche altri campi della Serie A, fornendo un quadro completo delle decisioni arbitrali del weekend.
- Udinese-Napoli: Giusto annullare la rete di Zaniolo. Il fallo commesso da Karlstrom su Lobotka all’inizio dell’azione è stato giudicato “netto”, rendendo inevitabile l’intervento del VAR e la conseguente cancellazione del gol.
- Juventus-Bologna: Nessun rigore per l’intervento di Lucumì su David. De Marco ha spiegato che, in linea con i criteri stagionali, “la spinta non è tale per concedere il rigore”. L’intensità del contatto è stata ritenuta troppo lieve per giustificare la massima punizione.
- Torino-Cremonese: Qui si è registrato un altro errore significativo. Sarebbe dovuto essere assegnato un calcio di rigore per un tocco di braccio di Simeone in area granata. De Marco ha parlato di “una revisione un po’ superficiale da parte di Var e Avar”, i quali si sarebbero concentrati solo sul primo tocco, non punibile, trascurando la successiva deviazione con il braccio. “Non si tratta di autogiocata ma di una deviazione”, ha concluso, sottolineando che il provvedimento corretto sarebbe stato il penalty per la Cremonese.
Trasparenza e coerenza: la linea della CAN
L’appuntamento con Open Var si conferma uno strumento fondamentale per promuovere la trasparenza e la comprensione delle decisioni arbitrali. Le analisi di Andrea De Marco, puntuali e supportate da spiegazioni tecniche, contribuiscono a fare chiarezza in un ambito spesso al centro di polemiche feroci. Sebbene emergano ancora degli errori, la linea guida della CAN sembra orientata verso una maggiore coerenza e severità su determinate tipologie di fallo, alzando al contempo la soglia per la concessione dei calci di rigore. Un percorso di crescita e affinamento continuo, indispensabile per garantire l’integrità e la lealtà della competizione sportiva.
