ROMA – Il mercato italiano dei veicoli commerciali leggeri interrompe la sua corsa positiva. Dopo quattro mesi consecutivi di crescita, novembre 2025 segna una flessione del 3,3%, con 15.585 unità immatricolate rispetto alle 16.115 dello stesso mese nel 2024. Un dato che, come sottolineato dal Centro Studi e Statistiche di Unrae (Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri), riporta un segno negativo in un comparto che aveva mostrato segnali di ripresa. Questa contrazione si inserisce in un quadro annuale già complesso: il bilancio dei primi undici mesi del 2025 mostra una perdita del 4,8%, con 174.542 veicoli venduti contro i 183.383 del medesimo periodo dell’anno precedente. Le previsioni per la chiusura dell’anno non lasciano spazio a grande ottimismo, con una stima di circa 190.000 immatricolazioni totali, che si tradurrebbe in una riduzione del 4,4% rispetto alle 198.700 unità del 2024.

L’Elettrico in Controtendenza: un’Accelerazione da Analizzare

In questo scenario di generale rallentamento, emerge un dato in netta controtendenza: la crescente penetrazione dei veicoli elettrici puri (BEV). A novembre, la loro quota di mercato ha raggiunto il 4,3%, un valore superiore sia al 2,5% registrato a novembre 2024, sia al 3,3% del mese precedente, ottobre 2025. Questa accelerazione, seppur contenuta, è un segnale importante per la transizione ecologica del trasporto merci leggero. Secondo le analisi di Anfia e Unrae, questo risultato è stato probabilmente favorito dagli incentivi messi a disposizione dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) per i veicoli in pronta consegna. Tuttavia, le associazioni di categoria invitano alla cautela: solo al termine delle procedure di rimborso ai concessionari sarà possibile quantificare con precisione l’impatto reale di queste misure e capire se si tratta di una crescita strutturale o di un effetto temporaneo legato alle agevolazioni.

Anche i veicoli ibridi mostrano una buona performance, guadagnando 2,3 punti percentuali e raggiungendo una quota dell’8,8% sul totale del mese. Di contro, il diesel, pur rimanendo la motorizzazione dominante con quasi l’80% del mercato, cede 4,8 punti di quota, confermando un lento ma progressivo cambiamento nelle preferenze degli acquirenti.

Le Sfide Strutturali: Infrastrutture e Costi Frenano la Transizione

Nonostante i segnali incoraggianti sul fronte dell’elettrificazione, il settore dei veicoli commerciali si trova ad affrontare ostacoli significativi che ne rallentano lo sviluppo. Il presidente dell’Unrae, Roberto Pietrantonio, ha evidenziato le criticità che necessitano di interventi urgenti per sostenere la transizione. “La mobilità elettrica rappresenta un ecosistema complesso, con fattori abilitanti indispensabili che l’Unione non ha imposto né finanziato”, ha dichiarato Pietrantonio, sottolineando la necessità di un approccio sistemico.

Le principali preoccupazioni riguardano:

  • Infrastrutture di ricarica: Vi è una richiesta pressante per l’espansione della rete di ricarica pubblica dedicata ai veicoli commerciali leggeri, seguendo il modello previsto per i mezzi pesanti. La carenza di colonnine adeguate, soprattutto quelle ad alta potenza, rappresenta un deterrente per molte aziende.
  • Incentivi agli investimenti privati: Unrae propone l’introduzione di un credito d’imposta al 50% per il triennio 2026-2028 per chi investe in punti di ricarica “fast” con potenza superiore a 70 kW. Questa misura potrebbe accelerare significativamente lo sviluppo di una rete privata efficiente.
  • Costi di ricarica: I costi energetici, giudicati ancora troppo elevati, rappresentano un’altra barriera importante. È necessaria un’azione concreta per rendere la ricarica elettrica economicamente più vantaggiosa rispetto ai carburanti tradizionali.
  • Incertezza sull’Ecobonus: Il settore è in attesa di comunicazioni da parte del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) riguardo all’Ecobonus per i veicoli commerciali, non limitato ai soli modelli elettrici, che dovrebbe attingere a risorse residue degli anni precedenti.

L’intero comparto automotive attende inoltre con interesse il nuovo pacchetto normativo che la Commissione Europea dovrebbe presentare a breve, auspicando chiarezza sulle regole future e un deciso cambio di passo da parte dell’Italia nello sviluppo infrastrutturale e nella gestione dei costi energetici.

Uno Sguardo al Futuro: tra Sostenibilità e Competitività

La flessione del mercato dei veicoli commerciali a novembre, pur rappresentando un campanello d’allarme, va letta in un contesto di profonda trasformazione. La crescita, seppur “drogata” dagli incentivi, della mobilità elettrica dimostra che la direzione è tracciata. La sfida ora è trasformare un interesse nascente in una domanda solida e strutturale. Per farlo, è indispensabile che le istituzioni, nazionali ed europee, creino un ecosistema favorevole, in cui l’acquisto e l’utilizzo di un veicolo commerciale a zero emissioni non sia solo una scelta etica, ma anche una decisione logisticamente ed economicamente vantaggiosa. Solo attraverso un impegno congiunto su incentivi, infrastrutture e costi, il settore potrà superare le attuali difficoltà e diventare un vero motore per la competitività e la sostenibilità del sistema Paese.

Di davinci

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