Nuova Delhi – In una mossa strategica volta a salvaguardare i propri interessi commerciali in Nord America, l’India ha ufficialmente proposto al governo messicano di negoziare un accordo commerciale preferenziale (Pta) in tempi brevi. La proposta, confermata dal segretario al Commercio indiano Rajesh Agrawal, giunge come risposta diretta alla decisione del Messico di imporre, a partire dal 1° gennaio 2026, dazi fino al 50% su oltre 1.400 prodotti importati da nazioni con cui non ha accordi di libero scambio. Questa misura protezionistica, varata dall’amministrazione della presidente Claudia Sheinbaum, colpisce in pieno le esportazioni di diversi giganti asiatici, tra cui la Cina e, appunto, l’India.
Una corsa contro il tempo per proteggere settori chiave
La scelta di puntare su un accordo preferenziale (Pta) piuttosto che su un più complesso trattato di libero scambio (Fta) non è casuale. Come sottolineato da Agrawal, un Pta richiede tempi di negoziazione significativamente più ridotti, permettendo di “schermare” rapidamente i settori più vulnerabili. L’urgenza è palpabile: le nuove barriere tariffarie messicane minacciano di avere un impatto devastante su esportazioni indiane stimate in circa 2 miliardi di dollari. I settori più a rischio sono quelli dell’automotive, della componentistica, del tessile, dell’acciaio e della plastica, che costituiscono una fetta importante dell’interscambio tra i due paesi.
Il solo settore automobilistico, ad esempio, vede esportazioni dall’India verso il Messico per un valore di circa 1 miliardo di dollari, con grandi produttori come Volkswagen e Hyundai che utilizzano i loro stabilimenti indiani per servire il mercato messicano. L’aumento del dazio sulle auto dal 20% al 50% rappresenta un colpo durissimo per queste aziende. La Society of Indian Automobile Manufacturers (SIAM) aveva già espresso forte preoccupazione, chiedendo al governo di Nuova Delhi di intervenire per mantenere lo status quo.
Il contesto geopolitico: pressioni USA e triangolazioni commerciali
Dietro la stretta protezionistica di Città del Messico, molti analisti intravedono la pressione degli Stati Uniti. L’obiettivo di Washington sarebbe quello di arginare le cosiddette “triangolazioni commerciali”, in particolare quelle orchestrate dalla Cina, che utilizzerebbe il Messico come “porta di servizio” per aggirare i dazi statunitensi ed entrare nel mercato nordamericano. La mossa del governo Sheinbaum, quindi, si inserirebbe in un più ampio contesto di crescente protezionismo globale e di riallineamento delle catene di approvvigionamento.
Per l’India, il Messico non è solo un mercato da quasi 9 miliardi di dollari di interscambio bilaterale, ma rappresenta soprattutto una testa di ponte strategica per l’accesso all’intero mercato nordamericano, regolato dal trattato USMCA (Stati Uniti-Messico-Canada). Perdere questo accesso preferenziale o vederlo pesantemente ridimensionato dai dazi sarebbe un danno economico e strategico enorme.
I dettagli del negoziato e le prospettive future
I colloqui tecnici tra le due parti sono già stati avviati, a seguito di un incontro online tra il segretario al Commercio indiano, Rajesh Agrawal, e il sottosegretario al Commercio Estero del Messico, Luis Rosendo Gutiérrez. L’obiettivo di Nuova Delhi è chiaro: trasformare una minaccia imminente in un’opportunità per rafforzare i legami commerciali. Un accordo preferenziale permetterebbe di ottenere concessioni tariffarie mirate su prodotti specifici, salvaguardando le catene di approvvigionamento indiane e offrendo al contempo al Messico vantaggi in settori di suo interesse.
Le negoziazioni si preannunciano intense. L’India dovrà bilanciare la necessità di proteggere i propri esportatori con la volontà di non compromettere le relazioni con un partner chiave nelle Americhe. Il Messico, dal canto suo, si trova a dover gestire le pressioni del potente vicino statunitense e le esigenze della propria industria nazionale, che chiede protezione dalla concorrenza asiatica. L’esito di questo negoziato non solo definirà il futuro delle relazioni economiche tra India e Messico, ma potrebbe anche rappresentare un importante precedente nel complesso scenario del commercio globale.
